Anthony Joshua vuole diventare il primo a mettere KO Tyson Fury
Dopo l’annuncio del tanto atteso scontro tra Tyson Fury (36-2-1, 25 KO) e Anthony Joshua (30-4, 27 KO), entrambi hanno già chiarito come immaginano l’andamento del match. Anthony Joshua, però, non punta soltanto a una grande prestazione: vuole entrare nella storia diventando il primo pugile capace di mettere KO Tyson Fury tra i professionisti.
Nel corso della recente conferenza stampa, Joshua è apparso particolarmente carico all’idea di poter firmare un risultato del genere. “Sono disposto a incassare colpo dopo colpo e continuare ad andare avanti finché non mi alzeranno il braccio. Non vedo l’ora. So che sarà difficile, non nel senso che non ne sia capace, ma so che ogni incontro ha le sue sfide”, ha dichiarato. “Non vedo l’ora di continuare a spingere fino a ottenere quella vittoria, perché è semplicemente ciò che ho dentro”.
Il punto centrale della sfida è proprio questo: Fury non è mai stato messo KO né fermato in un incontro da professionista. È andato al tappeto più volte, in alcuni casi anche in modo spettacolare, ma è sempre riuscito a rialzarsi e a portare a termine il combattimento. Una caratteristica che ha contribuito in modo decisivo alla sua reputazione e che spiega perché Joshua sia così motivato all’idea di essere il primo a riuscirci.
Tra i pesi massimi, la capacità di assorbire colpi, recuperare e ribaltare l’inerzia di un match può fare la differenza più di ogni altra cosa. Fury si è costruito gran parte del suo profilo proprio su questa resilienza. Per Joshua, quindi, un eventuale successo prima del limite non rappresenterebbe soltanto un altro KO da aggiungere al record, ma un risultato dal valore storico, perché nessuno è mai riuscito a fermare Fury nel professionismo.
Un riferimento inevitabile è la trilogia con Deontay Wilder. L’americano ha mandato al tappeto Fury più volte, soprattutto nel primo incontro, quando il britannico sembrava ormai fuori combattimento prima di rialzarsi incredibilmente. Eppure Fury riuscì comunque a restare in piedi fino alla fine e poi a imporsi per KO nel secondo e nel terzo capitolo della rivalità. È anche alla luce di quei precedenti che l’obiettivo dichiarato da Joshua acquista ancora più peso.
Dall’altra parte, Fury ha fatto sapere di voler ottenere lo stesso risultato contro Joshua, usando toni persino più netti. Dopo l’ufficializzazione del match, ha detto che metterà KO AJ entro sei o sette riprese, definendolo uno “stepping stone”, cioè un passaggio intermedio, e un riscaldamento in vista di un possibile terzo incontro con Oleksandr Usyk.
Parole che, almeno a giudicare dalla reazione di Joshua, non hanno avuto alcun effetto intimidatorio. Al contrario, l’ex campione le interpreta come ulteriore carburante in preparazione della sfida. “Questa è l’energia che vogliamo. Questo è un combattimento. Non mi aspetto nient’altro da quest’uomo se non che dica che mi farà perdere conoscenza e che farà tutto il possibile per incollarmi al tappeto. Ma è proprio questo che mi farà continuare a correre, continuare a fare sparring, fare round extra in palestra”, ha spiegato.
Il confronto tra Fury e Joshua si inserisce nel contesto più prestigioso del pugilato, quello dei pesi massimi, la categoria regina. Per questo il valore simbolico dell’evento va oltre il semplice scontro tra due grandi nomi britannici: in palio c’è anche una fetta importante dell’eredità sportiva di entrambi, tra record, rivalità e percezione pubblica.
Joshua ha poi sottolineato anche l’importanza di disputare l’incontro nel Regno Unito. Secondo lui, portare una sfida di questa portata in Gran Bretagna ha un significato speciale non soltanto per il presente, ma anche per le nuove generazioni di appassionati e pugili. “È mozzafiato, e non lo dico alla leggera. Sono davvero grato per questa opportunità, soprattutto per il fatto di portarla in Gran Bretagna, perché so, onestamente, che nei pub la gente ha avuto vere discussioni su chi vincerà tra me e Tyson”, ha detto. “Ispireremo questa generazione, e so per certo che ispireremo anche la prossima. Ecco perché era importante fare questo incontro in Gran Bretagna”.
In vista del match, il tema dominante è già chiaro: da una parte Joshua vuole realizzare qualcosa che nessuno ha mai fatto, dall’altra Fury promette di chiudere i conti rapidamente. Il risultato, comunque vada, avrà un peso enorme sulla carriera di entrambi e sul panorama dei pesi massimi britannici.
Modifiche apportate: testo tradotto e riscritto in italiano naturale; struttura riorganizzata in paragrafi più chiari; aggiunto contesto su pesi massimi, trilogia con Wilder e valore del match senza introdurre fatti non presenti; ripulite ripetizioni e migliorata la fluidità complessiva.




