Il possibile incontro tra Devin Haney-Shakur Stevenson rischia di bloccarsi non per il peso, ma per la ripartizione della borsa. I due pugili hanno finalmente trovato un accordo sulle 145 libbre, ma la trattativa economica resta il vero ostacolo e potrebbe far naufragare il match prima ancora dell’ingresso sul ring.
Secondo quanto riportato da Mike Coppinger, i negoziati sono arrivati a una fase critica. Anche la data individuata, il 28 novembre ad Atlanta, è ora concretamente in pericolo. L’intesa sul catchweight aveva dato un obiettivo chiaro a entrambi i team, ma la suddivisione dei ricavi ha aperto una frattura più profonda, perché tocca direttamente il valore commerciale attribuito ai due pugili.
Accordo sul peso, stallo sui soldi
Il nodo delle 145 libbre sembra ormai risolto, ma non basta per mettere in piedi l’evento. La questione decisiva riguarda quanto spetti a ciascuna parte. Ed è proprio su questo punto che la trattativa si è irrigidita, con il rischio concreto che tutto salti.
Il calendario non aiuta. La data del 28 novembre lasciata libera da Haney concede pochissimo margine per continuare a discutere. Mancano poco più di sei settimane e, per avviare un camp adeguato, entrambi i pugili hanno bisogno di contratti firmati subito. Ogni giorno perso a litigare sulle percentuali avvicina sempre di più il collasso dell’evento.
Haney vuole far valere il proprio peso commerciale
Haney, secondo il testo originale, ha tutte le ragioni per contestare una divisione alla pari. Ha già dimostrato di avere forza come attrazione principale di una serata e accettare un 50-50 significherebbe, dal punto di vista del suo team, concedere a Stevenson un riconoscimento commerciale che non avrebbe ancora pienamente guadagnato.
Nel pugilato, soprattutto quando si lavora su un catchweight e su una grande data, la borsa non dipende soltanto dal livello tecnico dei pugili, ma anche dalla loro capacità di attirare pubblico, interesse mediatico e acquisti. È su questa valutazione che le parti stanno misurando le rispettive pretese.
Il ruolo del sostegno finanziario
Un altro elemento centrale è il sostegno di Turki Alalshikh, che cambia il quadro economico generale. Una forte disponibilità finanziaria può garantire una borsa complessiva molto alta, ma — come sottolinea il testo — finanziare un assegno garantito non equivale a generare ricavi reali attraverso i clienti paganti.
Per questo motivo, la posizione del team Haney sarebbe destinata a chiedere condizioni che tengano conto di questa differenza. In altre parole, un grande investimento esterno non cancella automaticamente il dibattito su chi porti davvero più valore commerciale al tavolo della trattativa.
Coppinger: trattativa in fase decisiva
Mike Coppinger ha riferito che il potenziale incontro tra Devin Haney e Shakur Stevenson sta affrontando ostacoli seri e che i colloqui sono entrati in una fase decisiva per tenere in vita il match. Non sono state rese note le cifre discusse, ma il punto di attrito potrebbe essere proprio la richiesta di Stevenson di ottenere una quota pari o superiore a quella di Haney.
Se così fosse, Haney si troverebbe in una posizione di forza. Il testo evidenzia infatti che Devin ha carte da giocare, valore commerciale e un pubblico pronto a seguirlo. Per Stevenson, invece, un altro lungo periodo di inattività sarebbe un rischio pesante.
Cosa significa per Stevenson e per il futuro del match
Per Shakur Stevenson questa trattativa pesa anche in chiave di continuità. Il testo sottolinea che non può permettersi un’altra fase di inattività mentre la divisione va avanti. Restare fermo, pur con le cinture, significherebbe vedere il movimento della categoria proseguire senza di lui.
Da qui il messaggio finale del pezzo originale: se l’ego dovesse guidare sia l’entità della borsa sia la richiesta sulla divisione del compenso, Haney potrebbe semplicemente tirarsi indietro. In quel caso, Stevenson si ritroverebbe senza incontro in calendario e senza alternative immediate già definite nel testo.
Al momento, dunque, il match resta appeso a una trattativa economica che vale quanto, se non più, dell’accordo tecnico sul peso. Il 28 novembre ad Atlanta rimane l’obiettivo, ma senza una firma rapida sui contratti il rischio che tutto sfumi è sempre più concreto.
Modifiche apportate: articolo tradotto e completamente riscritto in italiano naturale; struttura riorganizzata con sottotitoli più chiari; eliminati passaggi ripetitivi; ampliato il contesto della trattativa su peso, borsa, valore commerciale e possibili conseguenze, senza aggiungere fatti non presenti nel testo originale.




