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Conor Wallace valuta la potenza di Ben Whittaker e chiede la rivincita

Wallace minimizza la potenza di Whittaker, ne esalta la velocità e chiede la rivincita dopo la sconfitta ai punti decisa all’unanimità.

Redazione··3 min di lettura
Conor Wallace sums up Ben Whittakers punching power as he calls for rematch

Conor Wallace valuta la potenza di Ben Whittaker dopo il match e chiede subito la rivincita, all’indomani della sconfitta ai punti arrivata al termine di un confronto dai due volti.

Ben Whittaker ha resistito al forcing finale di Conor Wallace, portando a casa una vittoria per decisione unanime. Il britannico aveva iniziato molto bene, dando l’impressione di avere il controllo dell’incontro e di poter chiudere senza particolari problemi, magari infliggendo a Wallace, pugile basato in Australia, la prima sconfitta prima del limite della sua carriera.

Con il passare delle riprese, però, lo scenario è cambiato. Nella parte conclusiva del combattimento sono riemersi i dubbi sulla tenuta di Whittaker sulla distanza delle 12 riprese. Wallace, infatti, ha applicato con efficacia il proprio piano tattico e ha aumentato sensibilmente la pressione negli ultimi tre round, provando a costruire una rimonta clamorosa.

Nel finale, Whittaker è sembrato vicino anche a una possibile penalizzazione per eccesso di trattenute. Nonostante ciò, non è arrivato nemmeno un richiamo ufficiale, e il pugile inglese è riuscito a sopravvivere fino al suono dell’ultima campana affidandosi soprattutto all’istinto e alla gestione dell’emergenza.

Intervistato da talkSPORT Boxing, Wallace ha spiegato di non essere rimasto particolarmente impressionato dalla potenza di Whittaker, soprannominato “Benzo”. Al tempo stesso, ha riconosciuto che la velocità del britannico è stata un fattore determinante soprattutto nelle fasi iniziali del match.

“A essere onesto con te, non è sicuramente il colpo più duro che abbia mai subito. Ho incassato i suoi colpi abbastanza bene e penso di averlo dimostrato, mi stavo anche divertendo lì dentro. Più che altro è la precisione, se capisci cosa intendo dire”.

“[Il problema è] la velocità con cui i colpi ti arrivano addosso. Ovviamente quando uno è fresco e rapido [diventa complicato], ed è per questo che lui ha dominato le prime riprese”.

Wallace ha poi ribadito con decisione di volere un secondo incontro. La sua convinzione nasce anche da quanto già vissuto in carriera dopo il primo ko sportivo, quando era riuscito a prendersi la rivincita vincendo il rematch prima del limite.

“Assolutamente sì, ho il cuore e la testa già sulla rivincita. Nella mia carriera ho dimostrato che, quando è arrivata la mia prima sconfitta, ho voluto subito rimediare e nella rivincita ho vinto per knockout. So cosa posso fare e ho grandissima fiducia in me stesso”.

Il match ha lasciato indicazioni interessanti anche dal punto di vista tecnico. Whittaker ha fatto valere qualità, rapidità e brillantezza nei round iniziali, elementi che gli hanno permesso di costruire un vantaggio importante sui cartellini. Wallace, invece, è cresciuto alla distanza e ha trovato maggiore efficacia quando il ritmo e la freschezza del britannico sono calati.

Proprio questa alternanza rende credibile l’ipotesi di un secondo capitolo. Poco dopo l’annuncio della vittoria ai punti di Whittaker, lo stesso pugile, il promoter Eddie Hearn e l’allenatore Andy Lee hanno manifestato interesse a organizzare una rivincita con Wallace. L’obiettivo, in caso di nuovo confronto, sarebbe quello di ottenere un risultato più netto e meno discusso.

Per Wallace, il finale aggressivo e la pressione portata negli ultimi round rappresentano la base da cui ripartire. Per Whittaker, invece, il successo conferma il risultato ufficiale ma lascia aperte domande sulla gestione delle riprese finali. Ed è proprio questo intreccio a rendere il rematch una prospettiva concreta e già molto attesa.

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