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Dana White conferma gli eventi in Medio Oriente

Dana White conferma gli eventi UFC in Medio Oriente, ma le sue risposte non chiariscono i piani di sicurezza per atleti e staff.

Redazione··3 min di lettura
Dana White Insists Middle East Events Go Ahead

Dana White conferma gli eventi in Medio Oriente e non sembra intenzionato a modificare i piani dell’UFC nonostante le domande sulle tensioni regionali e sulla sicurezza dei viaggi. Intervistato da Shakiel Mahjouri di CBS Sports, il CEO della UFC ha escluso la possibilità che l’organizzazione abbia preparato piani alternativi per il prossimo evento in programma ad Abu Dhabi.

Alla domanda diretta sulla presenza di eventuali piani di contingenza, White ha risposto senza esitazioni: “Nope. We’re going”. Quando gli è stato chiesto se avesse consultato le autorità locali, il dirigente ha replicato con altre due parole: “We go”.

White ha ribadito la stessa posizione durante la conferenza stampa post-evento di Edmonton. Ai giornalisti che gli chiedevano di una possibile serata di dicembre in Arabia Saudita, ha dichiarato: “I go to Abu Dhabi on Tuesday. I have like six events in the next 30 days in Saudi, Qatar, and Abu Dhabi”.

Le sue parole indicano la volontà di mantenere in calendario gli appuntamenti internazionali tra Abu Dhabi, Arabia Saudita e Qatar. Tuttavia, le risposte estremamente sintetiche non chiariscono come verrebbero gestite le difficoltà operative che potrebbero coinvolgere centinaia di persone: atleti, allenatori, tecnici delle trasmissioni e membri dello staff.

Il nodo principale riguarda soprattutto i piani da adottare in caso di interruzione dei voli o di ulteriori problemi negli spostamenti. White non ha spiegato cosa accadrebbe in uno scenario simile e non ha chiarito nemmeno se dipendenti e collaboratori avrebbero la possibilità di rinunciare al viaggio.

Una situazione analoga è emersa di recente nel pugilato in relazione al match tra Canelo Alvarez e Christian Mbilli. L’evento non è collegato alla UFC, ma il tecnico Robert Garcia ha sollevato dubbi simili sulla sicurezza delle persone impegnate nella parte restante della card.

Garcia, allenatore di Lindolfo Delgado, inserito nel programma preliminare, ha spiegato a Elie Seckbach che i jet privati di Canelo e il suo apparato di sicurezza di alto livello non proteggono automaticamente tutti gli altri professionisti in viaggio. “If they tell us you guys are all traveling together, then we’re fine”, ha osservato Garcia.

Il punto sollevato dal tecnico è che la protezione riservata alle stelle principali non risolve le preoccupazioni degli atleti meno conosciuti, degli allenatori e del personale che rende possibile l’evento. Una card internazionale coinvolge infatti una struttura molto più ampia rispetto ai protagonisti del combattimento.

È possibile che White disponga di protocolli di sicurezza completi, organizzati lontano dai riflettori. Tuttavia, limitarsi a ripetere “we go” lascia il roster, la forza lavoro e le loro famiglie senza indicazioni pubbliche. Fissare una data internazionale è relativamente semplice; dimostrare che tutte le persone coinvolte possano lavorare e rientrare a casa in sicurezza richiede maggiore trasparenza.

La questione, quindi, non riguarda soltanto la volontà di disputare gli eventi, ma anche le condizioni alle quali atleti e collaboratori saranno chiamati a viaggiare. Nel testo originale, il rifiuto di discutere i piani di emergenza viene definito non come coraggio, bensì come una forma di ostinazione aziendale sostenuta da importanti garanzie economiche.

Per il momento, White ha confermato la propria intenzione di recarsi ad Abu Dhabi e di portare avanti i numerosi eventi previsti nei successivi 30 giorni tra Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti. Restano però senza risposta le domande sui protocolli di sicurezza, sulle eventuali evacuazioni e sulle alternative in caso di blocco dei collegamenti.

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