La WBA sostiene di non aver approvato Jaime Munguia vs Nikita Zon, un caso che sta creando parecchia confusione nella categoria dei supermedi. La federazione ha infatti dichiarato sui social di non aver dato il via libera al match e di voler riesaminare la situazione.
La vicenda nasce da quanto accaduto alla fine del mese scorso, quando la WBA aveva ordinato al neo campione Jaime Munguia (46-2, 35 KO) di affrontare lo sfidante ufficiale Bektemir “Bek the Bully” Melikuziev (17-1, 11 KO). Melikuziev aspettava questa chance titolata da tempo, dopo aver superato di misura Darius Fulghum in un eliminator disputato nel maggio dello scorso anno.
Secondo quanto riportato, Munguia era alla ricerca di un avversario più abbordabile per trovare spazio nel sottoclou di Canelo vs Mbilli. Per questo motivo avrebbe cercato di convincere Melikuziev a farsi da parte con una somma di step-aside money, proposta che però è stata respinta pubblicamente dal pugile uzbeko.
Proprio per questo ha sorpreso vedere Munguia comparire nell’annuncio del sottoclou di ieri contro Nikita Zon (12-0-1, 10 KO), pugile con un solido passato dilettantistico ma fin qui non particolarmente rilevante tra i professionisti. Sul poster, in modo piuttosto insolito, Munguia vs Zon veniva indicato come “WBA Super Middleweight Fight”, a differenza di Rafael Espinoza vs Lorenzo Parra e Lindolfo Delgado vs Arthur Biyarslanov, presentati invece chiaramente come incontri titolati.
Questo dettaglio potrebbe spiegare il motivo dell’intervento successivo della WBA. L’ente ha fatto sapere di non aver approvato il combattimento e che procederà a una revisione del caso. Una presa di posizione che riapre immediatamente il tema del rispetto delle difese obbligatorie e della posizione di Melikuziev nella gerarchia della categoria.
Nei supermedi, il nodo centrale riguarda proprio il titolo appena conquistato da Munguia e l’obbligo di affrontare lo sfidante designato. In questi casi, la gestione federale diventa decisiva: se un campione non affronta il contender obbligatorio, il rischio è quello di creare una situazione di stallo e di penalizzare chi si è guadagnato la chance sul ring, come Melikuziev con la vittoria su Fulghum nell’eliminatoria.
Dal punto di vista sportivo, il caso assume quindi un peso notevole anche per il futuro immediato della divisione. Se il match con Zon non dovesse essere autorizzato, Munguia potrebbe essere costretto a tornare sul percorso stabilito dalla WBA. Se invece la federazione dovesse limitarsi a un richiamo formale o consentire comunque l’incontro imponendo poi una difesa obbligatoria entro un certo numero di giorni, la sensazione sarebbe quella di un danno per Melikuziev, che ha già rifiutato il pagamento per farsi da parte.
Resta ora da capire quale decisione prenderà la WBA dopo la revisione annunciata. Le opzioni sul tavolo ruotano tutte attorno allo stesso punto: confermare l’obbligo di Munguia contro Melikuziev oppure adottare una soluzione alternativa sulla posizione del campione. Per il momento, l’unico fatto certo è che la federazione afferma di non aver approvato Jaime Munguia vs Nikita Zon.
Modifiche apportate: traduzione integrale dall’inglese all’italiano; riorganizzazione del testo per migliorarne chiarezza e scorrevolezza; ampliamento con contesto sulla categoria supermedi, sul ruolo dello sfidante ufficiale e sulle possibili conseguenze sportive, senza aggiungere fatti non presenti nell’originale.




