Ben Whittaker ha superato Conor Wallace a Birmingham, ma la sua prestazione nel finale ha lasciato più di un dubbio. Dopo aver controllato nettamente i primi nove round, il britannico ha vissuto un dodicesimo assalto difficilissimo, arrivando al gong conclusivo in evidente sofferenza e incassando anche le critiche di Tony Bellew nel post-match.
Per larghi tratti del combattimento Whittaker è sembrato il pugile più pulito, rapido e tecnico sul ring. Nei round iniziali ha mostrato il suo abituale stile brillante, gestendo il match con sicurezza e dando l’impressione di poter vincere comodamente ai punti, se non addirittura di chiudere prima del limite. Wallace, infatti, faticava a trovare il ritmo e a imporre la propria azione.
Il copione, però, è cambiato attorno alla decima ripresa. Il beniamino di casa ha iniziato a farsi colpire con maggiore frequenza da colpi che in precedenza stava evitando bene. Da quel momento l’inerzia del match si è fatta molto meno favorevole per Whittaker, che ha perso lucidità proprio nel momento decisivo.
Nel dodicesimo e ultimo round la situazione si è complicata ulteriormente. Whittaker si è aggrappato a Wallace appena possibile, è finito anche al tappeto e ha dato chiaramente l’impressione di voler soltanto arrivare alla campana finale. L’arbitro Kieran McCann è stato criticato per non aver chiamato almeno un knockdown in quella fase del combattimento.
Le parole di Tony Bellew
Intervenuto dopo l’incontro durante la trasmissione DAZN, l’ex campione del mondo Tony Bellew ha usato toni molto diretti nel giudicare la prova di Whittaker, sottolineando come il pugile britannico sia riuscito a cavarsela ma abbia anche mostrato limiti che, a livelli più alti, potrebbero costargli molto caro.
“Non abbastanza bene. È molto semplice, non giocare con il tuo cibo. Penso che Ben Whittaker sia forse il peso mediomassimo più talentuoso del mondo in questo momento sulle sei riprese. Difficile da decifrare, disciplinato, penso che sia eccellente per sei round. E poi si spegne e commette errori.”
Bellew ha poi insistito sul fatto che questo tipo di cali non possano essere ignorati, soprattutto nella categoria dei mediomassimi, dove il margine di errore si riduce contro avversari di vertice.
“Certo che è un problema. Più sali di livello, più ti prenderanno. Là fuori ci sono pugili migliori e più spietati di Conor Wallace. [Wallace] ha solo se stesso da incolpare. Perché inizi al decimo round? Hai appena buttato via la più grande opportunità della tua carriera. Ben Whittaker stavolta l’ha scampata. Eccellenti capacità di sopravvivenza.”
Cosa significa questo risultato
Il successo consente comunque a Whittaker di restare in una posizione di rilievo nel panorama dei mediomassimi, una categoria storicamente tra le più tecniche del pugilato professionistico. Tuttavia, al di là del verdetto finale, la parte conclusiva del match ha spostato l’attenzione più sui segnali d’allarme che sul risultato in sé.
Per un pugile considerato di grande talento, la gestione della distanza e della concentrazione diventa ora un tema centrale. Per nove round Whittaker aveva dato l’idea di poter comandare il match senza particolari affanni; il crollo nel finale, invece, ha messo in evidenza quanto possa essere pericoloso abbassare il livello contro un avversario ancora pienamente dentro il combattimento.
Il possibile prossimo passo
Nonostante Whittaker sia ora il primo in linea per affrontare il vincitore di Dmitry Bivol vs Callum Smith, il promotore Eddie Hearn ha chiarito nel dopo gara che al suo pugile serve ancora un altro incontro a questo livello prima di alzare ulteriormente l’asticella. Tra le ipotesi emerse c’è anche una possibile rivincita con Wallace, prima di affrontare una concorrenza ancora più dura.
La situazione, quindi, resta aperta: da una parte c’è una posizione importante in ottica futura, dall’altra la sensazione che serva un passaggio intermedio per evitare che un finale come quello di Birmingham si ripeta contro avversari ancora più pericolosi.
Modifiche apportate: testo tradotto e completamente riorganizzato in italiano; struttura resa più fluida e giornalistica; aggiunti paragrafi di contesto su categoria, significato del risultato e possibili prossime tappe, senza alterare fatti, numeri o citazioni dell’originale.




