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Canelo-Mbilli confermato a Riyadh il 31 ottobre: Alalshikh assicura, si combatte nonostante le tensioni

Canelo-Mbilli resta fissato a Riyadh il 31 ottobre. Alalshikh assicura che Canelo vuole combattere comunque, nonostante le forti tensioni nella regione.

Redazione··3 min di lettura
Turki Alalshikh Reveals Canelo Alvarez Insists October Fight to Remain in Riyadh Amid Attacks in Saudi

Canelo-Mbilli resta in programma a Riyadh il 31 ottobre. Turki Alalshikh ha voluto spegnere i dubbi sulla scelta di mantenere in Arabia Saudita il ritorno sul ring di Canelo Alvarez contro il campione WBC dei supermedi Christian Mbilli, nonostante il clima di forte tensione nella regione.

Con un messaggio netto, Alalshikh ha spiegato che è stato lo stesso Canelo a confermare la volontà di combattere regolarmente alla Kingdom Arena: “Canelo mi ha contattato e mi ha detto che combatterà comunque a Riyadh questo ottobre, qualunque cosa accada. Non ha paura di nulla”. Nel suo intervento, il dirigente saudita ha aggiunto: “Il mio Paese ospita le due Sacre Moschee, terra di pace, sicurezza, ricca civiltà, grande storia e persone dal cuore gentile. Grazie a tutti quelli che si sono informati e hanno mostrato sostegno. I tempi difficili rivelano i veri amici”.

Tensioni nella regione e dubbi sull’evento

Le parole di Alalshikh arrivano mentre continuano a crescere le preoccupazioni per la sicurezza nell’area. Secondo quanto riportato nel testo originale, i bombardamenti e gli attacchi si sarebbero estesi in profondità nel Paese e la tensione non mostrerebbe segnali di allentamento. L’ultimo sviluppo citato riguarda un attacco all’aeroporto di Riyadh che avrebbe causato vittime.

Nei giorni scorsi anche l’Ambasciata e i Consolati degli Stati Uniti in Arabia Saudita avevano diffuso un aggiornamento, invitando i cittadini americani alla massima prudenza: “A causa della situazione di sicurezza in corso in Arabia Saudita e della possibilità di attacchi aerei con droni o missili contro l’Arabia Saudita, la missione USA incoraggia fortemente tutti i cittadini statunitensi a rimanere vigili e a seguire le indicazioni degli avvisi nazionali diffusi dalla Difesa Civile saudita”.

In questo contesto, la decisione di confermare un grande evento di pugilato con una delle stelle più note dello sport ha lasciato perplessi molti osservatori. Nei giorni scorsi si era parlato della possibilità di spostare Canelo-Mbilli in un’altra sede, con un eventuale rinvio verso la fine di novembre.

Dan Canobbio aveva scritto una settimana fa: “Sarebbero pazzi a organizzare Canelo-Mbilli in Arabia Saudita”. Più duro ancora il giornalista di sport da combattimento Luke Thomas, che ha commentato: “Stanno facendo una cosa tipo Messico contro il mondo in Arabia Saudita, il che non ha alcun senso. Stanno cercando di forzare questo match in una f***uta zona di guerra”.

Un match di alto profilo nei supermedi

Il confronto tra Canelo Alvarez e Christian Mbilli riguarda la categoria dei pesi supermedi, divisione nella quale Mbilli viene indicato come campione WBC nel testo di partenza. La sfida rappresenta uno degli appuntamenti più importanti della stagione per la boxe internazionale, anche per il richiamo globale di Canelo, da anni uno dei nomi più pesanti del pugilato mondiale.

Dopo l’incertezza iniziale, è stata resa nota anche la card completa. Oltre a Canelo-Mbilli, il programma comprende altri tre incontri titolati. Sono annunciati inoltre alcuni nomi riconoscibili come Alan David Picasso, sfidante al titolo, e l’ambassador di Ring Magazine Reito Tsutsumi.

Il precedente a Riyadh e il momento di Canelo

Saranno passati quasi diciotto mesi dall’ultima apparizione di Canelo a Riyadh. Il 3 maggio 2025 il messicano aveva affrontato William Scull, imponendosi per decisione unanime e diventando campione indiscusso dei supermedi per la seconda volta in carriera.

Questo dato aggiunge peso al ritorno del fuoriclasse messicano in Arabia Saudita. Da un lato c’è la continuità con il suo recente percorso nella categoria; dall’altro c’è una situazione esterna del tutto diversa, perché stavolta la sede dell’evento è al centro di timori legati alla sicurezza. Nel corso della sua carriera ultraventennale, raramente Canelo si era trovato davanti a uno scenario del genere, con discussioni così accese sulla tenuta del luogo scelto per il match.

Finora, né l’ex campione del mondo né il suo team hanno diffuso una dichiarazione ufficiale o pubblicato messaggi sui social riguardo al combattimento del 31 ottobre. La conferma della volontà di procedere, almeno per ora, è quindi arrivata soprattutto dalle parole di Alalshikh.

Non solo business: un caso diverso dal passato

Anche il match con Terence Crawford aveva vissuto una fase di incertezza su data e sede, prima della definizione dell’Allegiant Stadium come teatro della sfida. In quel caso, però, i problemi erano legati soprattutto ad aspetti commerciali e alla disponibilità dell’impianto, non a questioni di sicurezza.

Nella storia della boxe non sono mancati eventi complicati da cambi di venue o rinvii, ma i casi in cui una forte instabilità politica abbia rappresentato un rischio concreto sono stati più rari. Il testo originale richiama due esempi: il celebre Ali-Foreman del 1974 a Kinshasa, in Zaire, organizzato in un contesto di forte turbolenza politica, e Teofimo Lopez-George Kambosos Jr., incontro per i titoli unificati dei leggeri di Lopez che nel 2021 subì cambi di data e sede a causa dell’aggravarsi della situazione legata al COVID-19, prima di disputarsi all’Hulu Theater di New York il 27 novembre 2021.

Preparazione in Spagna e possibili motivi della conferma

Una possibile spiegazione della scelta di andare avanti con l’evento, secondo il testo, potrebbe essere legata alla preparazione di Canelo. Il messicano si è allenato nella struttura di Oleksandr Usyk a Gandia, in Spagna, con il suo storico allenatore Eddy Reynoso al suo fianco.

L’idea sarebbe quella di agevolare l’adattamento a un fuso orario intermedio tra Stati Uniti e Arabia Saudita. Allenarsi in una località distante solo poche ore da Riyadh potrebbe infatti facilitare l’acclimatazione rispetto a un trasferimento diretto dagli USA dopo l’intero training camp, riducendo gli effetti del jet lag sulla preparazione. Una situazione simile, suggerisce il testo, potrebbe essersi già verificata nel match con Scull, quando Canelo sarebbe apparso in difficoltà nella sua prima esperienza di incontro ed evento in Medio Oriente.

I rapporti con Riyadh Season

La presa di posizione di Alalshikh viene osservata con attenzione anche alla luce del rapporto costruito con Canelo negli ultimi anni. Il pugile messicano aveva firmato un accordo di quattro incontri con Riyadh Season nel febbraio dello scorso anno.

Al di là dell’intesa commerciale, il legame tra il potente organizzatore saudita e l’ex campione del mondo aveva attraversato anche momenti meno lineari. Nel periodo di incertezza che riguardava l’eventuale sfida con Crawford, lo stesso Alalshikh aveva dichiarato: “Ho deciso di non considerare più il match con Canelo, perché non lo voglio più”.

Adesso, invece, il quadro è cambiato ancora: Alalshikh esalta la determinazione del campione messicano e conferma che il grande evento del 31 ottobre alla Kingdom Arena, almeno allo stato attuale, resta fissato a Riyadh.

Modifiche apportate: ho tradotto e riscritto integralmente il testo in italiano giornalistico, riorganizzando i contenuti in sezioni più chiare; ho eliminato ripetizioni e accorpato i passaggi duplicati; ho ampliato il contesto su categoria, card, precedente match a Riyadh, significato del ritorno e implicazioni organizzative, senza aggiungere fatti non presenti nel testo originale.

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