Heather Hardy fa causa a Most Valuable Promotions e chiede un risarcimento superiore ai 10 milioni di dollari. L’ex campionessa WBO dei pesi piuma ha avviato un’azione legale contro la società di Jake Paul, sostenendo di aver subito gravi conseguenze fisiche dopo il suo ultimo incontro da professionista.
Secondo quanto riportato negli atti depositati il 23 settembre presso il tribunale distrettuale federale del Northern District of Texas, Hardy accusa Most Valuable Promotions di negligenza e di presunte violazioni del Muhammad Ali Boxing Reform Act. Al centro della vicenda c’è il match del 5 agosto 2023 a Dallas, perso ai punti contro Amanda Serrano, che ha segnato la fine della carriera della pugile di Brooklyn.
Hardy, oggi 44enne, afferma di aver riportato una “lesione cerebrale permanente” in seguito a quel combattimento. Nella causa si sostiene inoltre che i convenuti avrebbero ignorato possibili segnali di allarme pur di portare avanti un incontro considerato economicamente molto remunerativo.
Un altro punto chiave dell’azione legale riguarda l’organizzazione dell’evento: secondo Hardy, MVP si sarebbe schermata dietro Holden Boxing nella promozione ufficialmente autorizzata della riunione, con l’obiettivo di limitare eventuali responsabilità legali.
Alla denuncia ha risposto la stessa Most Valuable Promotions con una dichiarazione rilasciata a ESPN. La società ha espresso rispetto per Heather Hardy, manifestando vicinanza per le sue condizioni e augurandole di ricevere l’assistenza necessaria.
Nella nota, MVP ha sottolineato che la partecipazione di Hardy alla card del 5 agosto 2023 era stata organizzata tramite il suo promoter Lou DiBella, che aveva negoziato l’incontro. La società ha inoltre ricordato che la pugile era stata giudicata idonea a combattere dalla commissione atletica competente e che il match si era svolto sotto l’autorità e la supervisione dell’organo regolatore, nel rispetto dei protocolli medici e di sicurezza previsti.
Most Valuable Promotions ha infine ribadito il proprio impegno per la tutela degli atleti e per il rispetto degli standard fissati dalle commissioni competenti in materia di salute e sicurezza.
La situazione personale di Hardy era già emersa pubblicamente nei mesi scorsi. All’inizio dell’anno, infatti, l’ex campionessa aveva lanciato una raccolta fondi su GoFundMe, spiegando che i danni accumulati nel corso della carriera pugilistica avevano inciso sulla sua salute, sulla vista e sulla capacità di lavorare con continuità per sostenere le spese essenziali della vita quotidiana.
Hardy ha chiuso la sua carriera con un record di 24 vittorie e 3 sconfitte, di cui 4 successi prima del limite. Amanda Serrano, invece, vanta un palmarès di 50 vittorie e 4 sconfitte con 32 KO. Le due si erano già affrontate nel settembre 2019, quando Serrano aveva difeso le cinture WBO e WBC interim dei pesi piuma.
Nella rivincita del 2023, Serrano si impose con largo margine ai cartellini, con punteggi di 100-90, 100-90 e 99-91. Ora però quella serata di Dallas è tornata al centro dell’attenzione, non più soltanto per il risultato sportivo, ma per una vicenda giudiziaria che potrebbe avere conseguenze rilevanti anche sul piano dell’immagine e della responsabilità nella tutela dei pugili.




