Don Charles avverte Fabio Wardley alla vigilia della rivincita con Daniel Dubois: secondo l’allenatore del britannico, il peso dei colpi incassati nel primo durissimo confronto potrebbe già farsi sentire, e il modo di combattere del pugile di Ipswich rischierebbe di avere conseguenze pesanti sulla sua carriera.
Wardley e Dubois torneranno ad affrontarsi sabato, dopo il match andato in scena a Manchester lo scorso maggio. Quella sfida fu estremamente intensa e logorante, con l’incontro fermato all’11° round dopo che l’ex campione del mondo aveva imposto una pressione costante e una serie di attacchi pesanti soprattutto nelle riprese finali.
Charles: il corner di Wardley avrebbe dovuto fermarlo prima
La straordinaria capacità di resistenza mostrata da Wardley è stata uno degli elementi più evidenti del primo match, ma Charles ritiene che tutto quel castigo possa presentare il conto già adesso, a pochi giorni dal rematch. Per il tecnico, inoltre, l’angolo del pugile avrebbe corso un rischio eccessivo nella speranza di vedere il proprio uomo trovare, ancora una volta, il colpo risolutivo.
«Lo hanno un po’ tradito, secondo me, dal punto di vista della salute», ha dichiarato Charles. «Essendo il campione, essendo uno che in passato è già riuscito a tirare fuori il colpo in qualsiasi momento del match, all’inizio o più tardi, forse il team pensava: “Magari gli serve solo quel colpo”. Perché lo ha già fatto in passato. Ma arriva un momento in cui bisogna fare la cosa più sensata».
Il trainer ha spiegato di aver rivalutato la durezza dell’incontro solo rivedendolo nei giorni successivi. «Un paio di giorni dopo il match mi sono rilassato e l’ho riguardato. Mio Dio, secondo me è stato davvero brutto. Certo, la decisione spetta a loro. C’è l’arbitro, ci sono i medici. Ma penso che abbiano penalizzato un po’ Fabio, dal punto di vista della salute».
Il primo match e i dubbi sulla gestione dell’incontro
Le parole di Charles riaccendono l’attenzione sulla gestione del primo confronto, in particolare sulla scelta di lasciare Wardley sul ring fino alle riprese titolate nonostante i colpi subiti. Il pugile di Ipswich, però, ha difeso il proprio angolo dalle critiche e continua a considerare le persone che lo seguono come una vera famiglia, fidandosi del fatto che mettano il suo benessere al primo posto.
Nel pugilato dei pesi massimi, dove la potenza può cambiare il corso di una sfida con un solo colpo, il confine tra coraggio e rischio è sottilissimo. È proprio su questo punto che insiste Charles: la capacità di restare in battaglia entusiasma il pubblico, ma può avere un prezzo molto alto nel medio e lungo periodo.
«Non puoi combattere sempre così»: il rischio secondo Charles
Secondo il tecnico di Dubois, lo stile aggressivo e senza risparmio di Wardley è spettacolare da vedere, ma non sostenibile a lungo. «Penso che lui stia già avvertendo l’usura, da quello che osservo», ha detto Charles.
«È divertente per il pubblico, certo, ma non puoi avere una carriera molto lunga combattendo sempre così. Prima o poi ti presenta il conto. Davvero. Ti consuma poco alla volta. Non puoi continuare a combattere in modo così scriteriato. È molto spettacolare, come ho detto, ma bisogna guardare il quadro generale».
Per Charles, quindi, il tema non riguarda solo una singola notte o una singola guerra sul ring, ma l’accumulo dei danni fisici che incontri tanto duri possono lasciare addosso a un pugile, specialmente nella categoria dei massimi.
Dubois promette un approccio più disciplinato nella rivincita
L’allenatore si aspetta anche una prestazione diversa da parte di Dubois nel secondo capitolo della sfida. A suo giudizio, nel primo incontro il suo pugile era stato colto di sorpresa in alcune fasi, ma questa volta salirà sul ring con maggiore lucidità, più disciplina tattica e un’impostazione più tecnica.
«Quello che vedrete sarà una prestazione più disciplinata e più attenta», ha affermato. «Ovviamente l’ultima volta siamo stati colti di sorpresa, quindi abbiamo corretto quella situazione. Questa volta sarà una performance più disciplinata, più dinamica e più tecnica».
Charles ha aggiunto che la preparazione è stata impostata per affrontare anche un confronto molto lungo: «Ci siamo allenati come ai vecchi tempi, quando si combatteva fino a 15 round. Se questo match dovrà arrivare a 15 round per ottenere la vittoria, allora saranno 15 round. Questo incontro può finire al primo round, oppure al 12° o al 15°. Deve essere così».
Cosa può decidere il rematch
Uno dei principali interrogativi, secondo Charles, riguarda la risposta di Wardley quando Dubois riuscirà a colpire in modo pulito, soprattutto se il suo pugile dovesse ricreare alcuni dei momenti più duri del primo match. Il trainer ritiene che la memoria fisica di quella notte a Manchester possa riaffiorare non appena Wardley tornerà ad assorbire colpi pesanti.
Pur sottolineando ancora una volta la durezza eccezionale dell’avversario, Charles è convinto che proprio quel ricordo del dolore possa diventare un fattore decisivo nella rivincita. «Fabio è fatto di una pasta diversa. È fatto d’acciaio, per la quantità di colpi che ha preso e ha continuato a prendere», ha detto.
«Ma è nostro dovere richiamare alla mente quelle immagini, ricordargli il dolore che ha provato lo scorso maggio a Manchester. Appena suona la campana, il nostro compito è fargli ricordare quel dolore. Se lo ha dimenticato, Daniel glielo ricorderà sul ring: “È questo quello che stavi sentendo”».
Charles ha concluso riportando tutto a ciò che accadrà durante il combattimento e alle decisioni che saranno prese tra pugile, corner, arbitro e medici: «È un essere umano come te e me. Quando comincerà a sentire quel dolore insopportabile, il resto dipenderà da lui e dal suo team, e da ciò che faranno sotto la supervisione dell’arbitro».




