George Foreman rifiutò l’unica condizione posta da Muhammad Ali per concedergli la rivincita del celebre “Rumble in the Jungle”, uno dei match più iconici della storia dei pesi massimi. A raccontarlo è stato lo stesso Foreman, che anni dopo ha ricordato come il secondo capitolo della loro rivalità sia sfumato per una richiesta precisa avanzata da Ali.
Foreman e Ali si affrontarono nell’ottobre del 1974 a Kinshasa, in un incontro entrato per sempre nella leggenda del pugilato. “Big George” arrivava a quell’appuntamento da campione del mondo dei pesi massimi e da grande favorito, con molti tifosi e osservatori convinti che avrebbe liquidato Ali prima del limite.
Il verdetto, però, fu molto diverso dalle attese. Ali resistette alla pressione iniziale del campione, gestì i momenti più difficili e poi fermò il connazionale all’ottava ripresa, conquistando il titolo mondiale dei massimi e infliggendo a Foreman la prima sconfitta della sua carriera.
La condizione posta da Ali
In un’intervista pubblicata su YouTube, Foreman ha spiegato che Ali si disse disponibile a una rivincita solo a una condizione: il ritorno di Dick Sadler nel suo angolo. Una richiesta che l’ex campione non volle accettare.
“Mi chiamò una volta e parlammo al telefono di fare un match. Io farò il match, ma devi assumere Dick Sadler. Io dissi: non lavorerò mai più con Sadler”.
Foreman ha poi aggiunto il seguito della conversazione: “[Ali disse a Foreman] Questo è un tuo problema, non lavori mai con nessuno, per questo non combatterai mai più per il titolo, e mi riattaccò in faccia. Siamo andati così vicini a un incontro di boxe, ma tutto ruotava attorno al riprendere Dick Sadler. Una volta è abbastanza”.
Perché quella rivincita contava tanto
Il primo incontro tra Ali e Foreman aveva un peso enorme non solo per il titolo mondiale dei pesi massimi, ma anche per il valore storico assunto nel tempo. Il “Rumble in the Jungle” resta infatti uno dei riferimenti assoluti della boxe mondiale, sia per il contesto sia per il risultato clamoroso maturato sul ring di Kinshasa.
Per Foreman, una rivincita avrebbe rappresentato l’occasione di cancellare la prima battuta d’arresto da professionista e di misurarsi di nuovo con l’uomo che gli aveva tolto cintura e imbattibilità. Per Ali, invece, sarebbe stato il seguito naturale di una delle vittorie più celebri della sua carriera.
Il rematch non si fece mai
Alla fine, il secondo incontro tra Muhammad Ali e George Foreman non si concretizzò mai prima della conclusione delle rispettive carriere. La rivincita rimase così una delle grandi occasioni mancate nella storia dei pesi massimi.
Nonostante questo, i due leggendari americani negli anni successivi divennero amici molto stretti. Un rapporto costruito nel tempo e proseguito fino alla morte di “The Greatest” nel 2016.
Modifiche apportate: testo tradotto e riscritto in italiano giornalistico, struttura riorganizzata in paragrafi più chiari, aggiunti contesto storico e rilievo sportivo del match, eliminate ripetizioni e passaggi confusi mantenendo invariati fatti, citazioni e significato.




