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Floyd Schofield vuole il match con Shakur per zittire i dubbi

Schofield torna a chiedere Shakur Stevenson, ma prima sfiderà Lucas Bahdi il 10 ottobre a Chicago per il titolo WBA vacante dei pesi leggeri.

Redazione··3 min di lettura
Floyd Schofield Seeks Shakur Fight To Answer Doubters

Floyd Schofield vuole il match con Shakur e ha spiegato con chiarezza quale sarebbe il suo piano tattico: colpire braccia e spalle quando i colpi puliti al volto non sono disponibili, costringendo l’avversario a pagare anche in fase difensiva. L’idea è logorare la guardia di Shakur Stevenson fino ad aprire varchi utili nel corso del combattimento.

C’è un motivo preciso dietro questa insistenza. Il loro incontro, previsto e poi cancellato nel febbraio 2025, ha lasciato Schofield esposto alle accuse di chi ha pensato volesse evitare il confronto. Per una parte dei tifosi, i dubbi restano ancora oggi, e un semplice nuovo guanto di sfida non basta a chiudere la questione. Salire davvero sul ring con Shakur sarebbe, per Schofield, l’unico modo per rispondere ai detrattori.

Prima di quel match mancato, Schofield era stato indicato come malato e ricoverato in ospedale. Questo, però, non prova affatto che avesse simulato un malessere per sottrarsi alla sfida con Stevenson. Il tema, proprio per questo, continua ad accompagnare il suo nome ogni volta che si torna a parlare di quell’incrocio mai avvenuto.

“È lui quello che voglio prima di finire la mia carriera”, ha dichiarato Schofield a Fight Hub TV parlando di Shakur. “Tiro per rompere le ossa. Non sto nemmeno mentendo: in sparring mi allenavo come per rompere le spalle. Colpivo le spalle, colpivo gli avambracci. Colpivo ovunque potevo. Non mi interessa”.

Il ragionamento è lineare: se Shakur rende difficile trovare il bersaglio alla testa, allora Schofield vuole fare in modo che anche parare i colpi abbia un costo. Un lavoro costante su braccia e spalle, nelle sue intenzioni, potrebbe rendere più difficile mantenere alta la guardia e replicare con efficacia man mano che i round avanzano.

Tradurre questo piano in pratica, però, contro un pugile tecnico come Stevenson richiederebbe molto più della sola aggressività. Schofield dovrebbe chiudergli le vie d’uscita, restare equilibrato mentre attacca ed evitare di passare intere riprese a colpire soltanto la guardia, esponendosi nel frattempo ai contrattacchi puliti. Lo stesso Schofield riconosce inoltre che contro un avversario del genere serve più di una soluzione tattica, perché la sola pressione potrebbe non bastare.

Prima c’è Lucas Bahdi

Prima di pensare a Shakur, Schofield ha però un passaggio immediato e delicato davanti a sé. Il suo prossimo incontro è fissato per il 10 ottobre a Chicago contro Lucas Bahdi, in palio c’è il titolo WBA dei pesi leggeri vacante. Si tratta di un’occasione importante per avanzare subito nelle sue ambizioni da campione in una delle categorie più profonde e seguite del pugilato.

La sfida si inserisce infatti nel contesto dei pesi leggeri, divisione tradizionalmente ricca di nomi di primo piano e con grande rilevanza nelle classifiche mondiali. Per Schofield, il titolo vacante WBA rappresenta una possibilità concreta di fare un salto di status e presentarsi ai grandi incroci con un peso diverso sul piano del ranking e della credibilità.

Schofield ha riconosciuto in Bahdi un avversario paziente e dotato di potenza da knockout. Allo stesso tempo, ha fatto capire di voler cercare lui stesso un successo prima del limite. È un’ambizione comprensibile, ma che porta con sé un rischio evidente: forzare troppo la chiusura del match potrebbe creare proprio gli spazi di cui Bahdi ha bisogno per colpire.

Cosa cambierebbe una vittoria

Un successo su Bahdi rafforzerebbe la posizione di Schofield nella corsa agli incontri più importanti della categoria. Vincere un titolo e farlo in un appuntamento di questo peso gli darebbe una base più solida per inseguire poi sfide di profilo ancora più alto.

Resta però un punto centrale: i dubbi legati a Shakur non si cancelleranno davvero finché quel combattimento non verrà finalmente disputato. Battere Bahdi migliorerebbe il suo status, ma per chiudere definitivamente il discorso con Stevenson servirà soltanto una cosa: che il match si faccia davvero.

Modifiche apportate: ho tradotto e riscritto il testo in italiano giornalistico naturale, riorganizzando la struttura in paragrafi più chiari; ho ampliato il contesto su categoria di peso, titolo WBA vacante e implicazioni per la carriera; ho eliminato ripetizioni e reso più fluida la lettura, mantenendo invariati fatti, date, nomi e dichiarazioni.

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