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Denzel Bentley rivela il vero motivo della revoca del titolo WBO

Denzel Bentley accusa la WBO di avergli revocato il titolo dopo il cambio di promoter e contesta la gestione della difesa obbligatoria di Yoenli Hernandez.

Redazione··3 min di lettura
Denzel Bentley Reveals The Real Reason Why He Thinks He Was Stripped Of World Title

Denzel Bentley ha spiegato il motivo per cui ritiene di essere stato privato del titolo mondiale WBO dei pesi medi. Il pugile britannico è rimasto campione per appena 102 giorni, prima che la federazione ufficializzasse la revoca della cintura venerdì scorso.

Bentley era stato elevato a campione assoluto a luglio, dopo la decisione dell’ex titolare Janibek Alimkhanuly di salire nella categoria dei supermedi. Il britannico aveva già affrontato Alimkhanuly senza riuscire a conquistare la cintura nel 2022.

La stessa risoluzione ufficiale della WBO stabiliva che, al momento della nomina di Bentley, la federazione si riservava il diritto di decidere se imporre subito una difesa obbligatoria oppure concedere al nuovo campione un incontro volontario.

La difesa volontaria e il cambio di promoter

In un primo momento la WBO aveva autorizzato Bentley a disputare una difesa volontaria. Successivamente, però, l’organizzazione ha accolto la richiesta del principale contendente Yoenli Hernandez, disponendo l’immediata applicazione del suo status di sfidante obbligatorio.

Intervistato da Ariel Helwani, Bentley ha sostenuto che gli fosse stata fatta una promessa poi ritirata dopo il suo passaggio a un nuovo promoter.

«Abbiamo scelto di passare a Zuffa sulla base di un tweet del presidente della WBO, nel quale riconosceva il fatto che avrei potuto disputare una difesa volontaria prima di affrontare lo sfidante obbligatorio l’anno prossimo».

Bentley ha poi raccontato che la situazione sarebbe cambiata rapidamente quando sono iniziate a circolare le voci sul suo addio a Queensberry e sulla possibile firma con Zuffa.

«Quando si è cominciato a parlare del mio addio a Queensberry e della firma con Zuffa, tutto è cambiato velocemente. Non ho avuto nemmeno il tempo di decidere cosa fare, perché ci era già stata promessa la difesa volontaria. Sono rimasto coinvolto nella politica della boxe».

Alla domanda se ritenesse che la revoca fosse legata al cambio di promoter, il pugile ha risposto: «È così che la vedo. Non c’era altro motivo perché quella dichiarazione venisse ritirata. Ora mi hanno tolto il titolo e la persona che era lo sfidante obbligatorio, Hernandez, non può combattere per la cintura fino all’anno prossimo. Mi hanno quindi privato del titolo senza motivo».

Il match con Liam Smith è saltato

Queensberry aveva programmato per questo fine settimana a Liverpool un incontro tra Bentley e Liam Smith. Il match, che avrebbe dovuto rappresentare una difesa volontaria del titolo, era stato approvato dalla WBO, ma non si è mai concretizzato.

Bentley non combatteva da 16 mesi prima del suo ultimo incontro, disputato ad aprile. Il pugile di 31 anni aveva inoltre chiesto il permesso di difendere la cintura contro Shane Mosley Jr sabato sera alla Copper Box Arena di Londra, ma la WBO ha respinto la richiesta.

Una situazione ancora incerta

La revoca lascia Bentley in una posizione di forte incertezza. Il campione non potrà più disputare gli incontri previsti con Liam Smith o Shane Mosley Jr come difese della cintura, mentre Hernandez, indicato dalla WBO come sfidante obbligatorio, non potrà combattere per il titolo prima dell’anno prossimo.

Il futuro immediato di Bentley dipenderà quindi dalle prossime decisioni della federazione e dal modo in cui verrà gestita la situazione nella categoria dei pesi medi. Il britannico, intanto, continua a sostenere che la revoca sia arrivata dopo il cambio di promoter e non per ragioni strettamente sportive.

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