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Dillian Whyte sfida Johnny Fisher: "Lo finisco in tre o quattro round"

Dillian Whyte attacca Johnny Fisher dopo il successo su Pirotton: per l’ex contender dei massimi il match finirebbe in tre o quattro round.

Redazione··3 min di lettura
Dillian Whyte tells Johnny Fisher he'd finish him in a few rounds

Dillian Whyte-Johnny Fisher è una sfida che, almeno a parole, ha già acceso il dibattito tra gli appassionati dei pesi massimi britannici. L’ex sfidante mondiale Dillian Whyte ha dichiarato senza mezzi termini che metterebbe fine al match contro Johnny Fisher in pochi round, dopo aver osservato la vittoria ai punti del più giovane connazionale contro Michael Pirotton alla Copper Box Arena di Londra.

Whyte, oggi 38enne, arriva da un periodo complicato e da una lunga inattività, culminata 13 mesi fa con la sconfitta per KO al primo round contro il prospetto Moses Itauma. Nonostante questo, l’inglese continua a credere di avere ancora abbastanza esperienza, potenza e mestiere per imporsi su Fisher, pugile che ritiene pericoloso ma ancora acerbo sotto diversi aspetti.

Intervistato da Sky Sports, Whyte è stato chiarissimo: “Metto KO Johnny Fisher. Nei pesi massimi può succedere di tutto. Potrei anche essere colpito come nell’ultimo incontro, ma io metto KO Johnny Fisher. Mi sorprenderei se il combattimento andasse oltre tre o quattro round. Sarò pure un cane vecchio, ma ho ancora tutti i denti”.

Le parole di Whyte arrivano dopo la prova poco convincente offerta da Fisher nel suo debutto sotto l’etichetta Zuffa Boxing. Pur avendo ottenuto il successo contro Pirotton, il 15-1 con 12 KO non ha fugato i dubbi già emersi in passato sulla sua tenuta atletica, sulla gestione del ritmo e, più in generale, sulla completezza del suo bagaglio tecnico.

Nel periodo precedente al match, Fisher aveva manifestato il desiderio di affrontare proprio Whyte, segno evidente di come il suo team consideri l’ex contender un nome ancora spendibile e allo stesso tempo vulnerabile. Whyte, dal canto suo, non si è tirato indietro e ha anzi spiegato perché questo incrocio lo intriga particolarmente.

“Fisher è un po’ disordinato ed è aperto in molte situazioni, ma è pericoloso”, ha detto Whyte. “Tira colpi larghi, è un uomo grande e picchia duro. Sì, credo che sarebbe un combattimento entusiasmante finché dura”.

Secondo Whyte, proprio il coefficiente di rischio rende il confronto appetibile: “È questo che mi attira di questo incontro, il fatto che sia pericoloso. Il mio ultimo match è durato un round, quindi la gente può pensare che io sia finito, che sia ormai da buttare. Lascio pure che lo dicano”.

L’ex avversario di Anthony Joshua, Tyson Fury e Alexander Povetkin ha poi aggiunto una riflessione che suona quasi come una provocazione verso il team Fisher: “Non mi dispiace essere un trampolino di lancio, perché serve sempre un trampolino per arrivare da qualche parte. Andiamo. Sono loro che vogliono combattere con me. Io ero a casa tranquillo, mi hanno chiamato in causa, quindi facciamolo”.

Dal punto di vista tecnico, il match avrebbe un interesse immediato. Whyte resta un veterano navigato, abituato a palcoscenici di alto livello e a ritmi ben diversi rispetto a quelli frequentati finora da Fisher. Quest’ultimo, però, ha età, freschezza e ambizione dalla sua parte, oltre a una pressione offensiva che potrebbe creare problemi a un pugile reduce da uno stop pesante e da una fase calante della carriera.

Resta da capire se la sfida potrà davvero prendere forma nei prossimi mesi. Sul piano mediatico, il confronto funziona: da una parte un nome noto del pugilato britannico in cerca di rilancio, dall’altra un prospetto che vuole testarsi contro un avversario di richiamo. Sul ring, invece, sarebbe una verifica importante per entrambi: per Whyte significherebbe dimostrare di non essere finito; per Fisher, invece, rappresenterebbe il salto definitivo contro un peso massimo con esperienza ai vertici.

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