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Cristian Zara: «IL MIO SOGNO È IL MONDIALE. IL 18 SETTEMBRE DIFENDO L’EUROPA NELLA MIA SARDEGNA» Sottotitolo:

ll campione europeo dei pesi gallo racconta la sfida con Salvatore Contino, la trilogia con Picardi, il lavoro dietro questa difesa e il percorso che vuole continuare a costruire verso il titolo mondiale.

Redazione··5 min di lettura
Cristian Zara: «IL MIO SOGNO È IL MONDIALE. IL 18 SETTEMBRE DIFENDO L’EUROPA NELLA MIA SARDEGNA»  Sottotitolo:

CRISTIAN ZARA: «IL MIO SOGNO È IL MONDIALE. OGNI INCONTRO È UNO STEP»
D:Cristian, lei oggi è campione d’Europa e il 18 settembre difenderà quella cintura proprio in Sardegna, alla Grande Miniera di Serbariu. La boxe sarda ha avuto una storia importante e lei oggi è uno dei suoi rappresentanti più importanti. Sente il peso e allo stesso tempo l’orgoglio di essere diventato uno degli eredi di quella tradizione? E quanto significa poter difendere il titolo europeo davanti alla sua gente, in un luogo così particolare come la Grande Miniera?
R:Sono orgoglioso di tutto questo. Devo dirti, però, che il peso di questa responsabilità si sente tutti i giorni, soprattutto nelle sedute di allenamento, dopo una giornata intensa di lavoro e dopo aver dedicato del tempo alla famiglia. Voglio fare tutto nel modo migliore possibile e, a volte, non è semplice conciliare tutto alla perfezione.
Difendere questo titolo nella mia terra è qualcosa di davvero bello. Avere accanto le persone che amo e che mi sono vicine mi dà sicuramente quella carica in più che può fare la differenza.
D:Con Vincenzo Picardi avete combattuto tre volte e, di fatto, avete attraversato insieme una parte importante della sua carriera: le prime due sfide non andarono dalla sua parte, mentre nel terzo incontro è arrivata la vittoria che le ha consegnato il titolo europeo. Guardando oggi quei tre combattimenti, quanto hanno contribuito quelle due sconfitte a costruire il Cristian Zara che è diventato campione d’Europa? E qual è stata, secondo lei, la differenza più grande tra il ragazzo che affrontò Picardi la prima volta e il campione che lo ha battuto nella terza?
R:La trilogia con Picardi è quella che mi ha insegnato di più. Soprattutto le due prime sconfitte hanno acceso qualcosa di forte dentro di me e mi hanno fatto maturare parecchio, sia come pugile sia come persona.
Posso dire che quelle sconfitte hanno contribuito a farmi diventare quello che sono oggi. C’è una grande differenza tra il ragazzino inesperto che affrontò Picardi la prima volta e il pugile che lo ha battuto nel terzo incontro.
D:Ha visto il recente confronto tra Mauro Forte e Vincenzo Picardi? È una sfida che inevitabilmente richiama anche il suo percorso, visto che Picardi è stato un avversario che lei ha affrontato tre volte. Guardando Forte sul ring contro Picardi, ha mai pensato: “Quella è una sfida che avrei voluto fare anch’io”? E, tecnicamente, che cosa ha visto in Forte che potrebbe renderlo un avversario interessante anche per lei?
R:Diciamo che il confronto tra Forte e Picardi me lo aspettavo un po’. Pensavo però che, viste le tante rinunce del francese che aveva il diritto di essere il mio sfidante ufficiale, avrebbero messo subito Mauro Forte.
Mauro è un buon pugile, intelligente, e mi avrebbe fatto piacere affrontarlo. Poi vedremo cosa succederà in futuro. Credo però che, dopo Contino, farò il supermosca, perché a gallo regalo davvero tanti chili.
D:Questa volta non sale sul ring da sfidante, ma da campione europeo chiamato a difendere la cintura. È una posizione psicologicamente diversa: quando hai qualcosa da perdere, cambia anche il modo di preparare un combattimento? Nelle settimane di preparazione ha lavorato maggiormente sull’aspetto fisico, sulla tattica o sulla gestione mentale della pressione?
R:Diciamo che per me le cose non cambiano. Mi preparo come al solito e non mi pesa essere il campione, perché vivo ogni incontro come se dovessi conquistare qualcosa di nuovo. Ogni volta sento di avere qualcosa in più da dimostrare.
In queste ultime settimane ho lasciato fare molto al mio maestro: io sono stato la pedina che ha svolto il lavoro che mi veniva richiesto. Anche perché, tra famiglia, allenamento e lavoro, di tempo per pensare troppo ce n’è davvero poco.
D:Salvatore Contino arriva a questa sfida dopo essere stato campione d’Italia e dopo aver già avuto un’esperienza a livello EBU Silver. È quindi un pugile che conosce questo tipo di palcoscenico. Studiandolo, qual è la caratteristica che considera più pericolosa e, soprattutto, qual è quella situazione tattica che vuole assolutamente evitare durante il combattimento?
R:Contino è un bravo pugile e dovrò stare particolarmente attento alle sue partenze, perché ha una buona rimessa.
Sono pronto a qualsiasi tipo di situazione possa verificarsi durante il combattimento. La cosa che devo evitare assolutamente è avere paura di me stesso e, soprattutto, che cali la mia concentrazione.
D:Quando prepari una difesa europea non puoi limitarti ad allenarti per diventare un pugile migliore: devi prepararti per battere quel preciso avversario. Che tipo di sparring avete cercato per ricreare le caratteristiche di Contino? E c’è stato un aspetto specifico del suo pugilato che ha cambiato il lavoro in palestra rispetto alle precedenti preparazioni?
R:Abbiamo fatto sparring con Crobeddu, Fais e Bilancetta. Non avranno esattamente le caratteristiche di Contino, ma ognuno di loro ha qualcosa da cui ho potuto imparare e che può essermi utile per questo incontro.
In palestra abbiamo lavorato tanto, soprattutto sulla parte di forza, proprio in vista di questa sfida.
D:Lei oggi è campione d’Europa. Ma l’Europeo, per un pugile arrivato a questo livello, può essere considerato un punto d’arrivo oppure soltanto una tappa? Se il 18 settembre riuscisse a difendere la cintura, qual è il prossimo passo che vorrebbe fare? E soprattutto: quando pensa al titolo mondiale, vede ancora un sogno lontano oppure sente che è qualcosa che Cristian Zara può realmente conquistare?
R:Il sogno mondiale è sempre stato nella mia testa e sono convinto che un giorno ci arriverò. Ogni incontro per me è uno step che mi porta sempre più vicino a quel sogno, anche se so che c’è ancora tanta strada da fare.
Dopo il 18 settembre scenderò di categoria. Parlando con il mio team abbiamo valutato che fosse la scelta più giusta, perché nei gallo regalo davvero troppi chili.
Io credo che, se una persona vuole davvero raggiungere qualcosa, ci può arrivare. Non bisogna avere troppa fretta, ma bisogna avere un buon management che sappia costruire il percorso giusto e portarti fino a quel traguardo.
Un ringraziamento speciale al campione d'europa Cristian Zara

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