Matchroom Boxing riferisce che la collaborazione con Empire Fighting Chance ha aiutato 73 club a generare e reinvestire oltre 7,2 milioni, raggiungendo 50.000 giovani. I dati diffusi dalla rete mostrano anche che sei partecipanti su dieci hanno segnalato un miglioramento del proprio benessere e otto su dieci una maggiore fiducia in sé.
Il progetto unisce il pugilato di base al sostegno educativo e personale, ma non è un percorso verso la boxe professionistica. L’obiettivo è rafforzare le società locali già attive, offrendo loro strumenti per affiancare i giovani, anziché creare una rete di palestre gestite centralmente.
Una rete di club in crescita
La partnership nazionale è attiva dal 2022. Matchroom ed England Boxing hanno contribuito a diffondere oltre Bristol il modello sviluppato da Empire. Tra i risultati citati figurano anche oltre quaranta segnalazioni di club interessati, centinaia di biglietti donati e la formazione di 69 terapeuti. I finanziamenti destinati alla rete ammontano a 180.000 e coinvolgono nove club.
Tra le persone che hanno visitato le realtà locali ci sono i pugili Dalton Smith, Pat Brown e Adam Maca. Secondo Alex Le Guével, la rete punta a espandersi a livello internazionale. Jamie Sanigar ha invece sottolineato il valore della condivisione di competenze tra i club, così che possano imparare gli uni dagli altri invece di operare separatamente.
Progetti internazionali e prossime tappe
L’espansione comprende uno scambio con Abeokuta, in Nigeria, e il sostegno a REACH Edmonton, in Canada, che ha ottenuto 2,2 milioni di dollari. Fighting Chance USA, inizialmente concentrata su Philadelphia, è in attesa di avviare il suo primo programma.
Per il 2027 sono previsti una nuova strategia triennale, un’identità comune per la rete e il rapporto The Right Hook 2, atteso in primavera. Il programma segna quindi una fase di sviluppo per la collaborazione tra club e organizzazioni, con l’intenzione di consolidare il lavoro sul territorio e di estenderlo oltre il Regno Unito.
Come funziona la Community Club Partnership
Empire descrive le palestre di pugilato come luoghi stabili in cui i giovani che affrontano situazioni difficili possono sviluppare fiducia e resilienza. Il sostegno combina affiancamento, attività terapeutiche e orientamento professionale. Le organizzazioni aderenti ricevono formazione, consulenza continuativa e accesso a opportunità di finanziamento.
Tra i percorsi proposti ai club interessati figurano Box Champions e Box Therapy. La formazione comincia con un corso di due giorni nella palestra di Empire a Bristol; segue un periodo di dodici mesi di supporto, pensato per aiutare i partner ad applicare i contenuti nel proprio contesto locale.
Quattro programmi, non un percorso agonistico
Le attività di Empire sono distinte dalla boxe competitiva tradizionale. Box Champions propone sessioni senza contatto e affiancamento basato su principi psicologici per giovani dagli 8 ai 25 anni. Box Therapy si rivolge alla stessa fascia d’età e integra la presenza di un terapeuta nell’attività fisica, offrendo ai partecipanti uno spazio per esplorare emozioni e comportamenti.
Box Careers accompagna i giovani tra i 16 e i 25 anni con attività di pugilato, formazione e orientamento al lavoro. Box Juniors è invece una classe mista senza contatto, rivolta ai ragazzi dai 10 ai 16 anni e incentrata su tecnica, preparazione fisica e partecipazione, sotto la guida di un allenatore.
La palestra di Empire a Easton, Bristol, ospita sia pugili professionisti sia giovani che prendono parte ai servizi dell’associazione. La charity riferisce che nel 2025 ha raggiunto 10.609 giovani. Per i singoli programmi, segnala che il 90% dei partecipanti a Box Champions si sente più resiliente, il 99% degli utenti di Box Therapy si sente ascoltato e rispettato e il 100% dei partecipanti a Box Careers guarda al futuro con maggiore positività. L’organizzazione dichiara inoltre che il 94% dei giovani si sente al sicuro presso Empire.
Questi indicatori riguardano categorie e programmi diversi e non vanno sommati ai risultati complessivi della rete. La comunicazione più recente non specifica la dimensione del campione né un gruppo di confronto: i miglioramenti riportati non dimostrano effetti clinici indipendenti e non provano che siano stati causati esclusivamente dalla pratica del pugilato.




