Anthony Joshua ha accettato di guadagnare oltre 10 milioni in meno pur di affrontare Tyson Fury nel Regno Unito. A rivelarlo è stato il suo promoter Eddie Hearn, spiegando come la scelta della sede abbia inciso in modo diretto sull’accordo economico per uno degli incontri più attesi del pugilato britannico.
Joshua e Hearn hanno insistito a lungo perché il match si disputasse in Gran Bretagna. Dall’altra parte, il potente organizzatore saudita Turki Alalshikh, il suo partner americano Dana White e Netflix spingevano invece per portare l’evento al Madison Square Garden di New York.
Alla fine, grazie anche ai termini dei contratti con Sela, la società saudita dell’intrattenimento coinvolta nell’operazione, ha prevalso la soluzione britannica. La sede scelta è stata il Principality Stadium di Cardiff, impianto da 80.000 posti, preferito anche per la presenza del tetto retrattile.
Joshua ha rinunciato a una cifra a otto zeri
Per rendere possibile il combattimento a Cardiff l’11 dicembre, Joshua ha però dovuto accettare una borsa ridotta. Hearn ha raccontato come la pressione del pubblico britannico abbia avuto un peso nella decisione finale del suo pugile.
Hearn ha dichiarato: “La gente ha iniziato a dire: ‘Per favore, portate il combattimento nel Regno Unito’, e AJ ha iniziato a sentirlo.
“Per tenerlo nel Regno Unito deve rinunciare a una cifra a otto zeri. AJ mi dice: ‘Quello che pensi tu’, e io gli rispondo: ‘No, no, no, sono i tuoi soldi. Non posso prendere io questa decisione per te’.
“Mi chiede cosa penso dovrebbe fare e io gli ho detto che, secondo me, il Regno Unito è il posto giusto per questo incontro perché per lui c’è un vantaggio nell’affrontarlo in casa, ma si tratta di molti soldi. E lui ha detto: ‘Fottiamocene, lo facciamo nel Regno Unito’.”
Perché Cardiff ha battuto New York e Wembley
La scelta di spostare l’evento da New York è stata costosa anche per gli organizzatori. Alalshikh ha infatti rivelato che il cambio di sede gli è costato 53 milioni di dollari e che, per andare incontro al mercato americano, si è dovuto accettare il compromesso degli ingressi sul ring nelle prime ore del sabato mattina.
Inizialmente, la sua preferenza era Wembley. L’idea era quella di costruire una grande serata-evento, con l’ambizione di avere anche la popstar Dua Lipa tra le protagoniste dello show. Tuttavia, il rigido coprifuoco delle 23 in vigore per gli eventi nello stadio londinese ha reso questa opzione impraticabile.
Alalshikh ha spiegato: “Lo volevo a Wembley -- ditelo al sindaco. Ditelo a Dua Lipa. Sapevo fin dall’inizio che Londra non mi avrebbe dato lo stadio fino alle 2 del mattino. Alla fine, il Galles ha risposto presente e comunque siamo sempre nel Regno Unito.”
Cosa significa questa scelta
La decisione di disputare Joshua-Fury nel Regno Unito rafforza il valore nazionale di una sfida attesa da anni e destinata a catalizzare l’attenzione di tutto il movimento dei pesi massimi. In questo contesto, il sacrificio economico accettato da Joshua viene presentato come una scelta strategica oltre che simbolica: combattere in casa, davanti al proprio pubblico, per un evento di enorme richiamo.
Il Principality Stadium, con la sua capienza e la copertura retrattile, offre inoltre una soluzione logistica adatta a un appuntamento di questa portata, mantenendo l’incontro in territorio britannico senza le limitazioni che avrebbero complicato l’opzione Wembley.
Modifiche apportate: ho tradotto integralmente il testo in italiano, riorganizzato la struttura in paragrafi più fluidi, aggiunto sottotitoli informativi, chiarito il contesto della scelta della sede e del sacrificio economico di Joshua, mantenendo invariati fatti, cifre, date e citazioni presenti nell’originale.




