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Canelo vuole ancora la rivincita con Terence Crawford dopo aver rivisto cinque volte la sconfitta

Canelo vuole ancora la rivincita con Crawford dopo la sconfitta del 2025, ma prima dovrà battere Mbilli a Riyadh e sperare nel ritorno dell’americano.

Redazione··3 min di lettura
Canelo Watched His Terence Crawford Loss Five Times And He Still Wants the Rematch

Canelo vuole ancora la rivincita con Terence Crawford, anche dopo aver rivisto cinque volte il match perso nel settembre 2025. Saúl "Canelo" Álvarez non ha nascosto di voler tornare sul ring contro l’americano, convinto di aver capito gli errori che gli sono costati la sconfitta. Il problema principale, però, è che Crawford ha annunciato il ritiro dal pugilato professionistico nel dicembre 2025, lasciando il messicano nella speranza che possa ripensarci per un eventuale ritorno, magari davanti a una borsa enorme.

Il campione messicano ne ha parlato in un’intervista concessa a Mike Coppinger di The Ring, realizzata nella palestra di Oleksandr Usyk in Spagna. Canelo ha spiegato di credere concretamente di poter offrire una prestazione diversa in un secondo confronto, ma prima dovrà concentrarsi sul suo prossimo impegno: il ritorno sul ring contro Christian Mbilli, fissato per il 31 ottobre a Riyadh, in Arabia Saudita.

Canelo ha individuato gli errori contro Crawford

L’ex campione del mondo in quattro categorie di peso ha ammesso apertamente di sapere cosa non abbia funzionato nel primo incrocio con Crawford. “I know what happened and I know my mistakes”, ha detto Álvarez, riconoscendo allo stesso tempo il valore di un avversario di altissimo livello, capace di obbligare chiunque a esprimersi al massimo.

Secondo Canelo, riguardare più volte quella sfida è stato utile per comprendere meglio i dettagli che hanno fatto la differenza. “I always do good in the rematches, so I hope that fight happens again”, ha dichiarato. “Ive watched it like five times, and it was very close. There was not much in it.”

Il messicano è quindi convinto che il divario reale tra vittoria e sconfitta sia stato più sottile di quanto possa suggerire il risultato ufficiale. Crawford si impose con decisione unanime, con cartellini di 116-112, 115-113 e 115-113, in un incontro che tolse ad Álvarez il titolo indiscusso dei supermedi.

Il contesto: supermedi, titolo indiscusso e rivincita mancata

La sfida con Crawford aveva un peso enorme, perché in palio c’era il campionato indiscusso dei pesi supermedi, una delle categorie più prestigiose del pugilato mondiale. La sconfitta ha rappresentato uno snodo importante nella carriera di Canelo, che da anni è uno dei nomi centrali della boxe internazionale.

Álvarez continua però a credere che una seconda sfida potrebbe cambiare tutto. Questa fiducia nasce anche dalla sua esperienza nei rematch: il riferimento più chiaro è alla trilogia con Gennady Golovkin, contro il quale ottenne due vittorie dopo il pareggio del primo incontro. Per Canelo, dunque, tornare ad affrontare un rivale già studiato e già affrontato può significare correggere gli errori e ribaltare il verdetto.

L’assenza della clausola di rivincita complica i piani

Uno degli ostacoli più pesanti, però, riguarda il contratto del primo incontro. Canelo e il suo team non inserirono una clausola di rivincita prima di affrontare Crawford. Una scelta che, dopo la sconfitta, ha lasciato il messicano senza un diritto automatico a un secondo match per provare a riprendersi i titoli persi.

Lo stesso Álvarez ha già ammesso di essersi pentito di quella decisione, spiegando che una clausola del genere gli avrebbe garantito una strada più chiara per tentare di correggere il risultato. Secondo TalkSPORT, anche Crawford avrebbe confermato che avrebbe rispettato una clausola di rematch se fosse stata inserita nell’accordo iniziale.

“It was some mistake on my side to not sign for a rematch, because the champion always needs to [insert] a rematch clause and I didnt, for some reason, but I think that things happen for a reason”, ha detto Canelo.

Senza quell’obbligo contrattuale, la situazione è diventata molto più incerta. Crawford, dopo aver ottenuto quella che viene descritta come la vittoria più importante della sua carriera, è stato libero di decidere il proprio futuro e ha poi annunciato il ritiro, togliendo di fatto la rivincita dal calendario immediato del pugilato.

Crawford si è ritirato, ma Canelo spera ancora

Per Álvarez, tutto dipende ora esclusivamente dalla volontà del campione statunitense di tornare sui propri passi. Anche se il richiamo economico di un altro grande evento potrebbe essere fortissimo, la decisione finale spetta solo a Crawford.

“It is what it is. It is his life, his career, and I can do nothing with that”, ha aggiunto Canelo. “I got the feeling that hes going to come and fight again, but you need to respect that. If hes out, hes out, right? But I hope not.”

In sostanza, il messicano non può fare altro che aspettare. Senza clausola di rivincita, e con Crawford ufficialmente ritirato, ogni prospettiva di secondo incontro dipende da una scelta personale dell’americano e dalla convenienza sportiva ed economica di un ritorno sul ring.

Prima c’è Mbilli: il ritorno di Canelo passa da Riyadh

Prima di pensare ancora a Crawford, Canelo dovrà comunque superare un test importante. Il 31 ottobre affronterà Christian Mbilli a Riyadh, nel suo primo match dopo la sconfitta del settembre 2025. Sarà un appuntamento cruciale per tornare subito alla vittoria e rilanciarsi ai massimi livelli.

Mbilli, come spiegato dallo stesso Álvarez, propone caratteristiche molto diverse rispetto a Crawford. È un pugile aggressivo, che avanza e lancia un alto volume di colpi, uno stile che potrebbe favorire un incontro spettacolare.

“Hes a champion, and hes a very aggressive fighter”, ha detto Canelo parlando di Mbilli a Coppinger. “He goes forward, throws a lot of punches, and that made me excited because good styles make a good fight. Could be a fight of the year.”

Il match di Riyadh avrà quindi un doppio significato: da un lato offrirà a Canelo l’occasione di rientrare nel giro delle vittorie, dall’altro servirà a capire se il messicano possa ancora imporsi al livello più alto della boxe mondiale. Una prestazione convincente rafforzerebbe la sua posizione in vista dei grandi incontri ancora disponibili.

Cosa può succedere adesso

Un successo contro Mbilli, però, non basterebbe da solo a riaprire automaticamente la strada verso Crawford. La variabile decisiva resta il ritiro dell’americano. Anche un ritorno vincente di Canelo non garantirebbe infatti la disponibilità del suo ex avversario a combattere di nuovo.

Per il momento, dunque, Álvarez può solo prepararsi al meglio per il prossimo impegno e continuare a sperare che Crawford cambi idea. Dopo aver studiato più volte il loro primo confronto, il messicano è convinto di aver capito cosa sia andato storto. Per dimostrarlo davvero, però, avrà bisogno che il rivale torni un’altra volta sul ring.

Modifiche apportate: traduzione integrale e riscrittura in italiano giornalistico; struttura riorganizzata con sottotitoli più chiari; periodi accorciati e semplificati; aggiunto contesto su supermedi, titolo indiscusso, rematch e prossimo incontro con Mbilli senza introdurre fatti non presenti nel testo originale.

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