Conor Benn Ryan Garcia è stata una sfida durata troppo poco per mostrare davvero il lavoro svolto in palestra, ma abbastanza per lasciare indicazioni importanti sul futuro del pugile britannico. A tracciare un bilancio onesto della sconfitta è stato il tecnico Tony Sims, che ha commentato il ko subito dal suo atleta nel match disputato a Las Vegas a inizio mese.
Per Benn si trattava della prima opportunità mondiale, ma l’assalto al titolo WBC dei pesi welter si è interrotto già nel secondo round. Ryan Garcia ha trovato il colpo risolutivo, ha chiuso il combattimento prima del limite e ha difeso con successo la cintura verde e oro, spegnendo i sogni dell’inglese di conquistare il trono iridato a quota 147 libbre.
Intervistato da The Ring Magazine, Sims non ha cercato alibi. Il trainer ha spiegato che, fino al termine della prima ripresa, il piano tattico stava funzionando. L’obiettivo era chiaro: togliere spazio a Garcia, accorciare la distanza, pressarlo e lavorare al corpo per limitarne velocità di braccia e qualità nel pugilato da fuori.
“A dire il vero, è stato semplicemente colpito da un colpo incredibile. Questo è il pugilato”, ha dichiarato Sims. “Il piano era mettere Ryan sotto pressione e provare a lavorare all’interno. Conor Benn era sempre concentrato nel difendersi dal gancio sinistro, poi è arrivata una destra eccezionale.”
Secondo l’allenatore britannico, il pugno di Garcia ha cambiato tutto in un attimo. Un colpo perfetto, difficile da prevedere e ancora più difficile da assorbire. Sims ha comunque rimarcato alcuni aspetti positivi del breve incontro disputato dal suo pugile, sottolineando come Benn avesse interpretato bene alcune situazioni nella fase iniziale del match.
“È stato un gran colpo. Non ci sono scuse. Non si può davvero dire molto su un pugno del genere”, ha aggiunto. “Penso che abbia fatto la cosa giusta quando Ryan è entrato: lo ha legato, si è mosso bene, ha cercato di scivolare via. Non credo abbia preso altri colpi pesanti alle corde. A dire il vero, penso che l’interruzione sia stata un po’ affrettata, ma non stiamo cercando giustificazioni.”
Sims ha poi evidenziato come il finale del primo round avesse dato segnali incoraggianti. Benn era riuscito a entrare nella guardia dell’americano e a portare colpi al corpo, elemento centrale della strategia preparata in allenamento. L’idea era continuare su quella strada nelle riprese successive, chiudere progressivamente gli spazi e trasformare il combattimento in una battaglia ravvicinata.
“Verso la fine del primo round avevamo iniziato a fare ciò su cui avevamo lavorato, cioè entrare e colpire al corpo. Era la cosa principale”, ha spiegato Sims. “Lui lo stava mettendo sotto pressione e stava riuscendo a lavorare bene al tronco. Ho pensato che, continuando così nei round successivi e accorciando sempre di più la distanza, Conor potesse creargli dei problemi. Di sicuro non poteva restare a distanza, perché con la velocità di mano e il pugilato di Ryan non avrebbe avuto chance. Quello era il piano.”
La sconfitta, per quanto netta, non cambia però l’intenzione del team Benn di ripartire subito. Nelle ultime settimane è infatti emerso che il britannico potrebbe tornare sul ring nei pesi medi, con l’obiettivo di ritrovare il successo prima di inseguire una possibile trilogia contro Chris Eubank Jr, ipotesi che verrebbe presa in considerazione a livello di supermedi.
Per Ryan Garcia, invece, il futuro resta ricco di scenari di primo piano. Il campione continua a chiedere un match di unificazione contro Teofimo Lopez nel 2027, ma ha anche dichiarato di voler tornare a difendere la cintura già a dicembre. Una mossa che conferma la volontà dell’americano di restare al centro della scena e di puntare ai confronti più prestigiosi della categoria.
Le parole di Tony Sims, in ogni caso, fotografano bene il significato della serata di Las Vegas: un piano tattico che stava prendendo forma, un pugile ancora dentro al match e un singolo colpo capace di cancellare ogni equilibrio. Nel pugilato d’élite basta un istante per passare dall’illusione alla sconfitta, e Benn lo ha scoperto nel modo più duro.




