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Daniel Dubois vuole Moses Itauma prima che la Queensberry acconsenta

Daniel Dubois sfida Moses Itauma, ma la Queensberry pensa al 2031: tutela del giovane, usura del campione e il classico passaggio del testimone.

Redazione··3 min di lettura
Daniel Dubois Wants Moses Itauma Before Queensberry Does

Daniel Dubois vuole Moses Itauma, ma il promoter potrebbe frenare

Daniel Dubois ha dichiarato di voler affrontare Moses Itauma il prima possibile, ma ottenere il via libera della Queensberry pourrait rivelarsi l'ostacolo più duro. Ci sono motivi concreti per dubitare che il promoter sia disposto a lanciare il suo giovane peso massimo contro Dubois nei prossimi tre-cinque anni.

«Voglio combatterlo [Itauma] prima possibile», ha detto Dubois a Sky Sports Boxing. È una posizione comprensibile per un combattente che cerca le sfide più dure. Dalla parte della Queensberry, però, il calcolo potrebbe essere molto diverso. Itauma ha 21 anni, un'intera carriera davanti a sé e arriva dalla sconfitta contro Filip Hrgovic: rimandarlo subito contro un altro peso massimo potente ed esperto sarebbe un modo aggressivo di ricostruirlo, forse troppo.

Il momento dei due pugili

Dubois, 29 anni, arriva dal successo per KO al secondo round contro Fabio Wardley. Vuole gli avversari più difficili ed è convinto che le sconfitte della sua carriera lo abbiano reso più attrezzato per gestirli. Per Itauma, il problema sarebbe misurarsi con un pugile capace di continuare a fare pressing anche dopo aver incassato i suoi colpi migliori. La velocità e un buon avvio coprirebbero solo una parte del lavoro: servirebbero resistenza, lucidità e durata per tenere Dubois lontano nel giro delle riprese.

La Queensberry potrebbe voler vedere quelle qualità messe alla prova prima di prendere in considerazione l'incontro. C'è anche la tentazione commerciale di far crescere Itauma attraverso altri avversari, restaurare la sua fiducia e dare a una potente testa di cartello britannica dei pesi massimi il tempo di maturare.

Il rischio di un'attesa infinita

È un argomento a favore dell'attesa, ma può trasformarsi in una scusa destinata a durare anni. Dubois ha citato Tyson Fury e Anthony Joshua come esempio di un match che sarebbe dovuto avvenire prima: la sua preoccupazione è sensibile, poiché aspettare il massimo guadagno possibile può significare perdere il momento sportivo migliore.

La Queensberry sa esattamente cosa ha in Itauma e non intende bruciare il suo futuro commerciale. La linea temporale in cui questo match avrebbe davvero senso per il promoter è all'incirca il 2031, quando due curve si incrociano. Da una parte, Dubois deve accumulare usura: il suo stile garantisce punizioni, prende colpi per piazzare i propri, e dopo altri quattro o cinque anni di guerre, difese del titolo o pesanti sconfitte per KO quel capitale fisico si esaurirà, con le gambe che rallentano, la resistenza ai colpi che si erode e i riflessi che si spengono.

Dall'altra, Itauma avrà 26 anni, la forza matura, una dozzina di incontri di apprendimento contro gatekeeper resistenti e quella compostezza da veterano che oggi gli manca. I promoter amano incrociare la loro giovane stella con un ex campione consumato ma ancora famoso: è il classico copione del «passaggio del testimone». Farlo prima vorrebbe dire cercare guai e rischiare di rovinare l'hype di Itauma.

Nel frattempo, la Queensberry probabilmente continuerà a tutelarlo, tenendolo in disparte finché Dubois non avrà consumato gran parte della sua carriera al massimo livello.

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