Ben Whittaker cita James Toney e apre a un futuro salto tra i pesi massimi
Ben Whittaker immagina per sé un percorso simile a quello di James Toney e non esclude, un giorno, di spingersi fino ai pesi massimi. Il britannico ha richiamato l’esempio del fuoriclasse americano, che dopo aver conquistato il suo primo titolo mondiale a 160 libbre riuscì a competere anche nella massima categoria.
Toney salì stabilmente di peso nel 1992, dopo aver ammesso la sua passione per Burger King in seguito alla vittoria ai punti per majority decision contro Mike McCallum. In seguito divenne campione del mondo in tre categorie diverse. Nel 2005 riuscì anche a battere John Ruiz ai punti, ma il successo per il titolo WBA fu poi trasformato in no-contest a causa di un test antidoping fallito.
Whittaker ritiene di poter seguire una traiettoria simile a quella del membro della Hall of Fame e, pur sottolineando di voler restare dalla parte pulita di questo sport, ha persino accennato alla possibilità di affrontare in futuro David Benavidez tra i pesi massimi.
Parlando con un gruppo di media, tra cui Boxing News, il 29enne ha risposto con il suo miglior tono alla James Toney quando gli è stato chiesto di un potenziale incrocio con Benavidez: “Mai dire mai. Hai visto quanto è grosso mio padre? Presto sarò un peso massimo! Per ora resto nella mia corsia. Ma quel match con Benavidez mi piacerebbe più avanti, quindi dopo questo periodo nei mediomassimi… Burger King, baby!”.
Whittaker ha poi spiegato con maggiore chiarezza il suo piano: “Prima di tutto voglio essere sicuro di dominare la mia categoria di peso. Poi mi piacerebbe salire; penso sarebbe una buona cosa passare attraverso diverse categorie”.
Prima c’è Conor Wallace: in palio lo status di sfidante IBF
Prima di pensare a salti di peso o a sfide suggestive, Whittaker deve superare il test più immediato della sua carriera recente. Il britannico è infatti atteso da un match sulle 12 riprese contro Conor Wallace e, in caso di vittoria, diventerebbe il primo sfidante IBF a 175 libbre.
La categoria attuale di Whittaker è quindi quella dei mediomassimi, limite fissato a 175 libbre, ed è proprio qui che vuole costruire la base del suo futuro. L’appuntamento è fissato per questo sabato alla Utilita Arena di Birmingham, teatro di un incontro che può indirizzare in modo netto la sua stagione e le sue ambizioni mondiali.
Se riuscirà davvero a imporsi lo scopriremo nel weekend, ma Whittaker si presenta all’appuntamento con grande fiducia. Secondo lui, poco più di quattro anni da professionista lo hanno già portato nel punto esatto in cui voleva arrivare.
“Penso che stia andando tutto perfettamente verso il punto in cui volevo essere. Ho avuto piccoli contrattempi, come gli infortuni e il passaggio da Boxxer di Ben Shalom a Matchroom di Eddie Hearn, ma tutto si sta sistemando al momento giusto”.
Il pugile inglese sente di essere cresciuto anche dal punto di vista personale e tecnico: “Mi sento molto più maturo, sento di aver imparato tanto e penso che la mia ultima prestazione, lo stop al secondo round contro Richard Rivera, abbia mostrato che ora mi muovo in modo un po’ diverso”.
Da “Drunken Master” a “The Surgeon”
Nel descrivere i miglioramenti stilistici avuti sotto la guida del capo allenatore Andy Lee, Whittaker ha usato un’immagine efficace. Ha raccontato la propria trasformazione come il passaggio da “Drunken Master”, richiamando il film del 1978 con Jackie Chan, a “The Surgeon”, un pugile capace di tagliare in due gli avversari con precisione clinica.
La sensazione, in effetti, è che oggi i suoi colpi arrivino con maggiore pulizia, più precisione e più autorità. In una fase della carriera in cui il talento scenico non basta più da solo, Whittaker sembra voler dimostrare di poter abbinare spettacolo e concretezza.
Il confronto con la generazione olimpica di Tokyo 2020
Medaglia d’argento olimpica, Whittaker ritiene anche di essere tra i professionisti più chiacchierati e più elettrizzanti usciti dal gruppo della nazionale britannica di Tokyo 2020. Un’affermazione forte, ma pronunciata senza voler sminuire i suoi ex compagni.
“Del mio gruppo olimpico, penso di essere uno dei più discussi e dei più entusiasmanti. Nessuna mancanza di rispetto nei loro confronti, ovviamente, perché a un certo punto erano come una famiglia per me”.
Whittaker ha poi aggiunto: “Ma tra tutti loro, in realtà, sto facendo quello che devo fare e, quando diventerò campione del mondo, sarà bello. Probabilmente lo rinfaccerò a Galal Yafai”.
Cosa significa questo momento per la carriera di Whittaker
Per ora, la traiettoria di Whittaker resta promettente, ma il compito che lo attende questo fine settimana è probabilmente il più duro della sua carriera. È anche per questo che il confronto con Wallace assume un peso particolare: vincere significherebbe consolidare la sua corsa nei mediomassimi e avvicinarsi concretamente a una chance mondiale IBF.
Solo dopo aver imposto il proprio nome a 175 libbre, Whittaker potrà pensare seriamente a salire di categoria e a inseguire quell’idea affascinante ispirata da James Toney. Per riuscirci, però, sabato dovrà essere molto più “The Surgeon” che “Drunken Master”.
Modifiche apportate: testo tradotto e riscritto in italiano giornalistico; struttura riorganizzata con sottotitoli più chiari; frasi accorciate e rese più fluide; aggiunto contesto su categoria di peso, posta in palio contro Wallace e significato del match per la carriera, senza introdurre informazioni non presenti o non generalmente note.




