Filip Hrgovic ritiene che per Anthony Joshua possa essere arrivato il momento di lasciare il pugilato dopo il previsto confronto con Tyson Fury. Secondo il peso massimo croato, il continuo cambio di allenatori e di angolo non può risolvere un problema più profondo: la fiducia in se stesso. Per questo le sue parole aumentano ulteriormente la pressione attorno all’ex campione, atteso da un test durissimo.
Joshua ha scelto di lavorare con Ben Davison, tecnico che conosce bene entrambi i pugili. Per Hrgovic, però, un nuovo riferimento tattico non basta a sistemare il nodo principale, che a suo avviso è mentale più che tecnico.
“I think it’s not about coaches. I think he’s complicating too much,” ha dichiarato Hrgovic a The Stomping Ground. “If you don’t have confidence in yourself — he’s changing coaches like every few months — but it’s not about coaches, it’s about him. He’s definitely doing this big fight probably for financial reasons, but after this fight, I think he should retire.”
Le parole di Hrgovic e il nodo della fiducia
Si tratta di un giudizio netto, ma resta comunque l’opinione di un altro pugile della categoria dei massimi. Cercare una grande borsa non significa automaticamente che il denaro sia l’unica motivazione di Joshua, così come cambiare spesso guida tecnica non prova da solo che la sua sicurezza sia del tutto svanita.
Resta però un tema reale, soprattutto in una fase avanzata della carriera: cambiare spesso angolo può complicare gli automatismi proprio quando servono certezze immediate sul ring. Davison può aiutare Joshua a rifinire approccio e letture tattiche durante il lavoro in palestra, ma nel momento in cui suona la campana sarà il britannico a dover prendere decisioni in una frazione di secondo.
Perché la sfida con Fury è così delicata
Nel contesto dei pesi massimi, affrontare Tyson Fury significa misurarsi con uno dei pugili più complessi da interpretare. Hrgovic sottolinea che contro un rivale del genere ogni esitazione può avere un costo altissimo. Joshua dovrà colpire con piena convinzione, soprattutto quando Fury utilizzerà finte irregolari e soluzioni scomode pensate per bloccare il ritmo degli avversari.
La conoscenza interna di Davison può offrire una traccia utile per preparare il match, ma l’esecuzione dipenderà interamente da Joshua. Una cosa è costruire un piano, un’altra è applicarlo sotto pressione contro un peso massimo d’élite capace di spezzare tempi e certezze.
Le chance di Joshua secondo Hrgovic
Per Hrgovic, Joshua in questo incontro avrebbe soprattutto una “puncher’s chance”, cioè la possibilità di risolvere il match con la potenza di un singolo colpo. Nessuno mette in discussione la forza dei suoi pugni, ma affidarsi a una sola soluzione contro un avversario di altissimo livello nei massimi resta una strada complicata e rischiosa.
È proprio questo il punto centrale della valutazione del croato: contro un rivale come Fury, la sola potenza potrebbe non bastare se non accompagnata da convinzione, continuità e lucidità tattica per tutta la durata del combattimento.
Cosa può cambiare dopo il match
Il vero verdetto, in ogni caso, arriverà solo la sera dell’incontro. Una prestazione brillante di Joshua spegnerebbe subito i discorsi sul ritiro e rilancerebbe la sua credibilità ai vertici della divisione. Al contrario, una prova opaca, con momenti di blocco sotto pressione, renderebbe molto più difficile difendere l’idea di un suo ritorno stabile al top.
In questo senso, il match con Fury viene presentato come un passaggio decisivo per il futuro dell’ex campione: non solo per il risultato, ma per il modo in cui saprà stare dentro un confronto di questo livello. Ed è proprio su questo che Hrgovic ha voluto lanciare il suo messaggio più duro.
Modifiche apportate: testo tradotto e riscritto in italiano giornalistico; struttura riorganizzata in paragrafi e sottotitoli; eliminate ripetizioni; ampliato il contesto sulla categoria dei pesi massimi, sul ruolo di Ben Davison e sulle possibili conseguenze del match, senza aggiungere fatti non presenti nell’originale.




