Floyd Mayweather ha speso parole di grande apprezzamento per Donald Trump durante un comizio in Arizona, dopo che il presidente aveva elogiato pubblicamente l’aspetto del fuoriclasse imbattuto del pugilato.
Mayweather ha viaggiato a bordo dell’Air Force One fino a Bullhead City, in Arizona, per partecipare a un rally elettorale organizzato a sostegno dei candidati repubblicani in vista delle elezioni di midterm del 3 novembre. L’ex campione è l’ultimo nome di richiamo del mondo dello sport ad affiancare Trump nella campagna elettorale.
Trump presenta Mayweather tra gli applausi
Nel presentarlo al pubblico, Trump ha definito Mayweather «uno dei più grandi pugili della storia», sottolineando anche le sue qualità tecniche sul ring. Il presidente lo ha descritto come un «difensore incredibile», per poi scherzare sul suo aspetto fisico: «Ecco perché ha un aspetto così bello. Guardate questo ragazzo, sta benissimo. Chi crederebbe che sia un pugile? Ha un aspetto magnifico! Non ha nemmeno un segno!».
Le lodi sono state immediatamente ricambiate. Una volta salito sul palco, Mayweather ha dichiarato: «Non avremmo potuto scegliere un presidente migliore per due volte di Donald Trump».
Il discorso di Mayweather: America e sostegno a Trump
Nel suo intervento, Mayweather ha prima rivolto un messaggio patriottico alla folla: «L’America è il più grande Paese del mondo. Se morissi e tornassi indietro un milione di volte, sceglierei sempre l’America».
L’ex campione ha poi ricordato la sua partecipazione ai Giochi Olimpici del 1996, spiegando quanto per lui sia stato importante rappresentare gli Stati Uniti: «È stato fantastico rappresentare questo Paese ai Giochi Olimpici del 1996. Andare là fuori e rappresentare il rosso, il bianco e il blu».
Successivamente, Mayweather ha collegato questo messaggio al suo sostegno politico, aggiungendo: «Si tratta di mantenere forte questo Paese, restare uniti e credere gli uni negli altri. L’America è il più grande Paese del mondo. Grazie».
Un campione imbattuto tra sport, immagine e politica
Mayweather, descritto nel testo come 49enne e originario di Las Vegas, resta una delle figure più riconoscibili del pugilato mondiale. Trump ne ha esaltato soprattutto la tenuta fisica e l’immagine, collegandole direttamente al suo stile difensivo, da sempre uno dei tratti distintivi della sua carriera sul ring.
Il riferimento non è casuale: nella percezione pubblica, Mayweather è associato a una boxe di altissimo livello tecnico e a una carriera senza sconfitte. In questo contesto, la sua presenza a un evento politico rafforza il peso simbolico dell’apparizione, proprio perché arriva da uno dei nomi più noti e vincenti della disciplina.
Il legame tra Mayweather e Trump
Il rapporto tra i due non nasce oggi. Mayweather è da tempo un sostenitore esplicito di Trump e lo scorso anno lo aveva definito addirittura «il miglior presidente della storia degli Stati Uniti». Aveva partecipato anche al primo insediamento presidenziale di Trump, sostenendolo durante il suo primo mandato alla Casa Bianca.
Nel testo viene inoltre ricordato che Mayweather e Trump si sono trovati allineati su alcuni temi politici, compreso il Medio Oriente. Mayweather è indicato come un forte sostenitore di Israele e nel 2024 ha donato 1 milione di dollari alla United Hatzalah of Israel.
Già nel febbraio dello scorso anno, parlando a Fox Business, il pugile aveva espresso in modo netto la propria posizione: «Avevamo già Trump, non lo abbiamo apprezzato. Penso che Trump sia un grande presidente, anzi nei miei occhi è il miglior presidente che abbiamo mai avuto. Un grande uomo d’affari, ed è questo il punto».
In quella stessa occasione aveva aggiunto: «Trump ha fatto un lavoro straordinario e molte persone in America sono arrabbiate. Ma a prescindere da chi entri alla Casa Bianca, siamo sempre arrabbiati. E penso che Trump sia l’uomo giusto per questo lavoro, nei miei occhi è il miglior presidente».
Arizona, affari e presenza pubblica
La presenza di Mayweather in Arizona non è legata soltanto al comizio: il testo sottolinea anche i suoi forti legami economici con lo Stato. Questo elemento aggiunge contesto alla sua partecipazione a Bullhead City e spiega perché la sua apparizione abbia avuto un significato che va oltre la semplice passerella politica.
Le altre stelle dello sport nella campagna di Trump
Mayweather è soltanto l’ultimo personaggio sportivo ad affiancare Trump negli eventi elettorali più recenti. Tra i nomi citati figurano Dennis Rodman, Mike Tyson, Jake Paul, Roger Clemens e Jon Gruden, tutti comparsi a rally organizzati a sostegno del presidente.
Anche Tyson, altra icona del pugilato, la scorsa settimana ha viaggiato sull’aereo presidenziale con Trump nel tragitto dalla Casa Bianca a Syracuse, nello Stato di New York. Durante il suo discorso, Trump lo ha notato tra il pubblico e lo ha invitato sul palco: «Penso che dobbiamo chiamarlo qui, Mike Tyson, vuoi salire?».
Tyson, una volta davanti alla folla, ha ringraziato brevemente il presidente dicendo: «Grazie, grazie mille. Sono solo felice di essere qui con il mio presidente, il presidente Trump. Non ci sarebbe alcun modo al mondo in cui sarei qui se non fosse per un presidente come Donald Trump».
Cosa significa questa apparizione
Dal punto di vista mediatico, la partecipazione di Mayweather conferma quanto il pugilato continui a offrire volti di enorme richiamo anche fuori dal ring. In questa fase della campagna, Trump sta chiaramente puntando sulla visibilità garantita da grandi ex campioni e celebrità sportive per rafforzare i suoi eventi pubblici.
Per Mayweather, invece, si tratta dell’ennesima presa di posizione pubblica a favore di Trump, in linea con un orientamento già manifestato più volte negli ultimi anni. Non ci sono annunci legati ad attività pugilistiche imminenti, ma l’episodio consolida ulteriormente la sua immagine di figura influente non solo nello sport, bensì anche nel dibattito pubblico e politico statunitense.
Trump, inoltre, è stato affiancato anche da Rodman a Durant, in Oklahoma, da Gruden e da Jake Paul a Youngstown, in Ohio. In Texas, a San Antonio, ha invece annunciato l’intenzione di conferire la Presidential Medal of Freedom alla leggenda della MLB Roger Clemens durante un altro rally.
Modifiche apportate: traduzione completa e riscrittura in italiano naturale; riorganizzazione della struttura in paragrafi e sottotitoli; eliminazione di ripetizioni; ampliamento del contesto su ruolo pubblico di Mayweather, legame con Trump e presenza di altre figure sportive, senza aggiungere fatti non presenti nel testo originale.




