Fabio Wardley affronta la settimana della rivincita con Daniel Dubois con una convinzione precisa: sentirsi sfavorito gli riesce più naturale che presentarsi da campione del mondo riconosciuto. In vista del secondo duro confronto di sabato, Wardley sostiene di vivere questa condizione con maggiore leggerezza mentale, convinto che proprio questo possa aiutarlo a firmare un altro colpo a sorpresa contro Dubois, campione per due volte.
Il primo incrocio tra i due, disputato per la cintura WBO di Wardley, era stato un match dai due volti. Dubois era finito al tappeto nelle fasi iniziali, ma nel finale era stato Wardley a subire la rimonta fino allo stop. Un precedente che ha lasciato il segno e che rende la rivincita particolarmente significativa per entrambi.
Wardley: “Per me è più naturale essere l’outsider”
Aprendo la settimana del combattimento, Wardley ha spiegato con grande chiarezza il proprio stato d’animo: “Sono sempre stato considerato lo sfavorito da quando sono passato professionista. Mi piace. Onestamente, è fantastico. Per me è una sensazione più naturale. Senza peso addosso”.
Il pugile britannico ha poi aggiunto che il ruolo di campione, pur essendo gratificante, comportava anche una pressione diversa: “Sì, è fantastico essere campione del mondo. Ma questo, insieme al fatto di arrivare imbattuto contro un pugile forte come Daniel, portava con sé un certo peso”.
Adesso, invece, la prospettiva è cambiata del tutto. “Ora mi sento libero. Libero dalla pressione. Anche il modo in cui si parla del match è cambiato. Sono tornato a essere quello da cui ci si aspetta una sconfitta, quello per cui le cose dovrebbero andare male. Sono lo sfidante, sono quello che insegue”.
Per Wardley, proprio questo scenario rappresenta l’ambiente ideale: “Per me è semplicemente... ecco, questo è il bello. È la parte che mi piace davvero e che continuo ad amare dopo tutti questi anni di crescita. È una sensazione bellissima”.
Il peso della cintura e il valore della rivincita
Nel pugilato dei pesi massimi, dove ogni dettaglio psicologico può incidere quanto la potenza, la differenza tra arrivare da campione o da inseguitore può cambiare l’approccio a un incontro. Wardley lascia intendere che la responsabilità di difendere una cintura mondiale e proteggere un record immacolato abbia inciso sul primo confronto.
La rivincita con Dubois, quindi, non è soltanto un secondo capitolo tra due pugili abituati a battaglie dure, ma anche un nuovo test mentale. Stavolta Wardley sente di poter combattere con meno pressione e con una fiducia diversa, costruita proprio sul ritorno al ruolo di outsider.
“Un pugile rilassato è un pugile migliore”
Alla domanda su come questa nuova serenità possa aumentare le sue possibilità nel rematch, Wardley ha risposto in modo diretto: “Un pugile rilassato è un pugile comodo e fiducioso. E questo è sempre un vantaggio”.
Secondo lui, anche nel primo incontro la percezione esterna aveva avuto un suo peso: “È stato curioso vedere come il pendolo si sia spostato nel nostro primo match. A un certo punto tutti dicevano: ‘Questa è quella che vincerai’. E invece ho perso. A quanto pare, per me è meglio essere sfavorito”.
Anche Dubois preferisce partire da dietro
La filosofia di Wardley è stata riportata anche a Daniel Dubois, che ha reagito con un sorriso e con una risposta molto simile. “A dire il vero, anche io preferisco essere sfavorito. È così che siamo fatti. Ci piace stare con le spalle al muro e uscire mordendo. Questa è sempre stata la mia mentalità. Campione o no”.
Parole che riassumono perfettamente il clima della sfida: due pugili che si riconoscono nella condizione di outsider, due mentalità aggressive e una rivincita che si annuncia ancora una volta ad alta intensità. Se nel primo capitolo c’erano stati un knockdown iniziale e uno stop nel finale, il secondo confronto promette un’altra battaglia senza compromessi.
Modifiche apportate: testo tradotto e riscritto in italiano originale; struttura riorganizzata con titoli e paragrafi più chiari; aggiunto contesto sul primo match, sul ruolo di campione/sfidante e sul significato mentale della rivincita senza introdurre dettagli non presenti nell’originale.




