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Dan Rafael critica la scelta dell’avversario di Jaime Munguia

Dan Rafael attacca il possibile Munguia-Zon e chiede chiarezza alla WBA, mentre il challenger obbligatorio Bek Melikuziev resta in attesa.

Redazione··3 min di lettura
Dan Rafael Challenges Jaime Munguias Choice Of Opponent

Dan Rafael critica la scelta dell’avversario di Jaime Munguia

La possibile sfida tra Jaime Munguia e Nikita Zon viene considerata da Dan Rafael come l’opzione più comoda cercata dal team del pugile messicano per il sottoclou di Canelo Alvarez. Il giornalista ha contestato apertamente l’abbinamento, sottolineando che il challenger obbligatorio Bek Melikuziev è ancora in attesa della sua occasione.

Secondo Rafael, Bek Melikuziev era disponibile a combattere il 31 ottobre a Riyadh. Nella sua ricostruzione, quindi, la disponibilità dello sfidante non è mai stata il vero problema. Il punto, sostiene, è che il team di Munguia avrebbe preferito guardare altrove nonostante la WBA avesse ordinato la difesa obbligatoria.

"Stavano cercando un tipo di match facile", ha dichiarato Rafael a Big Fight Weekend. "C’erano circa quattro nomi che sono rimasti in ballo per tutto questo tempo, e nemmeno uno di loro era un vero top contender".

È proprio questo l’aspetto centrale della critica al possibile Munguia-Zon. Per Rafael, la questione non riguarda solo il fatto che Zon sia poco conosciuto dal grande pubblico, ma soprattutto il fatto che uno sfidante ufficiale e disponibile venga di fatto scavalcato, mentre a Munguia verrebbe concesso un avversario il cui record, secondo questa lettura, offre poche prove di solidità contro contender già affermati.

Rafael ha riconosciuto che Melikuziev è apparso anche in match poco brillanti, ma ha ribadito che il suo posto è stato conquistato all’interno del sistema WBA. In altre parole, non è necessario essere un volto televisivamente forte per vedere rispettata una chance mondiale ordinata dalla federazione.

Il contesto della vicenda ruota proprio attorno alla gestione di una difesa obbligatoria WBA. Quando una federazione ordina una difesa, il campione è normalmente chiamato ad affrontare il contender designato, salvo eccezioni che devono essere chiarite e motivate. Per questo, il nodo non riguarda soltanto il nome dell’avversario, ma anche il rispetto delle procedure federali e delle gerarchie stabilite.

Sulla questione è intervenuto anche il presidente WBA Gilberto Mendoza, fornendo a Rafael una risposta che, al momento, non chiude il caso. "Possono anche averlo annunciato, ma noi non lo abbiamo ancora approvato", gli avrebbe detto Mendoza, secondo quanto riferito dallo stesso Rafael.

Il punto è rilevante: l’annuncio di un incontro non equivale automaticamente all’approvazione ufficiale della WBA. Tuttavia, Rafael ha spiegato di non essere convinto che Mendoza finirà davvero per fermare questa difesa titolata. A suo avviso, ci sono già stati casi in cui l’organizzazione ha inizialmente negato di aver approvato un match, per poi lasciarlo andare avanti con la cintura comunque in palio.

Questo passaggio rende la situazione ancora più delicata anche sul piano sportivo. Se la WBA decidesse di far proseguire tutto senza imporre la sfida a Melikuziev, il messaggio sarebbe chiaro: il team di Munguia otterrebbe l’avversario desiderato, mentre il contender che ha seguito il percorso previsto dalla federazione subirebbe un altro rinvio.

Per la carriera dei protagonisti, la decisione può avere un peso immediato. Per Munguia significherebbe continuare il proprio cammino con un nome considerato più gestibile; per Melikuziev, invece, un ulteriore stop nell’attesa di una chance che, secondo Rafael, si è guadagnato secondo le regole della WBA. In casi come questo, il valore della classifica e dell’ordine federale diventa centrale quanto il match stesso.

La prossima mossa spetta ora proprio alla WBA. L’ente può imporre a Munguia di rispettare la difesa obbligatoria oppure spiegare con chiarezza quale eccezione consentirebbe a Zon di prendere il posto di Bek. Limitarsi a ripetere che l’approvazione non è ancora arrivata, senza una decisione concreta, significherebbe lasciare Melikuziev in attesa mentre il match già annunciato continua a essere promosso.

In sintesi, la critica di Rafael non si ferma al valore del singolo abbinamento, ma investe il principio con cui dovrebbe essere gestito un titolo mondiale. Senza una decisione netta e conseguenze precise, conclude il ragionamento, lo sfidante che ha rispettato le regole della WBA rischia di essere ancora una volta quello penalizzato.

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