Alfie Sharman considera l’approdo di Tyson Fury contro Anthony Joshua su Netflix un’opportunità per DAZN, non semplicemente un grande incontro ceduto a un’altra emittente. Il rappresentante della piattaforma ha spiegato che l’obiettivo è contribuire alla realizzazione dei match più importanti, con la speranza che una platea più ampia si avvicini poi alla boxe.
Intervistato da iFL TV in un colloquio pubblicato il 16 ottobre, Sharman è stato interrogato sui ringraziamenti rivolti a DAZN durante la conferenza stampa di Fury-Joshua. L’intervistatore li ha collegati al rapporto tra Joshua e l’emittente. Sharman ha accolto con favore il riconoscimento, definendolo coerente con il modo in cui l’azienda intende operare.
La collaborazione può allargare il pubblico
Sharman ha iniziato criticando le barriere tra piattaforme. Da appassionato di lunga data, ritiene che le divisioni televisive abbiano contribuito, nel corso dei decenni, a impedire la realizzazione di incontri molto attesi. Ha precisato, però, che non tutte le trattative saltate dipendono da questo: pugili e altre parti coinvolte possono avere motivi legittimi per evitare determinati avversari.
«Crediamo nella collaborazione».
Nel caso di Fury-Joshua, secondo Sharman, rendere possibile l’incontro sarebbe un vantaggio sia per i pugili sia per la boxe. Ha parlato positivamente del rapporto tra DAZN e Joshua e ha ricordato che anche Fury è già apparso sulla piattaforma. Questi legami spiegano il suo sostegno all’iniziativa, ma non equivalgono all’annuncio di un nuovo accordo con uno dei due atleti.
Sharman prevede che il match possa raggiungere un pubblico internazionale molto vasto. Per illustrare il possibile ritorno per DAZN, ha ipotizzato che anche solo una parte degli spettatori, dopo aver visto l’incontro, possa interessarsi ad altri eventi pugilistici. La piattaforma, ha osservato, avrebbe già un calendario di incontri da proporre. La percentuale citata era un esempio: non rappresentava una previsione di abbonamenti, un dato di ascolto o una garanzia economica comunicata dall’azienda.
Il dirigente non considera, tuttavia, ogni grande incontro automaticamente adatto allo stesso modello. Alla domanda se l’intesa potesse essere replicata più spesso, ha suggerito che Fury-Joshua potrebbe essere un caso particolare, grazie alle dimensioni e al richiamo dell’evento. L’interesse, a suo giudizio, andrebbe oltre il pubblico abituale della boxe, pur senza mettere in discussione l’offerta di DAZN.
Sharman ha inoltre distinto la distribuzione di un singolo evento su un’altra piattaforma dalla collaborazione in senso più ampio. Ha ricordato precedenti iniziative con emittenti e gruppi promozionali diversi: la discussione su Netflix, dunque, non sarebbe la prima occasione in cui operatori della boxe trovano un’intesa per condividere un evento.
Concorrenza e collaborazione possono convivere
La conversazione si è spostata anche su Zuffa Boxing. Sharman ha espresso rispetto per le persone coinvolte e per la loro esperienza negli sport da combattimento, aggiungendo che il loro lavoro nella boxe dovrà essere valutato in base ai risultati. L’arrivo di un nuovo operatore, ha chiarito, non è un motivo per rinunciare alle partnership o escludere future collaborazioni.
Nel descrivere il mercato, Sharman ha difeso la posizione di DAZN: ha lodato il roster di pugili sotto contratto, la quantità di incontri trasmessi e le relazioni consolidate della piattaforma, sostenendo che l’offerta attuale sia difficile da eguagliare. Si tratta delle valutazioni di un rappresentante aziendale, non di una classifica indipendente delle emittenti. La sua posizione combina ambizione competitiva e apertura alla collaborazione.
Anche il modello di abbonamento rientra in questa strategia. Sharman ha descritto il piano Ultimate di DAZN come un tentativo di rendere più semplice seguire regolarmente la boxe, senza dover decidere ogni volta se acquistare un singolo pay-per-view. Guardando al 2027, il banco di prova sarà capire se il servizio riuscirà a modificare le abitudini di visione e a coinvolgere anche gli appassionati di sport meno assidui, oltre al pubblico già interessato alla boxe.
Sharman ha mantenuto una posizione sfumata anche sugli scambi pubblici tra Eddie Hearn e Dana White. Considera autentica la rivalità tra i due e non si aspetta che diventino amici durante la promozione di Fury-Joshua. Non ritiene però che le loro schermaglie, per quanto attirino l’attenzione, distolgano necessariamente il pubblico dai pugili.
Secondo la sua interpretazione, i promoter contribuiscono a costruire storie capaci di raggiungere persone che normalmente non seguono la boxe. La competizione tra i gruppi promozionali può avere un richiamo proprio, distinto dal lavoro degli atleti sul ring. Anche questa previsione sui protagonisti resta un’opinione e non prova l’esistenza di una nuova disputa contrattuale.
L’annuncio di Fury-Joshua e la spiegazione di Spencer Brown sulle modifiche al contratto di Fury riguardano aspetti diversi dell’organizzazione degli eventi. Le dichiarazioni di Sharman illustrano le ragioni commerciali di DAZN, ma non rendono pubblici i contratti dei due pugili. Inoltre, il botta e risposta scherzoso sull’ipotesi di un incontro tra promoter è successivo alla sfida lanciata pubblicamente da Kalle Sauerland: non risulta che tra White e Hearn sia stato concordato un match.




