Alla non più verde età di 44 anni, Clemente Russo, nato a Caserta, il 27 luglio 1982, quindi 44 anni, conosciuto con lo pseudonimo di Tatanka debutta al professionismo il 21 novembre a Milano, affrontando l’egiziano Mohamed Elmaghraby (15) 30 anni, residente in Lombardia da decenni, campione d’Italia mediomassimi dall’8 novembre 2025. Probabile che il confronto venga ripreso da Italia 1. Evento abbastanza clamoroso, vista la situazione dell’ex pluricampione mondiale (Chicago 2007e Almaty 2013) oltre che argento ai Giochi 2008 di Pechino e 2012 a Londra. Personalmente non mi entusiasmano certe decisioni, perché ritengo che ogni decisione va presa al momento opportuno. Per Clemente Russo l’opportunità vera l’ebbe dopo i Giochi di Pechino 2008, dove raggiunse l’argento perdendo dal russo Rachim Cakchiev, dopo aver eliminato il futuro re dei massimi da pro, Oleksandr Usyk. Con queste credenziali si presenta da Don King, che lo accoglie col sorriso, definendolo “The white hope” la Speranza bianca. Purtroppo ai fatti la proposta di Don King fu deludente. Nessun ingaggio, borsa da pattuire per ogni incontro e dopo un anno, valutare la situazione. Russo ritenne la proposta molto inferiore alle attese, quindi non se ne fece nulla. Rientra nell’ambito della nazionale e in virtù dell’oro iridato a Dalmaty in Kazakistan, prende parte ai Giochi di Rio 2016, dove vinse all’esordio contro il tunisino Chaktami, ma si fermò ai quarti battuto dal russo Tishchenko, che arrivò all’oro. Voleva prendere parte alla sua quinta edizione dei Giochi, quella di Tokyo 2021, ma una serie di contrattempi glielo impedirono. Concluse la lunghissima carriera vincendo gli assoluti nel 2021, a 39 anni, incasellando il 13° tricolore. Primato assoluto. Ottimo il bilancio dal 2010 col Team Dolce & Gabbana Milano Thunder, capitano fino al 2014, prendendo parte alle World Series of Boxing. dove raggiunse il successo, battendo avversari di tutto rispetto, oltre che firmare un contratto quinquennale con la APB, sigla dell’AIBA a carattere semi professionistico. Con l’UFC sembrava fatta, sia pure combattendo nella MMA, ma il tutto finì nel nulla. Col tricolore conquistato ad Avellino la 98° 2020, edizione rinviata nel gennaio 2021, per il COVID, Russo conclude la lunghissima carriera iniziata nel 1995 a 13 anni, lungo i quali ha disputato 270 match, 215 vittorie, 47 sconfitte e 3 pareggi. Riassumendo: quattro presenze ai Giochi (Atene 2004, Pechino 2008, Londra 2012, Rio de Janeiro 2016), cinque ai mondiali (Bangkok 2003, Mianyang 2005, Chicago 2007 (oro), Milano 2009, Almaty 2013 (oro), quattro agli europei (Jr. 1998 (bronzo), Perm 2002, Pola 2004, Plovdiv 2006), due ai Giochi del Mediterraneo (Almeria 2005, Pescara 2009) e tre ai campionati dell'Unione Europea (Cagliari 2005, Pécs 2006, Dublino 2007), 13 volte campione italiano, iniziando a vincere il titolo pulcini nel 1996. Dopo Tokyo entra nel giro azzurro, dove raggiuge il ruolo di Responsabile Tecnico della nazionale. La federazione aveva puntato alla grande sui Giochi di Parigi 2024, dove si profetizzavano ori e argenti. Lo stesso Russo, in una intervista alla viglia delle Olimpiadi affermava: “A Parigi vi assicuro che ne vedremo delle belle, anche perché è l'appuntamento clou per qualsiasi atleta: un coronamento di un lavoro di 4 anni che ti giochi in pochi minuti. Ma abbiamo tanti campioni papabili medagliati. Tra questi c'è anche Abbes Mouhiidine, vice campione mondiale massimi) un mio erede per quello che ha già vinto, anche se è alla ricerca di una medaglia olimpica, e poi abbiamo anche uno stile simile. Siamo molto amici e ci sentiamo spesso. Se lui, Cavallaro o Irma Testa portano a casa una medaglia, vedrai il clamore mediatico che si scatenerà attorno alla boxe. Ma con un grandissimo rischio”.
Quale? “Lo stesso pugilato dovrà farsi trovare preparato: se tornano da Parigi atleti con le medaglie al collo la boxe dovrà essere in grado di sfruttarli. Se loro vincono e noi ci ritroviamo senza alcun manager in grado di gestire la situazione, incapace di far loro un contratto serio, di mantenerlo a livello professionistico e far sì che continui a combattere in Italia, sai qual è la fine? Ve la dico io: se ne vanno dall'Italia, si trasferiscono all'estero e vanno via e non li vediamo più”. La realtà purtroppo risultò addirittura peggiore. Fallimento clamoroso a Parigi (zero medaglie) e il presunto futuro roseo degli azzurri, altrettanto deludente. La nuova nazionale a voler essere ottimisti è mediocre. L’inaspettato debutto di Clemente servirà a smuovere le acque stagnanti? Ne dubito. Com’è nata l’idea?
Russo è senza dubbio l’atleta che ha saputo ricrearsi come personaggio televisivo e non solo. Ospite al Festival di Sanremo 2014, presente al Grande fratello Vip nel 2016, ha scritto libri, ha girato film, ha affiancato come voce tecnica molte emittenti TV. La scorsa stagione su EQU TV conduce Tatanka training, oltre a Sfida impossibile su ITALIA 1. Telecronista per un’organizzazione che allestisce serate di boxe, con la quale dovrebbe debuttare da pro. Avete capito il nesso? Russo dal 2012 fa parte del Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre appartenente alla Polizia Penitenziaria. . Chi è l’egiziano Mohamed Elmaghraby (15) l’avversario di Russo? Intanto è il campione d’Italia, non è un fenomeno ma neppure da sottovalutare. Professionista dal 2021, tra gli avversari battuti Leonetti Dredhaj (13-6-1) 31 anni, albanese di nascita, nazionalizzato italiano, che nel primo incontro il 15 marzo 2025 a Milano, valido per il vacante Mediterraneo IBF, avrebbe meritato il successo se il mediocre arbitro Marco Marzuoli, avesse visto correttamente il colpo al fegato, invece di dichiararlo basso e quindi tramutare la sconfitta in vittoria. Nella rivincita successo netto dell’egiziano, che il 21 novembre potrà avvalersi della maggiore esperienza da pro. Nell’ultimo match disputato il 23 maggio scorso all’Allianz di Milano, ha battuto il calabrese Vincenzo Lizzi (4-1). Verdetto fischiato dal pubblico che ha disapprovato il verdetto. In effetti il pareggio avrebbe rispecchiato l’andamento reale della sfida. Lizzi ha condotto sempre all’attacco, mentre Elmaghraby giostrando di rimessa ha cercato di arginare l’iniziativa di Lizzi che spesso costringeva l’avversario in difesa. Il mio pronostico? Un Russo al 70% della condizione può vincere. L’interrogativo è se a 44 anni, con la funzione di allenare la nazionale, attivo in altri campi, compreso quello legato ai cavalli l’altra passione di Russo, abbia trovato tempo e concentrazione per un passo, solo in apparenza facile.
Giuliano Orlando
Clemente Russo debutta da pro a 44 anni a Milano
Clamoroso: Clemente Russo a 44 anni, debutta pro il 21 novembre a Milano contro Elmaghraby (15). Possibile ripresa su Italia 1.

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