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Dubois-Wardley 2, rivincita mondiale dei pesi massimi: Daniel promette battaglia totale

Dubois e Wardley tornano a sfidarsi alla O2 per il titolo WBO dei massimi: dopo la guerra di maggio, la rivincita promette scintille.

Redazione··3 min di lettura
Daniel Dubois' second clash with Fabio Wardley promises to be even MORE brutal than their first, writes JEFF POWELL MBE - as May's champion vows to 'bash and smash' his rival

Dubois-Wardley 2, una rivincita che si annuncia ancora più dura

Dubois-Wardley 2 promette di essere persino più brutale del primo capitolo. Sabato sera, alla O2 Arena, Daniel Dubois e Fabio Wardley torneranno a incrociare i guantoni dopo la battaglia andata in scena lo scorso maggio alla Co-op Live Arena di Manchester, un match che aveva già mostrato fino a che punto due pesi massimi possano spingersi sul ring.

In quell’incontro, Wardley aveva mandato al tappeto due volte lo sfidante al titolo mondiale nei primi tre round. Poi, a 28 secondi dall’11°, Dubois era stato fermato mentre stava travolgendo il campione, ridotto a una figura sanguinante, segnata e ancora in piedi, ma in evidente difficoltà. Un duello feroce, rimasto impresso anche agli appassionati più abituati alla durezza del pugilato dei massimi.

Alla vigilia della rivincita, entrambi parlano con rispetto reciproco. “Siamo pugili”, dice Dubois. “È un onore condividere il ring con lui”. Wardley risponde con lo stesso spirito: “Sono nato per questo. L’ho capito quando ho provato la white collar boxing. Mi piace stare sul ring con un pugile così forte”.

Il titolo WBO in palio e il contesto della sfida

Questa volta in palio c’è il titolo WBO dei pesi massimi, la cintura che Dubois ha strappato a Wardley cinque mesi fa. Per la categoria regina, dove potenza e resistenza decidono spesso il destino di un incontro, il rematch ha un peso enorme: non è solo una rivincita personale, ma un altro snodo importante nella corsa ai vertici mondiali.

Il primo match ha segnato anche l’unica sconfitta della carriera di Wardley fino a questo momento. Per Dubois, invece, è stata un’ulteriore conferma della sua crescita ai massimi livelli. L’esperienza accumulata nei grandi appuntamenti è uno dei temi centrali anche in vista di questo secondo confronto.

Dubois: “Gli darò un’altra lezione”

Dubois affronta la vigilia con il suo consueto linguaggio diretto e aggressivo. Quando gli viene chiesto del prezzo fisico e mentale di combattimenti del genere, la sua risposta è gelida: “Demenza? Se state parlando di demenza, non ha senso preoccuparsi. Probabilmente ce l’abbiamo già”.

Parole che raccontano bene la mentalità di un pugile che sembra vivere il caos come una risorsa. “Io vivo nel caos”, spiega Dubois. “Caos tutto il giorno, ogni giorno, e soprattutto la sera del match. Amo la paura. Mi dà potere. Trattengo il caos finché non raggiunge il suo massimo quando suona la prima campana. Poi esplode, lo libero. E questo mi dà potenza e lucidità”.

La sua previsione sulla rivincita non lascia spazio a interpretazioni: “Gli darò un’altra batosta. Lo colpirò, lo distruggerò peggio dell’altra volta. E più in fretta. Nel primo incontro non sapevamo bene cosa avrebbe potuto fare. Ora so cosa aspettarmi”.

Dubois aggiunge anche una valutazione tecnica molto netta: “So anche che non è abbastanza bravo per adattarsi. Adesso sono il suo daddy”. E minimizza i due knockdown subiti nel primo match: “Nel pugilato succede. Puoi essere colpito. Ma ora so anche che non ha potenza. Nessuna vera potenza”.

Wardley: “Sono più calmo e più pronto”

Wardley arriva invece alla rivincita con un atteggiamento opposto, più riflessivo. “Nessuno vuole perdere un titolo mondiale, ma se deve succedere, conta soprattutto il modo in cui succede”, afferma. Secondo lui, il primo incontro gli ha lasciato una certezza importante: “Mi sento più rilassato e più sicuro dopo aver dimostrato di poter reggere il confronto con un pugile di alto livello in una grande battaglia, quando tutti si aspettavano che perdessi facilmente. La calma mi rende migliore”.

Nei cinque mesi successivi alla sua prima sconfitta da professionista, Wardley e il suo team hanno rivisto ogni fase decisiva del match. “Abbiamo studiato ogni momento critico del primo incontro”, spiega. “E mi sono adattato dove era necessario. Dovevo farlo, perché ho più cose da sistemare rispetto a Daniel, con tutta la sua esperienza”.

Wardley però sostiene di aver analizzato anche i limiti del rivale: “Non abbiamo guardato solo me, abbiamo guardato anche lui. Non è adattabile quanto me. Non diventerà all’improvviso leggero sulle gambe e mobile. Gli proporrò qualcosa di diverso”.

Il finale del primo match continua a far discutere

Uno dei punti ancora più dibattuti riguarda la conclusione del primo incontro. Il coach di Dubois, Don Charles, ritiene che l’angolo di Wardley avrebbe dovuto gettare l’asciugamano prima. Dall’altra parte, Ben Davison e il suo pugile difendono la gestione di quei momenti.

Wardley nega di essere stato così vicino al tracollo come era sembrato: “L’immagine era brutta, con il sangue, i lividi e i colpi. Ma mi fido del mio team, mi affido a loro con la mia vita”. E insiste sul fatto di essere rimasto competitivo fino alla fine: “Molti colpi erano d’incontro o parziali, e nel 10° round l’ho scosso con un uppercut. Se il grande destro arrivato dopo fosse andato a segno pulito, forse il finale sarebbe stato diverso”.

Cosa c’è in gioco dopo la rivincita

Il significato di questo match va oltre il semplice risultato del sabato sera. Wardley, che ha lasciato la routine d’ufficio per inseguire il suo sogno nel pugilato, spera di arrivare poi ad affrontare il vincitore di Joshua-Tyson Fury previsto a dicembre. Dubois, dal canto suo, guarda anche ai grandi incassi, ma pensa pure a un obiettivo ancora più ambizioso: unificare gli altri titoli mondiali lasciati vacanti da Oleksandr Usyk.

Per questo la rivincita pesa moltissimo sul futuro immediato di entrambi. Per Wardley sarebbe l’occasione di riprendersi il vertice e rilanciarsi subito. Per Dubois, invece, una nuova vittoria consoliderebbe ulteriormente la sua posizione nella categoria regina e rafforzerebbe le sue ambizioni mondiali.

Le attese per sabato sera

Resta la domanda centrale: il finale sarà diverso da quello del primo episodio? Probabilmente no, almeno secondo la lettura che accompagna la vigilia. Dubois sembra aver tratto dal primo match le informazioni più preziose, aggiungendole a un bagaglio di esperienza più ampio, e raramente era apparso così sicuro prima di un combattimento.

Una cosa, però, appare certa: Dubois e Wardley sono pronti a offrire un’altra battaglia spettacolare. E nei pesi massimi, quando due uomini con questa mentalità tornano a sfidarsi, il confine tra grande pugilato e guerra sportiva diventa sottilissimo.

Modifiche apportate: articolo completamente tradotto e riscritto in italiano; struttura riorganizzata con sottotitoli più chiari; periodi semplificati e resi più fluidi; aggiunto contesto su titolo WBO, pesi massimi, valore del risultato e prospettive successive, senza introdurre dettagli non presenti nel testo originale.

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