Bektemir Melikuziev ha chiesto pubblicamente alla WBA di intervenire sul caso Jaime Munguia, accusando il campione di essersi sottratto al match obbligatorio nei supermedi ordinato dall’organizzazione. In un messaggio pubblicato giovedì mattina su Instagram, Melikuziev ha sostenuto di aver accettato ogni concessione possibile pur di ottenere la sua chance titolata contro Munguia.
Secondo quanto scritto dal pugile uzbeko, avrebbe dato disponibilità a combattere con scarso preavviso, senza un vero training camp e perfino senza test VADA, pur trattandosi di una richiesta che il suo team ha sempre considerato importante. Melikuziev ha anche dichiarato di aver accettato la borsa più bassa possibile, o addirittura nessuna borsa, nel tentativo di sbloccare la trattativa.
"Ho accettato di combattere contro Jaime Munguia con poco preavviso, senza un adeguato campo di allenamento. Ho accettato di combattere senza test VADA, anche se abbiamo sempre insistito su questo punto. Ho perfino accettato la borsa più bassa possibile o nessuna borsa", ha scritto Melikuziev su Instagram.
"Abbiamo fatto ogni concessione possibile per far sì che questo combattimento si facesse. Eppure il mio team mi ha ora informato che Munguia si rifiuta ancora di affrontarmi".
La richiesta alla WBA sul match obbligatorio
Le dichiarazioni di Melikuziev sono arrivate prima della notizia relativa al possibile incontro del 31 ottobre tra Munguia e Nikita Zon, previsto nella riunione di Riyad con il cartellone guidato da Canelo Alvarez-Christian Mbilli. Proprio questo sviluppo ha rafforzato i dubbi sollevati dal challenger ufficiale: se la difesa obbligatoria è stata ordinata e lo sfidante sostiene di aver accettato tutte le condizioni richieste, perché il campione starebbe inseguendo un altro avversario?
Melikuziev ha quindi rivolto una domanda diretta alla federazione: "Ho una domanda semplice: perché non è stata ordinata un’asta? E se il campione si rifiuta di adempiere al suo obbligo da campione, perché non è stato privato del titolo?"
La WBA aveva concesso alle parti tempo fino al 21 ottobre per negoziare, quindi la scadenza non è ancora passata. Nonostante questo, Melikuziev chiede all’ente di agire nel caso in cui Munguia stia realmente rifiutando la difesa obbligatoria già disposta, mentre parallelamente valuta un altro match.
"Smettete di comportarvi come se non esistessero né uno sfidante obbligatorio né delle regole", ha aggiunto Melikuziev.
Supermedi, titolo WBA e scenario della trattativa
Il nodo della vicenda riguarda il titolo WBA dei pesi supermedi, una categoria centrale nel panorama mondiale del pugilato. In questo contesto, lo status di challenger ufficiale obbliga normalmente il campione a difendere la cintura contro il contendente designato, salvo deroghe o autorizzazioni specifiche dell’organizzazione.
Più tardi nella giornata di giovedì, la stessa WBA ha annunciato di non aver approvato l’eventuale sfida Munguia-Zon, ribadendo al tempo stesso che Melikuziev resta lo sfidante ufficiale. Si tratta di un passaggio importante, perché conferma la posizione del pugile uzbeko all’interno della procedura federale e lascia aperta la questione della difesa obbligatoria.
Melikuziev ha inoltre sostenuto che Munguia avrebbe chiesto più denaro per affrontarlo e si è detto disponibile a organizzare il combattimento in Uzbekistan con fondi aggiuntivi. Anche in questo caso, però, si tratta della versione fornita dallo stesso Melikuziev e non della ricostruzione ufficiale dell’altra parte.
Cosa cambia ora per Munguia e Melikuziev
Per Jaime Munguia, l’ipotesi di fissare un incontro con Nikita Zon non risolverebbe comunque il tema dello sfidante obbligatorio. È questo il punto centrale sollevato da Melikuziev, convinto di aver eliminato ogni ostacolo dal proprio lato del tavolo negoziale.
La pressione adesso si sposta sul team di Munguia, chiamato a chiarire quali siano gli elementi ancora irrisolti nella trattativa. Allo stesso tempo, resta da capire se la WBA si limiterà a far rispettare la scadenza del 21 ottobre o se prenderà iniziative prima, soprattutto dopo aver ribadito di non aver autorizzato Munguia-Zon.
La situazione, dunque, rimane aperta: da una parte c’è la richiesta di Melikuziev di vedere applicate le regole sul match obbligatorio, dall’altra la necessità per il campione di definire il proprio prossimo passo senza entrare in conflitto con le disposizioni federali.
Modifiche apportate: traduzione completa in italiano; riorganizzazione del testo in forma giornalistica; maggiore chiarezza nella sequenza dei fatti; aggiunti paragrafi di contesto su titolo WBA, categoria supermedi, implicazioni per la trattativa e possibili sviluppi, senza introdurre dati non presenti nel testo originale.




