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George Kambosos chiude alla sfida con Manny Pacquiao

George Kambosos esclude un match con Manny Pacquiao e guarda invece a Gervonta Davis, ritenuta una scelta più logica sul piano sportivo e personale.

Redazione··3 min di lettura
George Kambosos Rules Out Manny Pacquiao Fight

George Kambosos chiude alla sfida con Manny Pacquiao

George Kambosos ha escluso con decisione qualsiasi possibilità di affrontare Manny Pacquiao nella riunione del 11 dicembre che dovrebbe includere anche Anthony Joshua e Tyson Fury. L’australiano ha fatto sapere in modo netto che non esiste alcuna cifra capace di convincerlo a salire sul ring contro quello che considera un mentore di lunga data.

In questo momento Kambosos guarda piuttosto a un possibile incrocio con Gervonta Davis, dopo uno scambio di messaggi avvenuto su X. Per lui sarebbe una strada in grado di offrire un ritorno economico importante senza intaccare il rapporto di lealtà con Pacquiao, figura che ha avuto un ruolo rilevante nella sua crescita professionale.

Per spegnere le speculazioni dei tifosi, Kambosos è stato molto diretto sui social: “Shut ya mouth! Id never fight Manny, ever, ever, ever no matter how much they offered me. He did so much for me in my career and gave me the best experience for my own career over the 3 world championship campaigns I did alongside him. Manny not just a legend but an all time great imo.”

Le sue parole sembrano chiudere soprattutto il dibattito nato online, più che respingere una trattativa concreta. Al momento, infatti, non sono stati riportati negoziati formali e la presenza stessa di Pacquiao nel cartellone del 11 dicembre resta ancora incerta.

Il contesto aiuta a capire la posizione dell’ex campione australiano. Un eventuale match con Davis lo porterebbe verso un appuntamento di alto profilo contro un campione di primo piano ancora pienamente attivo. Anche se i contatti sui social non equivalgono a un accordo firmato, questa opzione appare più logica dal punto di vista sportivo e mediatico, oltre a permettergli di non incrinare il legame con Pacquiao.

Affrontare Pacquiao, invece, presenterebbe diversi aspetti delicati. Battere un’icona di 47 anni gli garantirebbe probabilmente visibilità e una buona borsa, ma non sarebbe sufficiente per mettere a tacere chi dubita della sua capacità di imporsi contro avversari di alto livello ancora nel pieno della carriera. Il valore simbolico dell’impresa rischierebbe quindi di essere limitato.

Allo stesso tempo, una sconfitta contro un pugile vicino ai 50 anni avrebbe conseguenze pesanti. Un risultato del genere potrebbe danneggiare rapidamente l’attrattiva di Kambosos, consegnando a Pacquiao il prestigio del successo e lasciando l’australiano in una posizione molto più complicata per il futuro immediato.

Davis rappresenta certamente un pericolo concreto, soprattutto per la sua potenza e per il suo status ai vertici del pugilato mondiale. Tuttavia, perdere contro un puncher di quel livello porterebbe con sé uno stigma molto minore. Al contrario, un’eventuale impresa contro di lui rilancerebbe Kambosos ai piani alti del movimento.

In definitiva, Kambosos ha indicato la lealtà verso Pacquiao come motivo principale del suo rifiuto, senza lasciare margini ai promotori. Con l’alternativa Davis sullo sfondo, il cambio di priorità appare coerente sul piano personale, economico e competitivo.

Modifiche apportate: traduzione completa in italiano, riorganizzazione della struttura per migliorare fluidità e leggibilità, eliminazione di ripetizioni, ampliamento del contesto sportivo e chiarimento delle possibili implicazioni per il futuro di Kambosos senza aggiungere fatti non presenti nel testo originale.

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