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Canelo Alvarez pensa all’addio all’Azteca prima della sfida con Mbilli

Canelo sogna l’addio all’Estadio Azteca, ma la sfida con Mbilli può anticipare i tempi e cambiare il finale della sua carriera.

Redazione··3 min di lettura
Canelo Alvarez Eyes Azteca Farewell Ahead of Mbilli

Canelo Alvarez immagina il suo ultimo incontro all’Estadio Azteca, ma la sfida con Christian Mbilli potrebbe accelerare quei piani più del previsto. Una sconfitta pesante il 31 ottobre lo costringerebbe infatti a interrogarsi se valga ancora la pena inseguire un altro titolo mondiale, considerando il prezzo fisico da pagare.

L’idea del congedo in uno degli stadi più simbolici del Messico è nata guardando la nazionale messicana di calcio proprio all’Estadio Azteca. Da lì, Canelo ha iniziato a visualizzare un ultimo grande evento a Città del Messico. In seguito ha anche tenuto una call su Zoom con Emilio Azcárraga per valutare la possibilità di organizzare davvero una serata d’addio nella capitale.

“Voglio che il mio ultimo combattimento sia in Messico”, ha detto Canelo a ESPN. “Mi sono visualizzato mentre combattevo lì”.

Mbilli può cambiare i tempi del finale di carriera

Il problema, per Alvarez, è che Christian Mbilli rappresenta un test ad alto rischio. Il suo stile basato su pressione costante e combinazioni pesanti può rendere molto più complicata la gestione del match per un pugile come Canelo, che preferisce avanzare, scegliere i momenti giusti e scaricare colpi con precisione.

Se Mbilli riuscisse a costringerlo a indietreggiare, Canelo potrebbe perdere il controllo del ritmo e avere meno occasioni per respirare e recuperare. Sulle corde, i suoi contrattacchi dovrebbero essere abbastanza efficaci da frenare l’iniziativa dell’avversario. In caso contrario, ogni tentativo di amministrare le energie rischierebbe di trasformarsi in lunghi tratti del match passati a subire combinazioni.

In uno scenario del genere, i colpi singoli più vistosi potrebbero non bastare se Mbilli continuasse a lavorare in serie contro la guardia alta di Alvarez. Restare coperto sulle corde significherebbe concedere riprese, mentre i pugni che passano attraverso o intorno alla guardia potrebbero consumarlo poco alla volta. Per evitare questo sviluppo, Canelo avrebbe bisogno di colpire con la forza necessaria per spezzare gli attacchi di Mbilli e guadagnarsi momenti preziosi di pausa.

Il peso del risultato sulla corsa a un altro titolo

Una sconfitta prima del limite o anche un duro verdetto dopo dodici round aprirebbe interrogativi che vanno oltre la semplice possibilità di tornare campione del mondo. In quel caso, Alvarez dovrebbe riflettere su quanto altro logoramento sia disposto ad accettare prima di chiudere la carriera.

Il punto centrale non riguarderebbe solo la sua competitività ai massimi livelli, ma anche l’opportunità di continuare a esporsi contro contendenti pericolosi. Sul piano del richiamo commerciale, Canelo conserverebbe comunque un forte potere d’attrazione, ma una brutta sconfitta contro Mbilli renderebbe più difficile promuovere un nuovo assalto a una cintura mondiale.

Anche senza un titolo in palio, però, l’ipotesi Estadio Azteca resterebbe di enorme richiamo. Un addio in Messico offrirebbe agli organizzatori una narrazione diversa: non più la rincorsa al vertice, ma la celebrazione di una carriera davanti al suo pubblico. In questo scenario, la scelta dell’avversario e il prezzo dei biglietti resterebbero comunque fattori determinanti per la risposta dei tifosi.

L’accordo con Riyadh Season complica i piani

C’è poi un altro elemento da considerare: gli impegni contrattuali. Secondo quanto riportato da Dan Rafael, Mbilli rappresenta il terzo incontro di un accordo da quattro match con Riyadh Season. Questo significa che, dopo la sfida del 31 ottobre, resterebbe ancora un combattimento da onorare.

Per portare l’ultimo incontro della carriera a Città del Messico, sarebbe quindi necessario trovare un’intesa con i finanziatori degli eventi. Il contatto con Emilio Azcárraga apre una possibilità concreta, ma non risolve automaticamente il nodo dell’obbligo contrattuale ancora in sospeso.

Un’eventuale sconfitta netta potrebbe spingere Canelo e Riyadh Season a discutere una ristrutturazione dell’accordo o una soluzione per chiudere il match rimanente. Al momento, però, non è stata annunciata alcuna trattativa in questo senso, e una brutta sconfitta non cancellerebbe automaticamente l’impegno già firmato.

L’Azteca resta l’obiettivo finale

Canelo ha già individuato il luogo in cui vorrebbe salutare il pugilato. Resta da capire quando quel progetto diventerà concreto. Molto dipenderà da ciò che accadrà contro Mbilli: una prestazione convincente terrebbe vivo il sogno come traguardo più lontano, mentre una prova sofferta o una sconfitta pesante potrebbero trasformare subito l’addio all’Estadio Azteca nella sua priorità immediata.

In sintesi, il match con Mbilli non deciderà soltanto il prossimo passo sportivo di Alvarez, ma potrebbe anche stabilire se il suo gran finale in Messico resterà un’ambizione futura o diventerà il capitolo conclusivo più vicino del previsto.

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