Floyd Schofield batte Lucas Bahdi e si laurea nuovo campione WBA dei pesi leggeri al termine di dodici riprese intense alla Wintrust Arena di Chicago. L’americano ha vinto ai punti con decisione unanime, restando imbattuto e portando il proprio record a 20-0, mentre per Bahdi è arrivata la prima sconfitta da professionista. I cartellini dei giudici hanno premiato Schofield con i punteggi di 116-110, 119-108 e 115-111.
Per il 24enne conosciuto come “Kid Austin”, il successo vale molto più di una semplice vittoria: significa conquistare il vacante titolo WBA dei leggeri, una cintura inseguita fin dall’infanzia, e aprire una nuova fase della carriera in una delle categorie più competitive del pugilato mondiale.
"Onestamente, sembra un sogno", ha dichiarato Schofield dopo il match. "È per questo che lavoro da quando avevo 2 anni".
Schofield più rapido, Bahdi più pesante nei colpi
Il contrasto tecnico tra i due imbattuti si è visto fin dalle prime battute. Schofield ha fatto valere maggiore velocità di mani, atletismo e mobilità sul ring. Bahdi, invece, ha cercato costantemente l’impatto con i colpi più pesanti, provando a sorprendere l’avversario nelle fasi di avanzamento.
In un primo momento Schofield avrebbe voluto combattere in modo più diretto. "Volevo boxare, ma poi ho pensato: sai cosa? Voglio picchiarlo", ha raccontato. "Poi però mi ha colpito con un pugno e ho pensato: sì, ha potenza. Meglio restare sul piede arretrato".
Proprio questo adattamento tattico ha cambiato l’inerzia del confronto. Seguendo le indicazioni del padre e allenatore Floyd Schofield Sr., il nuovo campione ha usato meglio il ring, ha cambiato direzione con continuità e in più occasioni è passato alla guardia mancina per togliere riferimenti a Bahdi.
Il knockdown del terzo round e la reazione di Bahdi
Schofield ha ottenuto il primo knockdown ufficiale del match nel terzo round, dopo aver colpito duramente Bahdi e averlo spinto all’indietro fino alle corde. Il fatto che le corde lo abbiano tenuto in piedi ha convinto l’arbitro ad avviare il conteggio.
La risposta di Bahdi, però, ha confermato quanto fosse rischioso accettare uno scambio prolungato. Il canadese ha messo a segno un pesante sinistro che ha fatto cedere le gambe di Schofield e in seguito lo ha nuovamente ferito vicino alle corde. Nel finale della nona ripresa, inoltre, un destro è sembrato costringere Schofield a toccare il tappeto con il ginocchio mentre era in clinch, ma l’arbitro non ha assegnato il knockdown.
Schofield ha ammesso che l’istinto iniziale era quello di rispondere subito colpo su colpo. "Se non fosse stato per mio padre, avrei cercato immediatamente di restituirgliela perché mi sentivo un po’ imbarazzato", ha spiegato. "Ma mio padre mi diceva di prendere un round alla volta. Non valeva la pena rischiare di essere colpito ancora".
La pazienza premia Schofield
Quella pazienza si è rivelata decisiva. Invece di restare fermo a scambiare, Schofield ha continuato a girare largo, costringendo Bahdi a resettare ogni volta l’azione, e ha accumulato punti grazie a rapidità, frequenza e controllo del ritmo.
Bahdi ha ottenuto un knockdown ufficiale soltanto nell’undicesima ripresa, quando un altro destro ha mandato al tappeto Schofield. L’americano si è rialzato immediatamente e ha chiuso il combattimento senza ulteriori problemi. Quel conteggio ha di fatto annullato il vantaggio di un punto costruito da Schofield con il knockdown del terzo round, ma non è bastato a cambiare l’esito della sfida.
"Aveva piedi rapidi", ha riconosciuto Bahdi nel dopogara. "Ogni volta che provavo a fermarmi e tirare, lui non c’era più".
Lo sfidante ha anche sostenuto che il match sia stato più equilibrato di quanto dica il cartellino più largo, sottolineando di essere stato l’aggressore per tutta la serata. Allo stesso tempo, non ha cercato alibi: "Ho fatto un grande camp. Non ho scuse. È un grande pugile, un ragazzo giovane".
Il valore del titolo WBA nei pesi leggeri
La vittoria assume un peso particolare anche per il contesto della categoria. I 135 libbre, ovvero i pesi leggeri, rappresentano da tempo una divisione ricca di talento e profondità. Per Schofield, conquistare la cintura WBA significa passare dallo status di prospetto imbattuto a quello di campione del mondo, con una posizione completamente diversa negli equilibri della categoria.
Oscar De La Hoya, presidente di Golden Boy Promotions, ha definito Schofield il 41° campione del mondo della compagnia e ha subito aperto alla possibilità di futuri incontri di unificazione. "Siamo entusiasti di unificare i titoli mondiali con chiunque", ha detto.
Padre e figlio, una vittoria dal significato speciale
Il successo ha avuto anche una dimensione personale molto forte per Floyd Schofield Sr., figura centrale nello sviluppo del figlio. Alla domanda su che voto dare alla prestazione del nuovo campione del mondo, il padre non si è lasciato trascinare dall’entusiasmo e gli ha assegnato un B.
"Si è attenuto al piano di combattimento", ha spiegato Schofield Sr. "So che quel ragazzo voleva uscire e fare guerra, ma perché rischiare contro uno come Lucas?"
Dopo il verdetto, padre e figlio hanno ricordato gli anni difficili trascorsi senza una casa stabile, spostandosi da una palestra all’altra nel tentativo di tenere viva la carriera pugilistica di Schofield. Con la cintura mondiale finalmente in mano, l’emozione di Schofield Sr. è stata evidente.
"Andrò in camera a piangere", ha detto. "Dico la verità. Mi sto trattenendo. Ma ce l’abbiamo fatta, amico. È stato duro".
Poi ha aggiunto la frase che forse meglio riassume il significato di questa serata: "Ho fatto il mio dovere di padre".
Cosa cambia adesso per Schofield
La vittoria di Chicago cambia immediatamente la collocazione di Schofield nella divisione dei leggeri. Fino a sabato era un imbattuto in ascesa; da oggi è un campione del mondo WBA. È un passaggio che aumenta aspettative, responsabilità e inevitabilmente anche il livello dei possibili avversari.
Schofield, tuttavia, non ha voluto sbilanciarsi sul prossimo incontro direttamente sul ring. Interpellato sulle altre cinture disponibili a 135 libbre, ha rimandato ogni decisione al padre e a De La Hoya, spiegando che nel breve periodo i suoi pensieri sono rivolti alla famiglia, alle festività e anche a un po’ di cibo di Chicago.
Per i grandi match ci sarà tempo. Intanto, la notte della Wintrust Arena resta quella in cui Floyd Schofield è entrato da contender imbattuto ed è uscito da campione del mondo.




