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David Benavidez ai pesi massimi: il salto potrebbe cancellare i suoi punti di forza

David Benavidez sogna i pesi massimi, ma il salto di categoria rischia di cancellare velocità di mano e volume di colpi: l'analisi completa.

Redazione··3 min di lettura
David Benavidez May Lose His Edge at Heavyweight

David Benavidez e il rischio dei pesi massimi

David Benavidez potrebbe scoprire che il passaggio ai pesi massimi gli toglierebbe proprio ciò che lo rende efficace. Attraversare le categorie dei mediomassimi e dei massimi leggeri prima di inseguire i giganti del ring è un percorso che può facilmente ritorcersi contro un pugile che basa il proprio gioco sui vantaggi fisici, sull'altissimo volume di colpi e sulla rapidità di mano.

Prima ancora di pensare al grande salto, però, Benavidez deve risolvere la questione Michal Cieslak, tenendo d'occhio anche Jai Opetaia e un Artur Beterbiev ormai avanti con gli anni. Approdare nei massimi significherebbe sottoporre il fisico a un'ennesima, drastica trasformazione, senza alcuna certezza che la sua potenza regga il confronto con l'élite dei massimi leggeri.

Le parole di Benavidez e la tabella di marcia

La categoria dei pesi massimi è certamente nel mirino del messicano-americano, che però ha delineato un programma preciso: due importanti impegni nei massimi leggeri prima del definitivo salto di categoria. Sul suo cammino ci sarebbe prima Jai Opetaia, poi, a suo avviso, anche Beterbiev potrebbe salire tra i cruiser. Parole pronunciate in una conversazione con Inside The Ring, che lasciano intendere come il progetto sia ambizioso ma graduale.

Il vero problema: cosa si sacrifica mettendo su massa

Benavidez ha costruito la propria fama di fighter proprio sull'essere l'uomo più grande sul ring: spinge gli avversari più piccoli verso le corde e li sommerge con combinazioni prolungate. Contro veri pesi massimi, quel vantaggio fisico svanirebbe completamente.

Accumulare muscoli raramente si traduce in una migliore resistenza ai colpi o in una maggiore tenuta atletica. Se il peso aggiuntivo offuscasse la velocità di mano o prosciugasse il suo ritmo di lavoro, Benavidez diventerebbe un bersaglio statico, privo di quel colpo singolo risolutivo indispensabile per impedire agli avversari giganti di avanzare. Se rallentasse anche solo del dieci percento, smetterebbe di essere un picchiatore a sciame e si trasformerebbe in un obiettivo piatto sui piedi. Senza una velocità di mano devastante, i grandi massimi si limiterebbero a tempificarlo con colpi diritti dalla distanza o a imprigionarlo nei clinch, appoggiandosi sulle sue spalle per consumargli le gambe.

I precedenti che destano preoccupazione

David Morrell ha già dimostrato quanti danni Benavidez incassi quando un combattimento si fa duro. Le vittorie di routine su Anthony Yarde e Gilberto Ramirez non hanno provato che possa rimanere nella corta contro picchiatori di taglia massima e sopravvivere al fuoco di risposta.

Matchmaking accorto e bersagli morbidi

Una scelta oculata degli avversari potrebbe mascherare alcuni difetti. Un Andy Ruiz Jr. ormai appannato gli darebbe un nome di richiamo accessibile, mentre Oleksandr Usyk ha mostrato chiari segnali di declino a 39 anni contro Rico Verhoeven, quando ha avuto bisogno di un salvataggio all'undicesima ripresa dopo essere rimasto sotto su una cartellina per dieci round.

Cosa significa per la carriera

Questi bersagli morbidi potrebbero rendere il salto allettante, ma non risolvono la questione di fondo. Benavidez potrebbe caricarsi di trenta libbre per ritrovarsi più lento, più facile da colpire e molto meno pericoloso rispetto al pugile che dominava nei supermedi. Le prossime uscite contro Cieslak, Opetaia e, eventualmente, Beterbiev diranno se il progetto dei massimi è un'ambizione legittima o un rischio inutile per una delle carriere più promettenti del pugilato attuale.

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