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Christian Mbilli vede un Canelo Alvarez meno brillante: età e ritmo al centro della sfida

Mbilli vede un Canelo meno rapido e continuo. La sfida per il titolo WBC dei supermedi del 31 ottobre a Riyadh resta in programma.

Redazione··3 min di lettura
Christian Mbilli Sees Age Catching Up With Canelo

Christian Mbilli ritiene che il Canelo Alvarez di oggi sia diverso da quello ammirato nei vecchi highlight da knockout: meno rapido, meno continuo e, in generale, più vulnerabile alla pressione. Per questo motivo, secondo il campione, il suo stile potrebbe mettere seriamente alla prova quanto resti ancora al fuoriclasse messicano.

Al momento, Canelo è programmato per sfidare Mbilli per il titolo WBC dei supermedi il 31 ottobre a Riyadh, in Arabia Saudita. Per ora il match resta regolarmente in calendario.

“Non è più lo stesso pugile”

“He’s not the same guy right now”, ha detto Mbilli mentre guardava alcuni dei migliori finali prima del limite di Canelo in un video condiviso da DAZN Boxing.

L’osservazione di Mbilli tocca un punto reale: Canelo conserva ancora il tempismo per intercettare gli avversari con colpi singoli di qualità, ma velocità e volume d’azione non sembrano più quelli di un tempo. Oggi attacca con fiammate più brevi e la sua potenza nei supermedi non sta più producendo le interruzioni che in passato aveva ottenuto con maggiore frequenza contro avversari più piccoli.

L’ultimo stop e il peso del tempo

L’ultimo successo prima del limite di Canelo risale a novembre 2021 contro Caleb Plant. Quella vittoria, arrivata all’11° round, gli permise di diventare campione indiscusso a 168 libbre, ma fu comunque un match che richiese pazienza e lavoro contro un rivale capace di metterlo alla prova. A quasi cinque anni di distanza, quegli highlight raccontano ciò che Canelo era in grado di fare allora. Mbilli, invece, deve prepararsi a ciò che Canelo può fare oggi.

Il contesto della sfida è chiaro anche dal punto di vista della categoria: si parla del mondiale WBC dei supermedi, cioè una delle sigle più prestigiose del pugilato professionistico nella divisione delle 168 libbre. In un match di questo livello, ritmo, gestione delle pause e capacità di tenere il centro del ring possono contare quanto il singolo colpo pesante.

L’usura accumulata nei grandi match

C’è poi il tema dell’usura accumulata negli anni. I primi due incontri con Gennady Golovkin sono stati combattimenti durissimi, mentre Dmitry Bivol ha colpito ripetutamente Canelo con combinazioni costringendolo a sostenere un ritmo che non è riuscito a mantenere con efficacia. Sono sfide che possono avere inciso sul suo declino, anche se non è possibile separare con precisione questi effetti da quelli naturali dell’età.

È proprio qui che, secondo questa lettura, potrebbe aprirsi lo scenario più interessante del combattimento. Il problema, contro Mbilli, non riguarda soltanto ciò che Canelo fa quando parte in attacco, ma anche quello che accade tra una sua azione e l’altra. Se il messicano avrà bisogno di pause più lunghe, Mbilli potrà sfruttare quei momenti per lavorare in combinazione, tenerlo impegnato in difesa e impedirgli di recuperare con tranquillità.

La chiave tattica: pressione contro precisione

Questo non significa che Canelo abbia perso la capacità di essere pericoloso. Anche in una versione più esperta e meno esplosiva, resta un pugile capace di trovare il colpo migliore e di punire chi gli offre bersagli puliti, soprattutto con i contrattacchi e con il lavoro al corpo.

Allo stesso tempo, l’aggressività di Mbilli può essere un’arma a doppio taglio. Avanzare in modo disordinato lo esporrebbe ai colpi d’incontro e ai ganci al corpo di Canelo. Per questo il campione non ha necessariamente bisogno di dimostrare che il messicano abbia perso tutta la sua potenza: il vero obiettivo è continuare a lavorare anche dopo essere stato colpito, mantenendo alta la pressione e il ritmo del match.

Se Canelo non riuscirà più a scoraggiare questo tipo di offensiva né a reggere il passo per lunghi tratti, allora la sensazione espressa da Mbilli potrebbe trasformarsi nel tema centrale del combattimento.

Cosa può significare questo match

Per Mbilli, questa sfida rappresenta un banco di prova enorme contro una delle figure più importanti della boxe mondiale. Per Canelo, invece, il match avrebbe un valore particolare perché offrirebbe una risposta concreta alle domande sul suo stato attuale: non tanto sulla qualità del singolo colpo, quanto sulla continuità, sulla tenuta del ritmo e sulla capacità di restare efficace contro un avversario disposto a pressare senza sosta.

In attesa di eventuali sviluppi ufficiali, il combattimento resta fissato per il 31 ottobre a Riyadh. E proprio il confronto tra l’esperienza e il tempismo di Canelo da una parte e la pressione costante di Mbilli dall’altra è già il motivo tecnico che rende questa sfida una delle più intriganti nella divisione dei supermedi.

Modifiche apportate: traduzione completa in italiano; riorganizzazione del testo in paragrafi più chiari; aggiunti contesto su titolo WBC, categoria supermedi e significato del match; eliminate ripetizioni; migliorata fluidità con tono giornalistico e struttura più adatta a un blog di notizie.

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