Filip Hrgovic non usa mezze misure: per il croato, Daniel Dubois non è al suo livello e, più in generale, nella categoria dei pesi massimi ci sarebbero pochi nomi davvero in grado di preoccuparlo. Durante un segmento di reazioni fotografiche con The Ring, Hrgovic ha liquidato campioni e contendenti con giudizi durissimi, confermando una sicurezza incrollabile nonostante la sconfitta subita proprio contro Dubois nel 2024.
Hrgovic su Dubois: “Lo distruggerò”
Quando gli è stata mostrata la foto di Dubois, Hrgovic ha risposto senza esitazioni: “I will smash this guy. He’s not on my level”. Una presa di posizione forte, soprattutto perché il loro incrocio del 2024 si era chiuso con Hrgovic fermato in piedi. Eppure, quel risultato non sembra aver modificato di una virgola la sua convinzione. Il croato continua a parlare come se quel primo confronto avesse confermato la sua superiorità, anche se sulla carta la vittoria resta saldamente nelle mani di Dubois.
Il tema del possibile rematch resta così centrale. Un secondo confronto gli darebbe l’occasione di sostenere sul ring le parole spese fuori dalle corde, ma per ora il precedente ufficiale premia Dubois.
Attacchi anche a Kabayel, Jalolov e agli altri contender
Lo stesso trattamento è stato riservato anche al campione WBC Agit Kabayel. Il giudizio di Hrgovic è stato netto: “Normal fighter. I will play with him”. Parole che collocano chiaramente il croato in una posizione di totale fiducia rispetto ai nomi oggi più visibili nella divisione.
Per Bakhodir Jalolov, oro olimpico, la critica si è spostata invece sul piano dello spettacolo: “This guy is boring as f*ck”. Più che discutere il valore tecnico dell’uzbeko, Hrgovic ne ha messo in discussione la capacità di entusiasmare il pubblico, un aspetto che nei pesi massimi incide molto anche sulla percezione del pugile.
Ancora più taglienti le reazioni verso altri nomi della categoria. Davanti a Justis Huni ha chiesto: “Who is this?”. Su Nelson Hysa è andato oltre: “Is this a fighter?”. Poi ha definito il detentore WBA Murat Gassiev un “midget from Russia”, mentre ha scartato Efe Ajagba con un giudizio altrettanto secco: “This guy doesn’t know how to box”.
Le uniche aperture per Miller e Fury
Un tono più morbido è emerso soltanto parlando di Jarrell Miller e Tyson Fury, anche se la valutazione finale è stata identica per entrambi. Su Miller, Hrgovic ha detto: “He’s a great guy, but he’s done”. Su Fury ha aggiunto: “This guy is also a living legend, but he’s done”.
Si tratta comunque di un giudizio pesante su due figure molto note della categoria. Il riferimento è al loro presente e alle loro prospettive, più che al valore complessivo della carriera.
La reazione dopo il ko di Fabio Wardley
Le dichiarazioni di Hrgovic si inseriscono nel solco della sua reazione a bordo ring dopo la vittoria di Dubois su Fabio Wardley, chiusa in meno di due round sabato sera. Pur assistendo da vicino alla prestazione dominante di Dubois prima di affrontarlo verbalmente, Hrgovic ha preferito concentrare l’attenzione sulle condizioni di Wardley piuttosto che sui meriti del vincitore.
La sua lettura è stata infatti questa: “Wardley didn’t look good and should retire”. Hrgovic si è anche chiesto se Wardley si fosse realmente ripreso dal loro primo scontro, molto duro. In questo modo ha ridimensionato l’impatto del successo di Dubois, sostenendo implicitamente che il risultato sia dipeso più dallo stato dell’avversario che dalla forza espressa dal britannico.
Il contesto nei pesi massimi
La categoria dei pesi massimi resta la vetrina più esposta del pugilato mondiale, e proprio per questo ogni dichiarazione pesa. Hrgovic, con queste uscite, si posiziona apertamente tra i pugili che ritengono di poter competere con i campioni in carica e con i principali contendenti. Citare in serie nomi come Dubois, Kabayel, Jalolov, Gassiev, Ajagba, Miller e Fury significa chiamare in causa l’élite o i profili più discussi della divisione, comprese sigle come WBC e WBA.
In questo quadro, il precedente con Dubois resta l’elemento più importante. Per Hrgovic è il nodo da sciogliere: una sconfitta subita nel 2024 che lui continua a interpretare come un incidente legato all’andamento del match più che a una reale inferiorità tecnica.
Cosa significa per la carriera di Hrgovic
Dal punto di vista della carriera, una linea comunicativa così aggressiva alza inevitabilmente la posta. Dopo aver sminuito quasi tutti i nomi più riconoscibili della divisione, Hrgovic si espone al massimo livello di pressione: al prossimo ritorno sotto i riflettori, qualsiasi prestazione verrà letta alla luce di queste parole.
Il margine d’errore, di conseguenza, si riduce. Se da un lato la sua sicurezza rafforza l’immagine di un pugile convinto dei propri mezzi, dall’altro lo obbliga a dare risposte nette quando tornerà a confrontarsi con avversari di primo piano.
Dubois resta il test decisivo
Tra tutti i nomi citati, Dubois è quello che continua a rappresentare il rompicapo più delicato. Secondo questa analisi, Hrgovic sarebbe stato punito nel 2024 soprattutto per aver svuotato il serbatoio nel corso del match, permettendo a Dubois di avanzare e prendere il controllo. Dubois, quando entra in ritmo, viene descritto come un peso massimo dalla potenza devastante, capace di trasformarsi in un distruttore, come visto anche contro Wardley.
Allo stesso tempo, la lettura proposta è che, se un avversario riesce a reggere l’assalto iniziale, assorbire la mano destra e rispondere con colpi pesanti, il britannico possa andare in difficoltà. In quest’ottica, Hrgovic ritiene evidentemente che, correggendo il problema di condizione che gli è costato il primo incontro, il rematch potrebbe seguire uno spartito completamente diverso.
Le prossime mosse attese
La conseguenza più naturale di queste dichiarazioni è che l’attenzione si sposti su un possibile secondo incontro con Dubois. È il confronto che darebbe un senso sportivo più immediato a parole tanto dure e che chiarirebbe se Hrgovic abbia davvero le risposte per ribaltare il precedente del 2024.
Più in generale, il croato ha mandato un messaggio all’intera divisione: non teme i campioni, non riconosce molti rivali al suo livello e continua a vedersi come un protagonista pienamente credibile nel panorama dei pesi massimi.
Modifiche apportate: traduzione completa e riscrittura originale in italiano; struttura riorganizzata con titoli e sottotitoli più chiari; frasi rese più fluide e leggibili; aggiunti paragrafi di contesto su pesi massimi, implicazioni per la carriera e possibili sviluppi, senza introdurre fatti non presenti nel testo originale.




