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Fury Joshua vicino al collasso: Dana White attacca Eddie Hearn

Dana White attacca Eddie Hearn: la trattativa Fury Joshua è al limite, con Wembley e New York al centro dello scontro.

Redazione··3 min di lettura
Dana White goes off on Eddie Hearn as Fury-Joshua talks near collapse

Il negoziato per Fury Joshua, la sfida tra Tyson Fury e Anthony Joshua che il pubblico britannico attende da anni, sarebbe ormai arrivato a un punto critico. A confermarlo, con toni durissimi, è stato Dana White, sempre più coinvolto nelle discussioni per organizzare il super match dei pesi massimi e sempre più distante dalla linea di Eddie Hearn, promoter di Joshua e volto di Matchroom Boxing.

Secondo quanto emerso nelle ultime settimane, il nodo principale resta la sede dell'evento. Hearn e il team di Joshua spingono per Wembley Stadium, scenario simbolico per una resa dei conti tutta britannica davanti a decine di migliaia di tifosi. Dall'altra parte, l'entourage di Fury avrebbe mostrato maggiore interesse per Madison Square Garden, a New York, opzione ritenuta più appetibile sul piano commerciale e televisivo.

La frattura, però, non riguarda soltanto la geografia del combattimento. White, amministratore delegato dell'UFC e figura centrale nel progetto Zuffa Boxing, ha accusato Hearn di aver complicato la trattativa invece di facilitarla. Parlando in un incontro con i media ripreso da iFL TV, il dirigente americano non ha usato mezzi termini.

«So che vuole pensare di essere lui il promoter», ha dichiarato White. «Non ho mai visto una persona che dovrebbe promuovere un evento danneggiare un combattimento più di quanto abbia fatto lui. Al momento non c'è nessun incontro».

La tensione è salita ulteriormente quando a White è stato chiesto se fosse vicino ad abbandonare il tavolo delle trattative. La risposta è stata netta: «Sì, siamo letteralmente a quel punto. Ormai è ridicolo. Se si fa nel Regno Unito, ci sono molti meno soldi in ballo. Il mio lavoro è entrare nella trattativa, capire come far guadagnare entrambi i pugili e anche tutte le altre parti coinvolte».

White ha poi lanciato un messaggio diretto a Hearn: «Se a Eddie non piace come sta andando questa cosa, allora strappi il contratto e organizzi lui il combattimento. Che questo match si faccia o no, la mia vita va avanti e starò benissimo comunque».

Parole che fotografano un momento delicatissimo per uno degli incontri più discussi dell'era moderna dei pesi massimi. Fury e Joshua rappresentano da tempo due poli opposti del pugilato britannico: il primo, ex campione mondiale e personaggio imprevedibile dentro e fuori dal ring; il secondo, medaglia d'oro olimpica e due volte campione del mondo, ancora alla ricerca della notte capace di ridefinire la sua eredità sportiva.

Un eventuale Fury-Joshua avrebbe un valore enorme non soltanto dal punto di vista tecnico, ma anche economico. Il mercato britannico garantirebbe un'atmosfera irripetibile, soprattutto a Wembley, ma gli Stati Uniti potrebbero offrire una cornice internazionale diversa e potenzialmente più ricca sul fronte dei diritti e degli sponsor. Proprio questa divergenza sembra aver trasformato un sogno sportivo in una battaglia politica e finanziaria.

Il rischio, adesso, è che il match scivoli ancora una volta nel lungo elenco delle grandi sfide annunciate e mai realizzate. Le parti continuano a parlarsi, ma le dichiarazioni di White indicano che il margine si è assottigliato. Per i tifosi, resta la sensazione di un'occasione che potrebbe sfumare proprio quando sembrava più vicina.

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