Filip Hrgovic ha indicato in Daniel Dubois l’avversario che desidera affrontare più di ogni altro. Il campione IBF dei pesi massimi lega infatti questa possibile rivincita a un obiettivo più ampio: proseguire il proprio cammino verso l’unificazione delle cinture. Allo stesso tempo, Hrgovic ritiene che Moses Itauma abbia le qualità per ricostruirsi dopo la sconfitta, anche se molto dipenderà dalla sua reazione mentale.
L’intervista, diffusa da Queensberry Promotions il 17 ottobre, è stata registrata prima della rivincita tra Dubois e Fabio Wardley. Per questo motivo, le parole finali di Hrgovic su quel match vanno considerate come valutazioni pre-gara e non come commenti successivi al risultato o come conferma di un nuovo accordo già raggiunto per un eventuale incontro.
Hrgovic punta Dubois: “Voglio quella rivincita”
Parlando delle sue prospettive dopo il successo su Itauma, Hrgovic ha chiarito senza esitazioni che il secondo confronto con Dubois resta la sfida che più gli interessa. Per il croato, il primo incontro ha lasciato questioni aperte e rappresenta ancora un conto in sospeso.
“I want that revenge”, ha detto in modo netto.
Hrgovic ha spiegato di ritenere che il primo match sarebbe andato diversamente in condizioni fisiche normali. Secondo il suo racconto, in quella occasione era malato, infortunato e ferito da un taglio, oltre ad aver accusato Dubois di averlo colpito con testate. Si tratta della sua versione dei fatti e della sua ricostruzione delle condizioni con cui salì sul ring, non di una nuova valutazione medica né di una decisione ufficiale su eventuali falli.
Il campione ha aggiunto di essere comunque stato avanti ai punti pur avendo espresso solo una parte del proprio potenziale. Nella sua lettura, presentarsi sano ed evitare gli stessi problemi cambierebbe il volto della sfida. L’intervista, però, non segnala alcun accordo già definito tra le parti per organizzare il rematch.
Obiettivo unificazione nei pesi massimi
La categoria dei pesi massimi resta il centro dell’ambizione di Hrgovic. Da campione IBF, il croato guarda a nomi di alto profilo con l’idea di aggiungere altre cinture al proprio palmarès. In quest’ottica, Dubois non è stato l’unico avversario citato.
Hrgovic ha infatti menzionato anche Murat Gassiev e Agit Kabayel tra i pugili che vorrebbe affrontare. Su Kabayel si è espresso con rispetto, definendolo coraggioso e solido, ma ha anche sottolineato di ritenere il suo stile adatto alle proprie caratteristiche. Anche in questo caso, tuttavia, non sono stati indicati né una data né una sede, e non esiste alcun accordo firmato.
Il possesso della cintura, ha spiegato, ha modificato anche il suo approccio in palestra. Hrgovic ha raccontato di essere tornato ad allenarsi appena tre giorni dopo la vittoria su Itauma, con la consapevolezza che adesso tutti i pesi massimi vogliono il titolo che porta con sé. Durante l’intervista ha mostrato la cintura, lasciando intendere chiaramente che il traguardo raggiunto non rappresenta per lui un punto d’arrivo, ma uno stimolo a spingere ancora di più.
Moses Itauma può risalire, ma la testa sarà decisiva
Nel passaggio dedicato a Moses Itauma, Hrgovic ha ricordato le enormi aspettative che accompagnavano il giovane britannico prima della sfida mondiale IBF dei pesi massimi. Pur da vincitore, il croato ha speso parole di stima per il suo avversario, elogiandone velocità, qualità tecniche e intelligenza pugilistica.
Secondo Hrgovic, proprio per queste doti la sconfitta potrebbe trasformarsi in un passaggio utile per la crescita di Itauma, a condizione che riesca a trarne insegnamenti concreti. Il campione, però, non ha garantito una risalita semplice o immediata.
La sua valutazione è stata molto chiara: il vero nodo sarà psicologico. Recuperare fiducia e sicurezza nei propri mezzi, dopo una battuta d’arresto di questo livello, sarà l’aspetto determinante. Se Itauma riuscirà a farlo, Hrgovic si è detto convinto che questa sconfitta potrebbe restare l’ultima della sua carriera. Non è stato però indicato alcun nome per il suo prossimo avversario.
Un titolo costruito in vent’anni di lavoro
Hrgovic ha anche parlato del significato personale del titolo mondiale. Ha raccontato che gli sono servite diverse settimane per realizzare davvero di essere diventato campione dei pesi massimi, dopo circa due decenni di sacrifici e lavoro nel pugilato.
Al di là di ciò che accadrà nelle future difese o nei possibili incontri di unificazione, il croato considera quella conquista qualcosa di destinato a rimanere con lui. Più che un semplice risultato sportivo, l’ha descritta come una sensazione profonda, maturata nel tempo e difficile da assorbire nell’immediato.
Pronostico su Dubois-Wardley prima del match
Nella parte finale dell’intervista, Hrgovic è tornato a parlare di Dubois in relazione al confronto con Fabio Wardley. Il campione ha indicato Dubois come favorito, pur avvertendo che sarebbe stato sbagliato sottovalutare la potenza di Wardley, ricordando i problemi creati dal britannico nel loro primo incrocio.
Si tratta, anche in questo caso, di un giudizio espresso alla vigilia dell’incontro e separato dalla trattativa che Hrgovic spera di avviare per ottenere la rivincita che desidera.
Modifiche apportate: testo tradotto e completamente riorganizzato in italiano; frasi semplificate e rese più scorrevoli; aggiunti paragrafi di contesto su titolo IBF, pesi massimi, obiettivo unificazione e implicazioni per Itauma, senza introdurre fatti non presenti nel testo originale.




