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Lester Martinez, le lacrime di un campione dal Guatemala

Lester Martinez racconta la sua infanzia in Guatemala tra emozioni, famiglia e sacrifici prima della sfida mondiale contro Luka Plantic.

Redazione··2 min di lettura
Lester Martinez's human side shines through in homeland mini-doc

Lester Martinez, le lacrime di un campione: dal Guatemala al sogno mondiale — A volte per raccontare la boxe non servono un ring, una cintura o un grande palazzetto. Basta tornare nel luogo da cui tutto è iniziato. È quello che ha fatto Lester Martinez, campione WBC ad interim dei supermedi, protagonista di un emozionante mini-documentario realizzato in Guatemala alla vigilia della sfida contro il croato Luka Plantic. Martinez, 30 anni, imbattuto con un record di 20-0-1 e 16 vittorie per KO, sarà protagonista sabato al Galen Center di Los Angeles della seconda difesa della sua cintura contro Plantic, anche lui imbattuto con 13-0 e 9 KO. Ma prima di salire sul ring, il pugile guatemalteco è tornato nella scuola elementare Párvulus, nel dipartimento di Petén, proprio dove da bambino iniziò a conoscere la boxe e imparò i suoi primi colpi. Il viaggio nei ricordi lo ha travolto. Mentre raccontava la sua infanzia, Martinez si è commosso fino alle lacrime, coprendosi il volto con le mani nel ricordare il bambino che percorreva quei corridoi e sognava senza sapere ancora dove lo avrebbe portato quel percorso. È questa la forza delle storie raccontate nella lingua e nei luoghi d'origine: restituiscono al campione l'uomo che c'era prima delle cinture, dei riflettori e delle grandi arene. Martinez ha ricordato anche la sua famiglia, i momenti trascorsi a tavola con la madre, il padre, la sorella e il fratello, condividendo piatti semplici fatti di uova, fagioli, caffè e tortillas. Persino un ricordo apparentemente insignificante, come le tortillas che arrivavano fredde perché da bambino si fermava a giocare ai videogiochi durante il tragitto verso il negozio, diventa oggi un frammento prezioso della sua storia. Al centro del racconto ci sono soprattutto i genitori, Ornelis de Martinez e Hermelindo Martinez, testimoni del viaggio che ha trasformato quel bambino guatemalteco in un campione del mondo. Dopo la vittoria di marzo a San Bernardino contro Immanuwel Aleem, davanti a un pubblico gremito di connazionali, Martinez aveva dedicato il trionfo proprio a loro con parole semplici e potentissime: «Mamma, papà: vostro figlio è campione del mondo». Un momento nel quale il pugile è crollato in ginocchio, sopraffatto dall'emozione, mentre Paulie Malignaggi gli stringeva una spalla. Ora Martinez torna sul ring per un'altra sfida fondamentale. Dall'altra parte ci sarà Luka Plantic, ex olimpionico croato ancora imbattuto e determinato a interrompere la corsa del campione guatemalteco. Per Martinez non sarà soltanto una difesa della cintura WBC ad interim, ma l'occasione per continuare a scrivere una storia iniziata molto lontano dalle luci di Los Angeles. Sugli spalti è attesa una grande presenza della comunità guatemalteca, con molti connazionali pronti a trasformare il Galen Center in un angolo del Guatemala. Perché dietro ogni campione c'è una strada, una famiglia, una scuola, una terra e una storia. E quella di Lester Martinez, prima ancora di essere una storia di pugni, è una storia di sacrificio, appartenenza e sogni diventati realtà.

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