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Foster mette in dubbio l’interesse di Navarrete per la sfida

Foster contesta la versione di Navarrete sulle trattative. Il 24 ottobre, al Frost Bank Center, i due campioni mettono in palio tre titoli.

Redazione··5 min di lettura
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Foster mette in dubbio che Emanuel Navarrete volesse affrontarlo già in passato: il campione WBC sostiene di aver inseguito questa sfida per quasi tre anni. Lo ha dichiarato alla conferenza stampa conclusiva di giovedì a San Antonio, alla vigilia della riunificazione del 24 ottobre.

Foster respinge le accuse di pressione

In un’intervista del 20 ottobre con Manouk Akopyan di The Ring, Foster ha spiegato di vedere diverse strade per vincere, sia per KO sia ai punti. Per mettere in pratica il suo piano, ha detto, saranno fondamentali continuità d’azione e concentrazione.

La boxe è la dolce scienza. Se guardate uno qualsiasi dei miei incontri, vedrete che non scappo da nessuno.

Foster ritiene che Navarrete abbia spesso tratto vantaggio dalla propria stazza contro avversari precedenti e che contro di lui dovrà misurarsi con una velocità e una potenza diverse. Si tratta della valutazione del pugile americano, non di un accertamento ufficiale su eventuali irregolarità legate al peso.

Foster ha seguito da bordo ring l’incontro di Navarrete con Eduardo Nunez. A suo giudizio, il messicano è apparso più brillante, ma Nunez ha opposto una resistenza insufficiente per chiarire ogni dubbio. La fiducia del campione WBC poggia anche sulle vittorie contro Stephen Fulton e Raymond Ford. Pur apprezzando il crescente sostegno degli osservatori, Foster ha ricordato che i pronostici favorevoli non gli risparmieranno il compito di dimostrare il proprio valore sul ring.

Il pugile americano ha riconosciuto la pericolosità dei colpi lunghi e poco convenzionali di Navarrete, aggiungendo però che la propria capacità di gestire la distanza lo ha già abituato a quel tipo di sfida. Ha inoltre riconosciuto che il messicano è riuscito a valorizzare una struttura fisica fuori dagli schemi. I suoi dubbi riguardano come i vantaggi di Navarrete si tradurranno contro di lui, non la capacità del rivale di mantenere un ritmo elevato.

Foster contesta la ricostruzione delle trattative

Secondo Foster, le sue richieste per affrontare Navarrete avrebbero incontrato più volte rifiuti o risposte secondo cui l’altra parte non era ancora pronta. È la versione del campione WBC sulle trattative, ma non dimostra che Navarrete abbia evitato un accordo già firmato. Foster ha collegato i suoi recenti progressi anche al recupero della salute nel 2025.

Credo che il mio stile sia un po’ più difficile. Ma, come ho detto, adesso siamo qui.

Navarrete, intervenuto con l’aiuto di un interprete, non ha garantito un KO. Ha definito Foster un avversario complicato, ma ha detto di volere scambi e azione, senza ridurre l’incontro a una serata di soli jab. Ha anche sostenuto che alcuni suoi precedenti avversari avessero caratteristiche simili a quelle dell’americano, pur precisando che nessuno era identico. Le previsioni dei due pugili restano valutazioni personali e non anticipano l’esito dell’incontro.

Il piano di preparazione di Navarrete

Navarrete aveva già illustrato il metodo pensato per limitare la mobilità di Foster. Nel resoconto del camp pubblicato in inglese da Top Rank il 1° ottobre, ha descritto un lavoro basato sulla pressione e sui colpi al corpo, con l’obiettivo di rendere l’americano più raggiungibile nelle fasi successive. Considera i movimenti di Foster un problema affrontabile con la preparazione, non un motivo per rinunciare alla sfida.

In quel periodo, la sua routine prevedeva cardio al mattino, due o tre ore di boxe nel pomeriggio e un altro passaggio in palestra la sera per il lavoro di forza e condizionamento. Navarrete ha riferito di allenarsi sei giorni alla settimana, lasciando la domenica al riposo. Il camp durava allora da quasi due mesi: il dato descrive la situazione al 1° ottobre e non costituisce una stima aggiornata della durata complessiva.

Il messicano ha raccontato che il carico aggiuntivo riduceva il tempo di recupero e aumentava l’usura, ma lo faceva sentire più forte e solido. È la sua impressione personale, non una misurazione indipendente della condizione atletica.

Sono convinto che non abbia affrontato un pugile come me, e penso che questo possa aiutarmi.

La preparazione si inseriva nel percorso di Navarrete dopo il tentativo non riuscito di conquistare un titolo nei pesi leggeri contro Denys Berinchyk e il successivo ritorno nei superpiuma.

Perché Foster ha scelto Navarrete

La disputa sui tempi delle trattative ha anche un’altra premessa. Alla presentazione dell’incontro del 2 settembre, Foster aveva raccontato di aver puntato inizialmente a Shakur Stevenson, ma di non voler lasciare che quell’obiettivo bloccasse la sua carriera. Si era detto pronto ad accettare la successiva grande opportunità, indicando Navarrete come l’avversario su cui concentrare l’attenzione. Anche queste parole chiariscono le priorità di Foster, ma non verificano le ragioni per cui le trattative si sono prolungate.

Navarrete aveva invece ricondotto le difficoltà precedenti, almeno in parte, a problemi fisici e non a una rinuncia alla propria aggressività. Nella dichiarazione in inglese diffusa dai promotori ha parlato del recupero da alcuni infortuni, senza indicare una nuova diagnosi né stabilire che ogni problema successivo fosse ormai scomparso.

Fisicamente sono recuperato. Grazie a Dio abbiamo superato alcuni infortuni. Ora non ci sono scuse.

Il presidente di Top Rank Todd duBoef ha definito l’incontro equilibrato, mettendo a confronto l’attacco imprevedibile di Navarrete e la capacità di Foster di leggere e contrattaccare. È una valutazione che bilancia la sicurezza espressa dai pugili, non una garanzia sul punteggio finale.

Titoli in palio e scenario della sfida

L’incontro è in programma al Frost Bank Center, con la trasmissione principale su DAZN prevista dalle 20:00, ora della costa orientale degli Stati Uniti. Sul ring saranno in palio i titoli WBO e IBF di Navarrete e la cintura WBC di Foster: tre titoli di importanti organismi sanzionatori, ma non un titolo indiscusso con tutte e quattro le cinture principali. Il titolo Ring vacante è distinto da quelli delle federazioni.

La riunificazione mette quindi a confronto i campioni di una stessa categoria e offre a entrambi l’occasione di aggiungere le cinture dei rivali alla propria collezione. L’esito avrà un peso immediato sul loro percorso nei superpiuma; il testo non indica invece date, avversari o decisioni federali successive già confermate.

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