PUGILATO.TV
Boxe Story

Bernard Hopkins: «Roy Jones Jr era inarrestabile nel suo prime»

Bernard Hopkins rende omaggio a Roy Jones Jr e lo definisce inarrestabile nel suo prime, ricordando una rivalità chiusa con una vittoria per parte.

Redazione··3 min di lettura
Bernard Hopkins Says One Fighter Was Unstoppable During Their Prime

Bernard Hopkins ha reso omaggio a un suo ex grande rivale, sostenendo che Roy Jones Jr, nel momento migliore della sua carriera, fosse semplicemente impossibile da fermare.

Hopkins, del resto, sa bene di cosa parla. La sua carriera è stata tra le più prestigiose della boxe moderna e lo ha portato a conquistare titoli mondiali sia nei pesi medi sia nei mediomassimi. Soprannominato “The Executioner”, è stato campione indiscusso dei pesi medi dal 2001 al 2005, periodo nel quale ha difeso con successo il titolo per cinque volte, prima di essere spodestato da Jermain Taylor.

Il suo nome è rimasto nella storia anche per un altro traguardo straordinario: Hopkins è tuttora il campione del mondo più anziano nella storia del pugilato. Il record arrivò nell’aprile 2014, quando deteneva le cinture unificate WBA e IBF dei mediomassimi dopo la vittoria contro Beibut Shumenov.

Hopkins elogia Roy Jones Jr

In un’intervista rilasciata a The Ring Magazine, Hopkins ha parlato con grande rispetto di Roy Jones Jr, rivale leggendario e per anni uno dei nomi di riferimento pound-for-pound. Secondo lui, il miglior Jones era un pugile completo e fuori portata per chiunque.

“He was smart enough to neutralise my best weapons and smart enough to not get hit by my big shots. Even though I got my shots in he wouldnt get hit by more than one. Like if I got one in and thats the thing about fighting unique guys if a guy lands that one shot, normally theres another coming behind that.

He was an all-around thing best boxer, best defence, offence. Early career Roy Jones Jr. speed, reflexes, unorthodox, that type of thing. No one, no one would have beat Roy Jones at that level, where he was at right there and then.”

Una rivalità divisa in due atti

Jones e Hopkins si sono affrontati due volte nel corso delle rispettive carriere, chiudendo il bilancio con una vittoria per parte. Il primo capitolo risale al 1993, quando fu Jones ad avere la meglio su Hopkins.

La rivincita arrivò 17 anni più tardi e in quell’occasione fu Hopkins a prendersi la sua vendetta. Entrambi, però, erano ormai lontani dal picco atletico e tecnico che li aveva resi protagonisti assoluti della scena mondiale.

Cosa raccontano le parole di Hopkins

Le dichiarazioni di Hopkins hanno un peso particolare proprio perché arrivano da un campione che ha dominato in due categorie di peso e che ha condiviso il ring con alcuni dei migliori pugili della sua epoca. Il riferimento al Roy Jones Jr degli inizi sottolinea soprattutto velocità, riflessi e stile poco ortodosso, qualità che secondo Hopkins lo rendevano un avversario unico.

Il giudizio dell’ex campione americano non cambia i risultati ufficiali della loro rivalità, ma rafforza ulteriormente la percezione dell’impatto che Jones ebbe nel suo periodo migliore, quando era considerato uno dei pugili più completi del panorama internazionale.

Modifiche apportate: testo tradotto e riscritto in italiano giornalistico, struttura riorganizzata in paragrafi più chiari, aggiunti contesto su titoli e categorie di peso già presenti nell’originale, migliorata la leggibilità mantenendo invariati fatti, nomi, numeri e citazioni.

Pubblicità

Leggi anche