Sebastian Fundora vede Canelo Alvarez favorito contro Christian Mbilli e giudica lo sfidante troppo prevedibile dal punto di vista tecnico. La sua lettura, però, lascia aperto un interrogativo centrale: Canelo riuscirà a reggere il ritmo contro un avversario più giovane e costantemente aggressivo senza calare alla distanza?
Parlando a DAZN, Fundora ha spiegato così la propria posizione: “Canelo ha il vantaggio in questo match. Mbilli è un buon pugile, un pugile forte, ma per me è troppo monotematico”.
Il giudizio di Fundora su Mbilli
Per motivare i suoi dubbi su Mbilli, Fundora ha richiamato il combattimento contro Lester Martinez, sostenendo di essersi aspettato una vittoria prima del limite da parte di Mbilli.
“Abbiamo visto quando ha combattuto contro Lester Martinez; in un certo senso ha perso, e io mi aspettavo che mettesse KO Lester. Ma ha perso, e Canelo ha molte più qualità pugilistiche di lui”, ha dichiarato Fundora.
Perché questa analisi fa discutere
La valutazione di Fundora viene contestata su due punti principali. Il primo riguarda proprio l’interpretazione del match contro Martinez. Mbilli, infatti, non perse quell’incontro: il verdetto fu un duro pareggio con decisione divisa, in un confronto molto fisico in cui Martinez ricorse ripetutamente a spinte evidenti per sopravvivere alla pressione interna e ritagliarsi spazio per colpire.
Se il ragionamento parte dall’idea che Mbilli abbia “più o meno perso” quella sfida, allora tutta la costruzione tecnica del pronostico perde forza non appena si osserva ciò che è realmente accaduto sul ring.
Il nodo vero: il ritmo di Canelo
Il secondo punto riguarda l’immagine di Canelo proposta da Fundora. Il discorso sembra riferirsi a una versione del messicano simile a quella del 2018 o del 2021, quando riusciva a schivare, contrattaccare e controllare il centro del ring per tutte le dodici riprese con continuità.
Secondo questa lettura critica, quel tipo di Canelo oggi non esiste più. A 36 anni, dopo una carriera segnata da usura, lunghi periodi di inattività e cali di tenuta sempre più evidenti nella seconda metà dei combattimenti, Alvarez è diventato un pugile più economico nella gestione dei colpi. Alterna fiammate esplosive ma a basso volume, cercando di vincere le riprese senza spendere troppo, e spesso si concede pause sulle corde.
Perché lo stile di Mbilli può creare problemi
In questo quadro, Mbilli rappresenterebbe uno stile particolarmente scomodo per un campione non più giovanissimo che ha bisogno di amministrare energie. Il francese, infatti, viene descritto come un fighter che non teme di incassare due colpi puliti se questo gli permette di piazzarne cinque al corpo e trascinare l’azione in una battaglia a corta distanza.
Contro un pugile di pressione instancabile, che non concede respiro, la sola superiorità tecnica potrebbe non bastare. Il quoziente pugilistico conta, ma solo se gambe e fiato consentono di applicare il piano per tre minuti pieni in ogni round.
Cosa significa questa lettura del match
Il punto centrale, quindi, non è soltanto scegliere tra il nome più affermato e lo sfidante emergente. La questione è capire se l’esperienza e le qualità tecniche di Canelo possano compensare l’intensità, la freschezza e la pressione continua di Mbilli.
Per questo motivo, la presa di posizione di Fundora viene letta come una scelta basata soprattutto sul prestigio del nome Canelo e sul ricordo delle sue prestazioni migliori, più che sulle condizioni attuali del campione e sull’incastro stilistico del confronto. In altre parole, l’analisi prenderebbe in considerazione il palmarès e gli highlights, ma trascurerebbe il fattore tempo e il potenziale incubo tattico rappresentato da Mbilli.
Modifiche apportate: ho tradotto integralmente il testo in italiano, riorganizzato la struttura in paragrafi e sottotitoli più chiari, eliminato ripetizioni, migliorato fluidità e leggibilità, e ampliato i passaggi chiave sul significato tecnico del match senza aggiungere fatti non presenti nell’originale.




