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Ben Whittaker batte Conor Wallace, ma George Groves solleva dubbi sulla prestazione

Ben Whittaker batte Conor Wallace ai punti e diventa numero uno IBF, ma il finale sofferto spinge George Groves a sollevare dubbi sul suo livello.

Redazione··3 min di lettura
George Groves sums up Ben Whittakers performance after holding on for dear life in Wallace win

Ben Whittaker ha superato Conor Wallace ai punti con verdetto unanime, ma il successo non ha cancellato gli interrogativi emersi nel finale del match. Il britannico ha infatti conquistato il primo posto nel ranking IBF dei pesi mediomassimi, pur dovendo resistere a una dodicesima ripresa durissima che ha lasciato il segno nelle valutazioni del dopo incontro.

Per gran parte della sfida, Whittaker era apparso in controllo. Il pugile inglese ha gestito il combattimento con il suo consueto stile fatto di mobilità, rapidità di mani e momenti di spettacolarità, mentre Wallace, salito sul ring da netto sfavorito, è comunque riuscito a ritagliarsi spazi importanti e a farsi valere nel corso del match.

Con l’arrivo delle riprese titolate, però, l’inerzia è cambiata almeno in parte. Whittaker ha iniziato a subire più colpi, e Wallace ne ha approfittato per aumentare la pressione. Il dodicesimo round è diventato così il momento più discusso della serata: il beniamino di Birmingham ha legato spesso l’avversario per spezzarne il ritmo, finendo anche a terra in più occasioni nel tentativo di restare aggrappato al vantaggio accumulato.

Nonostante quel finale complicato, nelle prime fasi dell’incontro Whittaker aveva mostrato un livello tecnico superiore. Proprio per questo, il dibattito ora si sposta su un punto preciso: il numero uno IBF dei mediomassimi è davvero pronto per alzare ancora il livello dell’opposizione?

George Groves analizza il dodicesimo round

Parlando sul suo canale YouTube, l’ex campione del mondo dei supermedi George Groves ha analizzato senza giri di parole gli ultimi minuti del combattimento.

“In quell’ultimo round era completamente finito. Completamente in mare aperto. Si stava aggrappando alla sopravvivenza. Forse c’è un po’ di inesperienza da professionista. È andato giù un paio di volte, e sono rimasto davvero sorpreso che l’arbitro non le abbia considerate knockdown.”

Groves ha poi spiegato come, a suo giudizio, a Whittaker sia mancata la capacità di cambiare marcia nei momenti chiave: “A volte i pugili sono in controllo e vuoi vederli salire di ritmo, cambiare qualcosa, mettere intensità con una seconda e una terza ondata. Whittaker stasera non lo ha fatto, e non credo sia perché fosse preoccupato da Conor Wallace. Wallace non può reggere la velocità di mani di Whittaker, però lo stava colpendo mentre tirava anche lui.”

I dubbi emersi dopo la vittoria

Secondo Groves, la prestazione ha lasciato aperti interrogativi pesanti sul futuro del 29enne. In particolare, l’ex campione ha messo l’accento su tenuta atletica, stamina e resistenza, elementi inevitabilmente sotto osservazione dopo una chiusura così sofferta.

“Adesso ci sono grossi punti interrogativi. Verranno messe in discussione la sua preparazione, la sua stamina e la sua resistenza. Quelle mosse spettacolari gli tolgono forse qualcosa, quando in realtà non dovrebbero togliergli nulla? La sua capacità di assorbire i colpi è davvero all’altezza del livello più alto? Se lo colpisci bene, può disunirsi piuttosto in fretta?”

Groves ha infine aggiunto una riflessione sul reale potere offensivo di Whittaker, pur confermando il proprio apprezzamento per il pugile britannico: “Mi piace Ben Whittaker. Mi piace il suo stile, mi piace come imposta il match. Le vittorie per knockout arrivate di recente sono state forse un po’ generose per ciò che oggi sembrano raccontare? Forse non è il puncher devastante che il record suggerisce. C’è ancora altro da vedere, ed è questo che ci incuriosisce.”

Il contesto: ranking IBF e scenario nei mediomassimi

La vittoria su Wallace consegna a Whittaker il primo posto nel ranking IBF dei pesi mediomassimi, una categoria tradizionalmente tra le più competitive del pugilato internazionale. Si tratta di un risultato importante, perché lo proietta in una posizione di assoluto rilievo nella corsa ai grandi incontri della divisione.

Allo stesso tempo, però, il modo in cui è arrivato il successo rischia di pesare quasi quanto il risultato stesso. Per un pugile considerato uno dei profili più brillanti e spettacolari del panorama britannico, chiudere il match in affanno dopo aver dato l’impressione di essere superiore per lunghi tratti apre inevitabilmente un dibattito sul suo livello reale contro avversari sempre più attrezzati.

Cosa può succedere adesso

Il prossimo passo potrebbe essere ancora contro Conor Wallace. Il promoter Eddie Hearn non ha infatti escluso l’ipotesi di una rivincita immediata, soprattutto dopo che entrambi i pugili hanno manifestato il proprio interesse per un secondo capitolo.

Una scelta del genere avrebbe un significato chiaro: offrire a Whittaker l’occasione di fugare i dubbi emersi nel finale del primo confronto, e allo stesso tempo concedere a Wallace una nuova opportunità dopo una prova ben oltre le aspettative. In ogni caso, il verdetto ha sì premiato Whittaker e consolidato la sua posizione nel ranking IBF, ma ha anche trasformato una vittoria importante in un passaggio che lascia più domande che certezze.

Modifiche apportate: testo tradotto e completamente riorganizzato in italiano giornalistico; frasi semplificate e rese più fluide; aggiunti paragrafi di contesto su ranking IBF, categoria dei pesi mediomassimi e possibili sviluppi, senza introdurre fatti non presenti nel testo originale.

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