Oscar De La Hoya ha chiesto di trasferire Canelo-Mbilli da Riyadh, sostenendo che i problemi di sicurezza non riguardino soltanto il match principale, ma tutte le persone coinvolte nell’evento.
Nel suo video “Clap Back” del 15 ottobre, De La Hoya ha detto che non volerebbe in Arabia Saudita se fosse ancora un pugile. Ha citato i recenti attacchi mortali all’aeroporto, accusato gli organizzatori di mettere gli incassi davanti alla sicurezza e sostenuto che Alvarez potrebbe servirsi di un aeroporto privato. Quest’ultima affermazione, però, non è stata verificata in modo indipendente. Il suo appello è stato netto: “Fate la cosa giusta e spostate questo evento”.
De La Hoya ha inoltre accusato Turki Alalshikh e SELA di aver influenzato buona parte dei media pugilistici, ha richiamato una precedente disputa legale con diffida e ha criticato le spese destinate a presentare Riyadh come una sede sicura. Si tratta comunque di sue accuse, non di fatti accertati.
Nel dibattito più ampio sul pugilato in Arabia Saudita è intervenuto anche Sebastian Fundora, che separatamente ha espresso le proprie riserve sul combattere nel Paese. La sua posizione, però, riguarda eventuali apparizioni future e non un annuncio diretto sul match di Alvarez.
L’allerta viaggi per Riyadh resta in vigore
Le indicazioni di viaggio del governo britannico per l’Arabia Saudita, aggiornate il 15 ottobre, invitano i cittadini britannici a evitare il King Khalid International Airport finché non sarà considerato sicuro e a seguire le istruzioni delle autorità saudite. L’avviso fa riferimento a un grave episodio avvenuto lì il 10 ottobre, intorno alle 15 locali.
Il Foreign, Commonwealth and Development Office sconsiglia tutti i viaggi verso la provincia di Riyadh che non siano essenziali, così come verso gli aeroporti sauditi diversi dal Medina International Airport. L’allerta comprende anche Jeddah e Dammam, e quindi non limita il problema a un singolo terminal o a una sola rotta.
Il comunicato segnala inoltre un rischio elevato per aeroporti e altre infrastrutture a causa di attacchi con missili e droni, avvertendo che ulteriori attacchi, disagi e cancellazioni sono molto probabili.
Il paragone con il tennis e la situazione del pugilato
Nel tennis, un cambiamento di programma c’è già stato. Il 14 ottobre Alalshikh ha annunciato il rinvio del Six Kings Slam per ragioni logistiche. In base alla nota di Riyadh Season, l’esibizione è stata spostata dal 21, 22 e 24 ottobre al 27-30 dicembre. Sarà la terza edizione del torneo.
Gli organizzatori hanno parlato di una valutazione delle difficoltà organizzative e logistiche e del loro possibile impatto sull’esperienza del pubblico, senza però indicare uno specifico attacco come motivo ufficiale del rinvio.
Alalshikh era già intervenuto l’11 ottobre sulla posizione di Alvarez, spiegando che il pugile lo aveva contattato e restava disposto a combattere a Riyadh entro quel mese nonostante gli sviluppi. Nello stesso messaggio aveva anche difeso la sicurezza e la storia dell’Arabia Saudita.
Il match titolato Canelo-Mbilli è annunciato per il 31 ottobre a Riyadh sulla distanza delle 12 riprese, con in palio la cintura WBC dei supermedi detenuta da Mbilli. L’evento sarà trasmesso in pay-per-view su DAZN e sarà disponibile anche per gli abbonati DAZN Ultimate. In precedenza era stato programmato per il 12 settembre, prima che una questione familiare condizionasse la preparazione di Alvarez.
Alvarez si presenta da sfidante e non da campione indiscusso in carica. Nel settembre 2025 Terence Crawford lo ha battuto ai punti e poi si è ritirato; successivamente Mbilli è stato promosso da campione WBC ad interim a campione regolare. Nell’ultimo incontro, l’imbattuto detentore del titolo ha pareggiato con verdetto di split draw contro Lester Martinez.
L’ultima uscita di De La Hoya riguarda dunque la sede dell’evento già annunciato, non un cambio di avversario né uno spostamento già confermato.
La notizia è stata pubblicata il 15 ottobre 2026 alle 17:02.




