Filip Hrgovic ha tempo fino al 1° marzo 2027 per affrontare Frank Sanchez nella difesa IBF dei pesi massimi, e questo gli lascia un margine limitato se decidesse prima di organizzare un match volontario contro Rico Verhoeven.
Al momento non esiste ancora un ordine formale da parte della federazione, un dettaglio che concede a Hrgovic un po’ di flessibilità nella programmazione. Tuttavia, la scadenza resta fissata e non cambia: qualsiasi eventuale difesa non obbligatoria dovrebbe comunque lasciare spazio sufficiente per il recupero fisico e per un camp completo in vista dell’impegno con Sanchez.
La posizione dell’IBF e la scadenza di marzo
Secondo quanto riferito dall’IBF a Darshan Desai di EverythingBoxing, l’incontro dovrebbe svolgersi entro il 1° marzo 2027. Di norma, la notifica ufficiale viene inviata circa 60 giorni prima della data limite.
Desai ha aggiunto che Hrgovic non è stato ancora formalmente obbligato ad affrontare Sanchez e che il 31 dicembre viene indicato come la data attesa per la comunicazione ufficiale. Si tratta di una distinzione importante: una difesa obbligatoria in scadenza non equivale ancora a un ordine già emesso dalla federazione.
Il nodo step-aside e la posizione di Sanchez
Un altro elemento che complica i piani del campione riguarda la posizione di Frank Sanchez. Secondo quanto riportato, il cubano non sarebbe disposto ad accettare un nuovo pagamento di step-aside.
Sanchez aveva già accettato un compenso per farsi da parte e consentire a Hrgovic di sfidare Moses Itauma ad agosto. Proprio per questo, avrebbe ora pochi motivi per aspettare ancora nel caso in cui Hrgovic volesse inserire un’altra difesa volontaria prima dell’obbligatoria. Se questa linea verrà confermata dal suo team, il campione non potrà contare su un ulteriore accordo economico per guadagnare altro tempo.
L’ipotesi Rico Verhoeven resta complicata
Tra le opzioni valutabili c’è quella di un incontro con Rico Verhoeven, ma anche in questo caso la situazione appare meno semplice di quanto sembri. Un eventuale accordo tra i pugili, infatti, non basterebbe da solo.
Verhoeven dovrebbe prima ottenere l’approvazione come sfidante al titolo IBF dei pesi massimi. I suoi risultati nel kickboxing, per quanto importanti, non gli garantiscono automaticamente l’idoneità per un mondiale di pugilato nella massima categoria. Questo significa che l’aspetto negoziale rappresenterebbe solo una parte del problema.
Questione tecnica e tempi di preparazione
C’è poi un tema strettamente sportivo. Frank Sanchez, per caratteristiche, richiederebbe a Hrgovic una preparazione diversa da quella necessaria contro Verhoeven. Il cubano fa leva su mobilità e contrattacco, qualità che imporrebbero a Hrgovic di lavorare molto sulla capacità di tagliare il ring, prendere posizione con i piedi e portare le sue combinazioni pesanti nei tempi giusti.
Contro un avversario che sa far mancare i colpi e costringe continuamente a resettare l’azione, la gestione della distanza e degli spazi diventa centrale. Inserire una difesa volontaria in una fase così ravvicinata rischierebbe quindi di ridurre il tempo utile per impostare questo lavoro tecnico nel modo corretto.
Cosa cambia per Hrgovic
Il quadro, nella divisione dei pesi massimi, è chiaro: Hrgovic ha ancora margine per pianificare, ma non può permettersi ritardi. Anche una vittoria contro Verhoeven potrebbe infatti creare problemi di calendario nel caso in cui il campione riportasse un taglio o un altro infortunio, con inevitabili ripercussioni sui tempi di recupero.
Per questo motivo, se Hrgovic vuole davvero affrontare prima Verhoeven, dovrà muoversi rapidamente. La scadenza di marzo lascia ancora spazio per organizzare il percorso, ma questo spazio si riduce sensibilmente non appena viene aggiunto un altro incontro al programma.




