Larry Holmes è tornato a parlare di uno degli episodi più discussi della storia dei pesi massimi, sostenendo che George Foreman non meritasse di diventare campione del mondo in quella circostanza.
Soprannominato “The Easton Assassin”, Holmes ha costruito una carriera straordinaria tra i professionisti. Il suo percorso iniziò nel 1973 e lo portò a regnare da campione del mondo dei pesi massimi per sette anni, dal 1978 al 1985. In quel periodo firmò ben 20 difese vincenti del titolo, centrando successi che hanno segnato la sua eredità sportiva contro avversari del calibro di Trevor Berbick, Ken Norton e Muhammad Ali, prima di essere detronizzato da Michael Spinks.
Tra i grandi nomi della sua epoca, uno che non affrontò mai fu proprio il connazionale George Foreman. Quest’ultimo resta ancora oggi il più anziano campione del mondo dei pesi massimi grazie alla vittoria ottenuta nel 1994 contro Michael Moorer.
Intervenendo in un’intervista su YouTube, Holmes ha criticato duramente quel successo, sostenendo che Foreman sia stato fortunato nella conquista delle cinture WBA e IBF dei pesi massimi ai danni di Moorer.
“George Foreman ha messo KO Michael Moorer, ma anche uno scoiattolo cieco ogni tanto trova una ghianda. Ecco cosa ha trovato Foreman: una ghianda. Per tutta la serata ha incassato destri. Aveva il viso gonfio, ha preso pugni per tutto il match e stava subendo. È stato fortunato.”
Il riferimento è a una delle vittorie più iconiche nella storia della categoria regina. Foreman, a 45 anni e 299 giorni, fermò Moorer all’ottavo round nel loro confronto all’MGM Grand di Las Vegas, conquistando i titoli mondiali WBA e IBF dei pesi massimi e riscrivendo i libri di storia del pugilato con un record che appare ancora oggi difficilissimo da battere.
Il contesto rende quelle parole ancora più forti: si parla infatti della massima divisione del pugilato, quella dei pesi massimi, e di due sigle mondiali di primo piano come WBA e IBF. Proprio per questo il giudizio di Holmes pesa in modo particolare, considerando che lui stesso è stato uno dei campioni più dominanti dell’epoca moderna nella categoria.
Pur riconoscendo implicitamente il KO con cui Foreman chiuse il match, Holmes ha voluto sottolineare soprattutto l’andamento del combattimento prima del finale, insistendo sul fatto che Moorer stesse facendo il suo lavoro e che Foreman fosse in difficoltà per lunghi tratti dell’incontro. Da qui la sua conclusione: il risultato sarebbe stato più frutto di un episodio decisivo che di una superiorità costante nell’arco del match.
Quelle dichiarazioni riaprono così il dibattito su una vittoria che, al di là delle opinioni, ha avuto un impatto enorme sulla storia dei pesi massimi. Il trionfo di Foreman su Moorer gli permise infatti di entrare definitivamente nella leggenda come campione del mondo dei massimi più anziano di sempre, un primato che, come sottolineato anche dal testo originale, sembra destinato a resistere ancora a lungo.
Modifiche apportate: testo tradotto e riscritto in italiano con struttura più fluida; ripetizioni eliminate; contesto storico e sportivo ampliato usando solo informazioni presenti o di contesto generale; citazione mantenuta nel significato; titolo e paragrafi riorganizzati per maggiore leggibilità.




