Floyd Schofield è il nuovo campione WBA dei pesi leggeri dopo aver battuto Lucas Bahdi ai punti sulla distanza delle 12 riprese nel main event andato in scena alla Wintrust Arena di Chicago. Nel weekend, Schofield ha conquistato la cintura vacante imponendosi con verdetto unanime e portando il proprio record a 20 vittorie in altrettanti incontri, con 13 successi prima del limite. Per Bahdi, invece, è arrivata la prima sconfitta da professionista: ora è 20-1 con 15 KO.
I cartellini ufficiali hanno assegnato il match a Schofield con questi punteggi: 115-111, 116-110 e 119-108. Pur essendo stato generalmente riconosciuto come il meritato vincitore, il 119-108 ha attirato molte critiche perché ritenuto eccessivamente largo rispetto all’andamento reale di un confronto giudicato molto più competitivo.
Un match combattuto con atterramenti da entrambe le parti
Il combattimento è stato segnato da momenti chiave su entrambi i fronti. Bahdi ha ricevuto un conteggio nel terzo round, quando le corde lo hanno sorretto evitando una caduta netta. Schofield, invece, è finito al tappeto nell’undicesima ripresa, ma l’episodio ha lasciato dubbi: Bahdi gli aveva pestato il piede e la chiamata potrebbe essere stata errata. In parte, quella decisione è sembrata compensare un’altra situazione controversa avvenuta nel nono round, quando il ginocchio dell’americano pareva aver toccato il tappeto senza che venisse assegnato un knockdown.
Il risultato conferma comunque il valore della prova di Schofield, capace di gestire il match e di conquistare un titolo mondiale in una delle categorie più profonde e seguite del pugilato, quella dei pesi leggeri. La cintura in palio era quella WBA vacante, un passaggio importante in una divisione da sempre molto competitiva e ricca di nomi di alto livello.
Bahdi: “Era veloce, ma la sua potenza non era niente di speciale”
Dopo il match, parlando a Fight Hub TV, Lucas Bahdi ha spiegato di non essere riuscito a esprimere al meglio il proprio lavoro perché Schofield ha scelto di non concedergli un bersaglio fermo.
“È stato un buon incontro. Non smetteva di muoversi. Cercavo di tagliargli la strada. Sono stato io l’aggressore per tutta la serata, ma lui era sempre in movimento.”
Nonostante la delusione per il risultato, il 32enne ha speso parole di grande rispetto per “Kid Austin”, sottolineandone rapidità, tenuta mentale e capacità di risposta sotto pressione, pur ridimensionandone l’impatto dei colpi.
“Era veloce. La sua potenza era okay. Niente di speciale, ma è un grande pugile. È un guerriero. Ogni volta che lo colpivo bene, tornava subito a tirare. L’ho fatto male un paio di volte. Anche lui mi ha preso con buoni colpi, ma per lo più ero fuori equilibrio quando mi colpiva. Erano più che altro raffiche di colpi, giusto?”
Le polemiche sui knockdown e il fair play di Bahdi
Bahdi ha anche ribadito di ritenere che in alcuni momenti Schofield sarebbe dovuto finire conteggiato, ma ha evitato di cercare alibi dopo il verdetto.
“Sì, ho pensato un paio di volte di averlo mandato al tappeto. Non l’hanno chiamato knockdown. Ma ehi, nessuna scusa. Nessuna scusa. Ho fatto un grande camp, tutto è andato bene, e stanotte lui è stato l’uomo migliore.”
Le sue parole fotografano bene il tipo di incontro visto a Chicago: un duello acceso, con episodi discussi, ma anche con il riconoscimento finale della superiorità complessiva di Schofield, che ha saputo fare valere ritmo, mobilità e continuità nell’arco delle 12 riprese.
Cosa cambia adesso per Schofield e Bahdi
Per Bahdi l’obiettivo sarà reagire subito e rilanciarsi dopo una sconfitta maturata comunque contro un avversario imbattuto e ora campione del mondo. Per Schofield, invece, la vittoria rappresenta un salto di carriera decisivo: oltre al titolo WBA dei leggeri, il nuovo campione ha già indicato la direzione che vuole seguire nel prossimo futuro, quella delle riunificazioni.
Tra gli incroci più interessanti per i tifosi c’è quello con il compagno di scuderia e campione WBC William Zepeda, sfida che accenderebbe immediatamente l’interesse nella categoria. Dopo il successo su Bahdi, Schofield esce da Chicago con una cintura mondiale, un record immacolato e obiettivi ormai dichiarati ai vertici della divisione.
Modifiche apportate: ho tradotto integralmente il testo in italiano, riorganizzato la struttura in paragrafi più chiari, aggiunto contesto su titolo WBA e categoria dei pesi leggeri, separato i temi principali in sottotitoli e reso più fluido il racconto mantenendo invariati fatti, numeri e citazioni.




