Derek Chisora non ritiene che Moses Itauma debba affrontare un avversario accomodante al rientro sul ring. Per il giovane peso massimo, reduce dalla sconfitta contro Filip Hrgovic, l’ex pugile propone Richard Riakporhe: un avversario dotato di potenza, che renderebbe impegnativo il primo incontro dopo il ko.
Chisora indica Riakporhe
Interpellato sul possibile avversario di Itauma per gennaio, Chisora ha citato inizialmente Frazer Clarke, prima di orientarsi con decisione su Riakporhe. Secondo lui, nessuno dei due sarebbe un pugile destinato a cedere alla prima difficoltà. «Dovrebbe combattere contro Richard Riakporhe», ha dichiarato ai giornalisti.
La proposta significa mettere subito alla prova un giovane peso massimo che ha appena incassato la prima battuta d’arresto. Itauma ha raccontato apertamente la propria frustrazione per la sconfitta contro Hrgovic e ha ammesso che rivedere il filmato dell’incontro continua a pesargli. Un avversario pericoloso lo costringerebbe a misurarsi con quei dubbi in una situazione di reale pressione fisica.
Una prova vera, ma con rischi
La logica di Chisora è che una vittoria rapida contro un avversario nettamente inferiore aggiungerebbe un successo al record, senza però chiarire che cosa non abbia funzionato contro Hrgovic. Itauma, secondo questa lettura, deve dimostrare di riuscire a mantenere la lucidità quando il combattimento si fa complicato.
Riakporhe avrebbe la potenza per punire eventuali cali di concentrazione. Sceglierlo comunicherebbe anche la fiducia del team di Itauma nella sua capacità di affrontare un confronto competitivo, invece di proteggerne il record con avversari poco impegnativi. Ma proprio il rischio di una sfida così esigente alimenta il dibattito sulla gestione del pugile.
Quando è stato nominato Agit Kabayel, Chisora ha tracciato un limite netto: «Kabayel lo distruggerà». Il suo ragionamento sembra quindi distinguere tra una prova impegnativa sulla scena nazionale e un avversario che, a suo giudizio, sarebbe ancora troppo difficile per Itauma. Chisora continua comunque a considerare il giovane un possibile protagonista del futuro, quando gli attuali veterani dei pesi massimi si saranno fatti da parte.
Il peso della sconfitta con Hrgovic
L’articolo sottolinea però che il ko contro Hrgovic rende più delicata la scelta del prossimo incontro. Non si è trattato soltanto, secondo il testo, di una sconfitta ai punti o di un calo di energie: i colpi pesanti di destro di Hrgovic avrebbero mandato Itauma al tappeto, lasciandolo immobile e costretto a lasciare l’arena su una barella. Dopo un episodio del genere, la sua tenuta ai colpi non può essere considerata certa prima che torni a ricevere colpi significativi.
Un confronto immediato con Riakporhe, descritto come un pugile esplosivo e dotato di potenza naturale, potrebbe mettere a rischio la fiducia che Itauma è riuscito a recuperare. Il testo evidenzia anche il pericolo di un nuovo ko, che sarebbe la seconda sconfitta consecutiva per interruzione e un duro colpo per le prospettive del giovane, ancora prima del suo ventiduesimo compleanno.
La scelta di Queensberry
Per Frank Warren e Queensberry si prospetta una decisione complessa. Avversari troppo arrendevoli, capaci di cedere in pochi round, non permetterebbero a Itauma di lavorare sul ritmo, sulla capacità di superare i momenti difficili e sulla gestione dei colpi in arrivo. Una vera battaglia contro un picchiatore come Riakporhe, d’altra parte, comporterebbe il rischio di una nuova sconfitta per ko.
Il testo suggerisce una via intermedia: scegliere pugili resistenti, capaci di costringere Itauma a lavorare per otto o dieci riprese, ma senza la potenza necessaria per metterlo fuori combattimento. Per ora non vengono indicati un avversario definitivo, una data ufficiale o decisioni federali: il possibile incontro di gennaio resta una proposta di Chisora, non un annuncio.
Il risultato e la scelta del prossimo avversario avranno un peso importante nel percorso del giovane peso massimo. Una prova equilibrata potrebbe aiutarlo a ritrovare fiducia e a mostrare i progressi dopo la sconfitta; un rischio eccessivo, invece, potrebbe compromettere il suo rilancio. La decisione finale spetta al suo team.




