Conor Benn dovrebbe prendere seriamente in considerazione l’idea di lasciare la boxe dopo la pesante sconfitta contro Ryan Garcia. A dirlo è Denzel Bentley, campione del mondo WBO dei pesi medi, che ha invitato il pugile britannico a guardare oltre il ring e a proteggere ciò che ha costruito fuori dallo sport.
La carriera di Benn è stata fin dall’inizio diversa da quella di molti colleghi. Figlio d’arte, cresciuto sotto il peso di un cognome enorme per la boxe britannica, ha avuto un’esperienza dilettantistica minima prima di passare professionista. Proprio per questo, ogni passo della sua ascesa è stato accompagnato da grande attenzione mediatica e da aspettative altissime.
Il suo percorso è stato gestito con rapidità e ambizione. Benn ha costruito reputazione e seguito battendo nomi esperti come Chris Algieri e Samuel Vargas, pugili avanti con gli anni o ex campioni, in match pensati per farlo crescere e consolidarne il profilo. Poi è arrivato lo stop legato alla positività a un test antidoping, che ha rallentato la sua corsa per quasi due anni e ha lasciato un segno importante sulla sua immagine.
Al rientro, Benn ha trovato due sfide molto redditizie contro Chris Eubank Jr: ha perso il primo incontro e ha vinto il secondo, incassando compensi tali da garantirgli una stabilità economica enorme. Da lì, però, il salto verso il livello mondiale si è rivelato complicato. Il ritorno al limite dei pesi welter, 147 libbre, dopo anni passati a categorie superiori, ha pesato sul suo fisico e la sfida con Garcia si è chiusa in modo brutale, con uno stop arrivato entro le prime due riprese.
Intervenuto ai microfoni di talkSPORT Boxing, Bentley ha spiegato perché non sarebbe sorpreso se Benn decidesse di fermarsi. «Riesco assolutamente a immaginarlo», ha detto. «Ha vinto nella vita: ha tre figli meravigliosi a casa con sua moglie, ha una bella casa. Che cos’altro gli resta da fare?»
Secondo Bentley, il punto centrale non è soltanto sportivo, ma anche umano e strategico. «Puoi guardare la situazione e scegliere altri combattimenti difficili, con il rischio di danneggiare ancora di più il tuo marchio, oppure puoi tenerti quello che hai, proteggere la tua salute e dire: ho vinto nella vita. È ancora molto giovane, ha 28 o 29 anni, ha il mondo ai suoi piedi e può fare quello che vuole».
Dopo il match, Benn ha pubblicato un messaggio sui social sottolineando come la sua priorità, in questo momento, sia trascorrere tempo con la moglie e i figli. Parole che sembrano andare nella direzione indicata da Bentley, anche se in passato il britannico aveva lasciato aperta la possibilità di una terza sfida decisiva con Eubank Jr.
Il futuro resta quindi sospeso tra due strade: provare a rilanciarsi in un’altra grande notte di boxe o chiudere una carriera intensa, controversa e remunerativa prima che altri incontri ad alto rischio possano comprometterne salute e reputazione. Per Bentley, almeno, Benn ha già fatto abbastanza per potersi permettere di scegliere la vita oltre il ring.




