Kell Brook non ha dubbi: tra i tanti campioni affrontati in carriera, il migliore è Terence Crawford. L’ex campione britannico ha condiviso il ring con grandi nomi del pugilato mondiale, ma quando gli è stato chiesto di scegliere tra Crawford e Gennady Golovkin, due dei tre uomini capaci di batterlo da professionista, la sua risposta è stata netta.
Brook, soprannominato “Special K”, aveva conquistato il titolo mondiale IBF dei pesi welter, difendendolo tre volte prima di compiere un salto di categoria tanto ambizioso quanto rischioso. Il britannico salì infatti nei pesi medi per affrontare Gennady Golovkin, allora campione unificato della divisione, in una sfida tra due campioni del mondo imbattuti.
In quell’incontro Brook partì bene, mostrando qualità e coraggio contro uno dei puncher più temuti della sua epoca. Alla lunga, però, la potenza del kazako fece la differenza: Golovkin gli procurò la frattura dell’orbita oculare, costringendo il match allo stop al quinto round e imponendosi ancora una volta con il suo stile devastante.
Tornato nei welter, Brook perse poi la cintura IBF contro Errol Spence Jr. Più avanti tentò di riconquistare un titolo mondiale a quota 147 libbre in quello che sarebbe diventato il suo penultimo incontro da professionista, sfidando Terence Crawford per la cintura WBO.
Anche in quel caso il verdetto fu chiaro. Crawford chiuse i conti in quattro riprese, portando il proprio record immacolato a 37-0. E proprio ripensando a quella sfida, Brook ha spiegato a The Stomping Ground perché considera l’americano il miglior avversario mai affrontato sul ring.
“[Golovkin non era il migliore], Crawford è il migliore [che abbia affrontato]. Crawford è precisione pura, è come un chirurgo.
Il suo tempismo e il modo in cui riesce a cambiare guardia, è come un chirurgo, colpisce in modo perfetto. È come Ronnie O’Sullivan nello snooker, riesce a cambiare perfettamente.”
Le parole di Brook aiutano a inquadrare il valore del confronto. Golovkin lo mise sotto pressione con forza e potenza nei medi, mentre Crawford lo superò nei welter grazie a timing, precisione e capacità di adattamento. Due stili molto diversi, affrontati anche in categorie differenti, ma per il pugile di Sheffield il giudizio finale premia nettamente la completezza tecnica dello statunitense.
Dopo aver battuto Brook, Crawford avrebbe poi completato la sua ascesa diventando campione indiscusso dei pesi welter. In seguito avrebbe chiuso la carriera con un’altra affermazione da indiscusso, superando il re dei supermedi Canelo Alvarez e ritirandosi con un perfetto record di 42-0.
Per quanto riguarda Brook, negli ultimi tempi il suo nome è stato accostato a un possibile ritorno sul ring. Tra le ipotesi circolate c’è quella di un match contro Chris Eubank Jr, scenario che riaccenderebbe l’interesse attorno all’ex campione britannico dopo anni lontano dai grandi appuntamenti mondiali.




