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Ben Whittaker criticato dopo l’ultima prova: “Così non arriverà al top”

Ben Whittaker criticato dopo l’ultima prova contro Conor Wallace: Dave Allen dubita del suo futuro al top e rinvia l’assalto mondiale.

Redazione··3 min di lettura
Ben Whittaker Criticised By UK Heavyweight Over Recent Performance: He Wont Reach The Top

Ben Whittaker è finito nel mirino delle critiche dopo la sua prestazione più recente, che ha lasciato molti osservatori poco convinti. L’ex medaglia d’argento olimpica resta uno dei talenti più pubblicizzati del pugilato britannico da quando è passato professionista, ma il rendimento mostrato finora continua a dividere.

Whittaker ha fatto parlare di sé non solo per le qualità tecniche, ma anche per il suo stile spettacolare sul ring: ama danzare, provocare e intrattenere. Tuttavia, pur senza aver ancora affrontato avversari stabilmente ai vertici delle classifiche mondiali, in più di un’occasione ha dato l’impressione di non riuscire a chiudere i match con la necessaria autorità.

I dubbi dopo Cameron e Wallace

Il primo vero campanello d’allarme era arrivato con il pareggio contro Liam Cameron, un risultato che aveva sorpreso molti. Whittaker aveva poi rimesso le cose a posto nella rivincita, imponendosi rapidamente per knockout. Anche così, però, i dubbi non si sono completamente spenti.

Nello scorso weekend, contro Conor Wallace, sembrava in pieno controllo dell’incontro e avviato verso una vittoria netta. Nel finale, però, è stato colpito duramente e ha vissuto tre riprese conclusive molto complicate, lasciando un’impressione ben diversa da quella di un pugile pronto, da subito, per l’élite mondiale.

Dave Allen boccia il suo livello da professionista

Intervenuto a talkSPORT Boxing, il peso massimo britannico Dave Allen ha espresso una valutazione molto netta sul momento di Whittaker da professionista.

“Da quando Ben Whittaker ha debuttato, non sono mai stato completamente convinto di lui da professionista. Ha un talento incredibile, uno dei pugili più talentuosi del Regno Unito, se non del mondo. Lo guardi e pensi: wow, questo ragazzo è incredibile.”

Allen ha poi sottolineato la differenza tra il talento puro e le esigenze del pugilato professionistico sulle lunghe distanze: “Ma il pugilato professionistico è di 12 round. Devi colpire, devi essere forte, devi essere resistente, e penso che a quel livello queste cose lui non le abbia.”

Il paragone con i campioni mondiali

Secondo Allen, anche il contesto dell’ultimo incontro lascia aperti molti interrogativi: “Conor Wallace, come quell’incontro potesse essere un eliminator per il titolo mondiale non lo capirò mai. La miglior vittoria di Ben Whittaker resta ancora Liam Cameron. Per me, da professionista, Ben Whittaker non arriverà al top, e va bene così.”

Il peso massimo inglese ha poi rincarato la dose, ridimensionando le aspettative di chi già lo immagina campione del mondo: “È comunque un pugile migliore di me, ma quando la gente parla di titolo mondiale, di Bivol, Beterbiev, lui non è neanche vicino. Da professionista non ha quella fisicità. Se un titolo mondiale si vincesse sulle quattro riprese, forse, ma non è così: si vince sulle 12, con guantoni da 10 once, e secondo me lui non ce l’ha.”

Cosa cambia adesso per Whittaker

Il tema centrale resta il salto verso il livello mondiale. Whittaker si aspettava di combattere nel prossimo match per il titolo, da sfidante obbligatorio di Dmitry Bivol. Dopo l’ultima esibizione, però, il percorso sembra destinato ad allungarsi.

Il suo promoter Eddie Hearn ha infatti ammesso che servirà almeno un altro incontro prima di affrontare un passo così importante. In altre parole, la corsa verso una chance mondiale non si interrompe, ma subisce una frenata significativa.

Per un pugile della sua visibilità, il nodo non riguarda il talento, che nessuno mette in discussione, bensì la capacità di trasferirlo con continuità nel pugilato professionistico, soprattutto sulle distanze lunghe e contro avversari in grado di metterlo sotto pressione. È proprio su questo aspetto che si concentra oggi il dibattito attorno a Ben Whittaker.

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