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Conor Wallace contesta l’arbitro dopo la sconfitta con Ben Whittaker

Conor Wallace critica l’arbitro dopo la sconfitta con Ben Whittaker e rilancia il tema del rematch, mentre Eddie Hearn valuta altre opzioni.

Redazione··3 min di lettura
Conor Wallace Questions Referee After Ben Whittaker Loss

Conor Wallace contesta l’arbitro dopo la sconfitta con Ben Whittaker

Conor Wallace ritiene che l’arbitro abbia inciso in modo importante sulla sua sconfitta contro Ben Whittaker dello scorso sabato. Secondo Wallace, il direttore di gara avrebbe reso più difficile una possibile chiusura anticipata del match, permettendo a Whittaker di aggrapparsi nei momenti di difficoltà e non considerando come knockdown una o forse due cadute che, a suo giudizio, avrebbero meritato il conteggio.

Le polemiche emerse nel finale dell’incontro pesano anche sull’ipotesi di una rivincita. Il promoter Eddie Hearn, infatti, ha motivo di riflettere con attenzione prima di riproporre subito il match. Né Hearn né Whittaker, al momento, si sono impegnati a concedere a Wallace una seconda sfida, e lo stesso promoter ha già citato altri possibili avversari.

"Sento sicuramente che l’arbitro non mi ha aiutato per niente", ha dichiarato Wallace martedì mattina al programma White and Jordan di talkSPORT. "Credo davvero che una, o forse due di quelle situazioni, dovessero essere conteggiate come knockdown, e lui si stava aggrappando con tutte le forze".

Wallace ha poi riconosciuto anche le proprie responsabilità nella mancata conclusione prima del limite. "Bisogna avere la possibilità di prendere ritmo, e io stavo cercando di far ripartire l’azione. Sì, in parte mi sono soffocato da solo. Forse stavo provando troppo a chiuderla. Riguardando il match, avrei dovuto accorciare i colpi, ma col senno di poi è sempre facile dirlo".

Le situazioni contestate nel finale

Il pugile concentra la propria protesta su una o forse due azioni che, secondo lui, avrebbero dovuto essere valutate come knockdown. Tuttavia, il dibattito potrebbe allargarsi a tutte e tre le cadute di Whittaker nel corso delle fasi più complicate del match, oltre ai ripetuti interventi di contenimento e ai clinch usati per spezzare il ritmo dell’avversario.

Se quelle cadute fossero state considerate regolari ai fini del conteggio, e se fosse arrivata anche un’eventuale detrazione di punti per il trattenere eccessivo, il risultato finale avrebbe potuto cambiare. Allo stesso modo, un’applicazione più severa del regolamento sul holding avrebbe potuto costringere Whittaker a restare maggiormente nello scambio proprio nel momento in cui sembrava in maggiore affanno.

Cosa Wallace pensa di poter migliorare

Wallace non ha attribuito tutto alla direzione arbitrale. Al contrario, ha ammesso che parte dell’occasione sfumata dipende anche dal suo modo di attaccare in quei frangenti. Ha riconosciuto di aver lavorato con colpi troppo larghi e di essersi portato troppo vicino, finendo per agevolare il lavoro difensivo di Whittaker invece di metterlo davvero alle corde.

Secondo questa lettura, colpi più corti e un pizzico di spazio in più avrebbero potuto renderlo molto più difficile da contenere. Wallace ritiene anche di dover partire meglio nei prossimi incontri, dopo aver concesso le riprese iniziali. Un aspetto che richiede comunque prudenza, considerando il destro d’incontro di Whittaker, ma il fatto di aver condiviso dodici round con lui gli ha dato indicazioni preziose: sa di poterlo mettere in difficoltà soprattutto nelle fasi avanzate.

Rivincita in bilico e scelte da fare

Eddie Hearn ha parlato di Ben Whittaker come di un talento generazionale. Rimetterlo immediatamente sul ring con un avversario che è andato vicino a fermarlo significherebbe mettere subito alla prova quella definizione. Wallace, dal canto suo, può sostenere di aver trovato alcune chiavi tattiche utili, soprattutto se riuscirà a migliorare l’avvio del match e a gestire con più pazienza le occasioni per chiudere.

Allo stesso tempo, scegliere un altro avversario sarebbe una decisione comprensibile dal punto di vista del promoter. Whittaker possiede già la posizione di sfidante obbligatorio IBF e un nuovo confronto con Wallace comporterebbe un rischio notevole. La fiducia di Wallace, da sola, non basta per trasformare il rematch in realtà: la decisione finale spetta ancora a Hearn e allo stesso Whittaker, che dovranno capire se vorranno davvero correre di nuovo quel rischio.

Modifiche apportate: testo tradotto e riscritto in italiano in forma originale; frasi riorganizzate per maggiore chiarezza e fluidità; ripetizioni eliminate; contenuto ampliato con paragrafi separati su polemica arbitrale, aspetti tecnici, peso della possibile rivincita e scenario legato alla posizione IBF, senza aggiungere fatti non presenti nell’articolo originale.

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